Elenco blog personale

sabato 16 giugno 2012

OSCAR FARINETTI - EATALY A NEW YORK...




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EATALY...UNA MERAVIGLIA...A ROMA


La capitale diventa gourmet e, passando per una scrupolosa operazione di riqualificazione urbana, fa spazio al nuovo Eataly, il diciannovesimo nel mondo. L'air terminal Ostiense, progetto di Julio Lafuente, voluto dalle amministrazioni capitoline per i mondiali di calcio Italia '90 e rimasto per circa 20 anni in uno stato di degrado e desolazione, da oggi sarà la nuova sede di Eataly e snodo della ferrovia Ntv firmata Montezemolo-Della Valle.
Qualche numero. 17.000 mq su 4 piani, il 60% dedicati alla vendita del cibo e il restante alla ristorazione e alla didattica. 23 luoghi di ristoro, 40 aree dove imparare a conoscere e preparare il cibo, 8 aule, 14.000 prodotti in vendita, 500 collaboratori, 8 zone di produzione a vista, e poi sale riunioni e aree congressi. Per la versione romana della sua macchina da guerra, Oscar Farinetti, colui che ha creato Eataly e lo esporta nel mondo, si è ispirato alla bellezza, quella dell'agroalimentare, dell'arte, della musica, e anche dell'ironia, perché, per citare Farinetti, la bellezza salverà l'Italia.
Dopo i due di Torino, quello di Pinerolo, Asti, Monticello, Milano, Genova, Bologna, i 9 in Giappone e quello di New York, la sede romana porterà cibi e bavande di qualità, aprendo la strada alla distribuzione e commercializzazione di prodotti artigianali. Scaffali rigorosi, razionali, puliti, che nulla lasciano al dubbio, si lasciano ammirare in ogni sala. Il tour è assolutamente affascinante, lascia a bocca aperta per l'organizzazione, l'armonia e per il coinvolgimento continuo dei sensi. Rapiti dalla vista di decine di salumi che cadono a pioggia dal soffitto, storditi dai profumi dei punti ristoro, divertiti dai colori delle verdure (ovviamente soltanto quelle di stagione), tentati dal sapore dei dolci, in questa immersione nel cibo è impossibile non cadere in tentazione.

L'assortimento è vastissimo e tutto a portata di mano. Eataly è il regno dei grandi chef, dei neofiti della cucina, dei fanatici del bio, dei curiosi e delle famiglie, ma anche dei piccoli produttori, dei contadini, gli allevatori, i pescatori, gli affinatori che avranno la migliore visibilità, e del pubblico che avrà qualità a prezzi sostenibili. Un luogo per tutti, dove si va anche soltanto per passare del tempo, prendere spunti, in un'atmosfera che è sempre a metà strada tra la convivialità armonica e lo shopaholic.



Eataly Roma
Inaugurazione giovedì 21 giugno
Piazzale XII ottobre 1492
Aperto dalle 10 fino a mezzanotte
Tutti i giorni


foto e testi di Doriana Torriero





GRECIA


Deputato nazista schiaffeggia collega, arrestato

L'esponente di Alba dorata ha dato in escandescenze aggredendo la parlamentare comunista





ATENE - Il deputato di Alba dorata (formazione di estrema destra, etichettabile come nazista) Ilias Kasidiaris si è reso protagonista di un increscioso incidente durante un dibattito tv.

Il parlamentare, al termine di un acceso dibattito, si è scaraventato contro una deputata comunista, prendendola a schiaffi, e poi aggredendo gli altri ospiti. Kasidiaris è stato poi arrestato dagli agenti.QUI


venerdì 15 giugno 2012

La sobrietà di Napolitano: guarda le facce e i look nel video di Bechis - due giugno, festa, quirinale, franco, bechis - Libero Quotidiano

La sobrietà di Napolitano: guarda le facce e i look nel video di Bechis - due giugno, festa, quirinale, franco, bechis - Libero Quotidiano

CHI PAGA IL MANIFESTO?




Il Pd: Bersani è un fascista e usa per sé i soldi del partito

Diluvio di polemiche e proteste dei militanti per il manifesto con cui il segretario annuncia la sua discesa in campo alle primarie 14/06/2012



Il manifesto è già affisso in molte città. Titolo “Accettiamo la sfida”, ed è l’annuncio ufficiale del Partito democratico per l’avvio delle primarie. Colori verde-bianco e rosso, dentro solo una frase di Pierluigi Bersani che dice “Io mi candiderò”. Il manifesto è stato subito un pugno nello stomaco dei militanti. Che non l’hanno affatto gradito, sommergendo i propri leader, i blog del partito e perfino quelli dell’agenzia di design che l’ha ideato di critiche, proteste violente e anche qualche insulto. Prima accusa: il design ricorda quello del ventennio, il bianco della simil-bandiera ricorda un fascio littorio. Seconda accusa, piuttosto diffusa: il manifesto riporta come committente “Partito democratico- Direzione nazionale”, quindi sembra pagato dai fondi del partito. Solo che è un manifesto che lancia non le primarie in sé, ma la candidatura di Bersani alle primarie. Quindi si accusa il leader di barare al gioco: se per sé usa fondi del partito, viola la par condicio con gli altri candidati che non hanno la cassa del Pd a loro disposizione.

Le critiche politiche stanno infiammando i blog, finendo nei profili facebook di molti imbarazzati leader nazionali del Pd. A quelle stilistiche ha scelto di replicare l’agenzia di design che ha ideato il manifesto. Si tratta della FF3300, fondata nel 2006 da Alessandro Tartaglia, Carlotta Latessa e Nicolò Loprieno. Il filosofo del gruppo è Tartaglia, una sorta di Gianroberto Casaleggio della sinistra italiana. Nel 2010 è stato Nichi Vendola ad associarselo, e lui gli ha fatto tutta la campagna di comunicazione delle regionali, riempendo la Puglia di manifesti senza il volto di Nichi e con lo slogan “Vendola- la poesia è nei fatti”. Tartaglia difende il manifesto spiegando di avere voluto andare “oltre la bandiera italiana”. Replica anche a chi dice che manco si capisce che c’entri il Pd, visto che il nome del partito è scritto in rosso su sfondo rosso: “Un marchio non è un adesivo, e può essere declinato, adattandosi al contesto, trasformandosi da marchio in marca..”. Quanto allo stile considerato fascista Tartaglia crede che “sia fondamentale per il Pd che studi, provi, sperimenti, innovi i linguaggi della comunicazione politica, anche recuperando, citando e interpretando i linguaggi che hanno fatto la storia della sinistra in Italia. Non fasci littori, ma la sinistra”. Sarà,. ma quel manifesto con cui Bersani ha rubato a Vendola il suo Casaleggio usando i soldi del Pd per la campagna personale alle primarie, sembra tanto il più classico degli hara-kiri della sinistra italiana…

di Franco Bechis



giovedì 14 giugno 2012

LA LEGGE PER PENATI BERLUSCONI TARANTINI E PAPA...





Da Penati a Berlusconi, da Tarantini a Papa
ecco i processi che saltano se passa la riforma
Le nuove norme sulla corruzione provocheranno in diversi casi l'accorciamento dei termini di prescrizione. I rischi principali vengono dalla modifica del reato di concussione e dalle nuove pene previste

Ineleggibilità e corruzione tra privati
La Camera vota la fiducia sul ddl anticorruzionedi EMILIO RANDACIO

DAL CASO Tarantini, al Rubygate. Ma anche altro. Dalla bufera sul Cardarelli e sui primari accusati di taglieggiare i pazienti per operarli, per finire al "Sistema Sesto". L'inchiesta in cui l'ex leader lombardo del Pd, Filippo Penati, è accusato di aver preteso sostanziose mazzette dagli imprenditori. Non è un colpo di spugna la riforma approvata ieri, ma avrà comunque conseguenze su diversi processi importanti. Il principale riguarda proprio Penati, a cui la procura di Monza contesta i reati più gravi fino al 2002. Per la concussione saremmo di fronte a una prescrizione già certa (i processi dovrebbero concludersi entro l'anno e non più nel 2017). E lo stesso criterio verrà applicato per chi ha la medesima accusa. L'introduzione dell'articolo "319 quater", disciplina infatti la "concussione impropria", prevedendo pene fino a un massimo di 8 anni. In questo caso, i tempi di prescrizione si riducono di un terzo rispetto alla vecchia concussione, dando un'importante sforbiciata di tempo soprattutto per i numerosi dibattimenti in corso.

Il sistema Sesto
L'approvazione del ddl anticorruzione farebbe saltare un intero pezzo dell'inchiesta sul "Sistema Sesto", su cui indagano i pm della procura di Monza, Walter Mapelli e Franca Macchia: il filone sulla riqualificazione delle aree Falck. Sarebbero coperte da prescrizione le accuse a Filippo Penati, a Giordano Vimercati e agli uomini delle coop rosse: il vicepresidente del Consorzio cooperative costruttori, Omer Degli Esposti, e i due consulenti che sarebbero stati imposti al proprietario dell'area, Giuseppe Pasini. Ma mentre le coop rosse sarebbero totalmente salve - per fatti tra il 2000 e il 2004 - nulla eviterà il processo a Penati per gli altri capi d'imputazione: le presunte tangenti per la terza corsia dell'autostrada A7 e per i finanziamenti illeciti alla sua associazione "Fare Metropoli".

Il Rubygate
Cinque anni in meno per celebrare il processo Ruby e un'"insidia" che potrebbe essere utilizzata dai legali del Cavaliere per tentare di smontare l'accusa. È questa la principale conseguenza al Tribunale di Milano del decreto anticorruzione. Per il Rubygate, le modifiche riguardano la concussione. Il processo non rischia uno stop, ma la prescrizione si accorcia al 2020. Potrebbe, però, offrire un'"insidia", spiegano fonti della procura, nel caso i difensori di Berlusconi volessero dare un'interpretazione estensiva alla riforma coinvolgendo anche il funzionario della questura che fece rilasciare Ruby. Per le indagini per concussione, invece, il pool per i reati sulla pubblica amministrazione teme che l'introduzione di una pena massima di 8 anni di carcere, possa indurre gli imprenditori a evitare di denunciare.

Il caso Cardarelli
La riforma della concussione potrebbe avere effetti anche sull'inchiesta in corso a Napoli nei confronti del primario di Ortopedia Paolo Iannelli. Il nucleo centrale delle contestazioni si riferisce all'ipotesi secondo la quale il primario (che nega) avrebbe indotto degenti dell'ospedale Cardarelli a lasciare il presidio sanitario pubblico per la clinica privata Villa del Sole. Bisognerà vedere adesso come, dopo l'approvazione definitiva del nuovo testo, le condotte configurate dai pm Curcio e Woodcock come concussione dovranno essere riformulate e con quali conseguenze sul procedimento. In Procura, dove ieri si è insediato il nuovo capo, non si sbilanciano e attendono il testo definitivo.

La P4
A Napoli è in corso il processo di primo grado nei confronti del deputato del Pdl Alfonso Papa, imputato di concussione e altri reati nel giudizio originato dall'inchiesta denominata P4.
Al parlamentare, che respinge le accuse, viene contestato di aver imposto a tre imprenditori il pagamento di alcune utilità (soggiorni in albergo, regali) in cambio di notizie e interventi su vicende giudiziarie. Anche in questo caso le nuove norme attualmente allo studio delle Camere potrebbero avere effetti negativi sul procedimento, tenuto conto ad esempio che il pacchetto introduce la nuova figura di reato del "traffico di influenze". Secondo fonti della Procura, a Napoli dal 2007 al 2011 sono state iscritte nel registro degli indagati con l'accusa di concussione circa 1700 persone, ben 592 nel 2008.

La sanità pugliese
C'è anche un filone della maxinchiesta sul "sistema Tarantini" fra i processi a rischio prescrizione, con l'approvazione del ddl sulla nuova concussione. Ed è quello relativo agli "affari" del noto imprenditore barese con il primario di Neurochirurgia del Policlinico di Bari, Pasqualino Ciappetta. Secondo l'accusa, tra il 2006 e il 2009, Tarantini avrebbe accontentato il primario mettendo a disposizione auto e autista, pagando viaggi e persino il conto di salumerie o di cene consumate in rinomati ristoranti. A spese di Tarantini anche i 15 ricorsi che il professor Ciappetta voleva presentare per chiedere l'annullamento di multe. In cambio il neurochirurgo avrebbe favorito Tarantini scegliendo, sulla base del principio dell'infungibilità, le protesi da lui fornite.

Le nomine Asl
La nuova concussione, quella che fino ad oggi era definita "per induzione", influirà anche nel processo per lo scandalo sulla cosiddetta "cupola Tedesco". Secondo la Procura di Bari, la struttura guidata dal senatore Alberto Tedesco, tra il 2005 e il 2009 avrebbe pilotato le nomine di dirigenti di Asl pugliesi e la nomina di quelli amministrativi e sanitari, in modo da dirottare gare di appalto e forniture verso imprenditori a lui legati da interessi economici ed elettorali. Tedesco, che insieme agli altri imputati potrebbe ora ottenere sconti dalla nuova normativa, sarebbe intervenuto "attivamente sui direttori generali e sui dirigenti per nominare quali primari persone di sua fiducia e destituire persone che non obbedivano ai suoi ordini".

mercoledì 13 giugno 2012

«Il debito pubblico è furto» - ATTUALITA

«Il debito pubblico è furto» - ATTUALITA

GATTO AMOROSO...


Grazie Irene...foto che lei ha pubblicato su facebook.

EUGENIO SCALFARI...che delusione...


In questi giorni c'è stato un rimpallo di lettere tra Eugenio Scalfari e Mario Monti, devo dire che sono d'accordo su molte cose che scrive Scalfari sulla situazione italiana...ma se un giorno qualcuno mi avesse chiesto: secondo te Eugenio Scalfari è mai andato a cena da Berlusconi? io avrei messo la mano sul fuoco che no, mai sarebbe andato a cena da Berlusconi...e invece:



E Scalfari precisa: "Era il 1984 e la visita nella villa di Arcore era del tutto legittima. La verità è questa: Caracciolo ed io andammo ad Arcore a cena, visitammo la villa e poi, nella sala di musica, con pianoforte a coda che Berlusconi ci disse esser quello di Toscanini, Confalonieri suonò da maestro la 'Rapsodia in blu'. Io stesso l'ho raccontato in un articolo del 2004, come lo stesso Confalonieri ha ricordato. Ma il presidente di Mediaset non ricorda la data. Gliela dico io: era il 1984. L'Espresso - ricorda Scalfari - era azionista con l'11 per cento di Retequattro. Andammo da Berlusconi per chiedergli di smetterla con il dumping delle tariffe. La cena fu ottima, la musica divertente e l'ospite ci promise che così avrebbe fatto. Naturalmente non lo fece affatto perchè è sempre stato un grandissimo bugiardo. Le bugie, caro Confalonieri, hanno gambe cortissime e naso assai lungo".
(13 ottobre 2009) QUI

Direi che Scalfari si arrampica sugli specchi...(...)

CORRADINO MINEO...




Mineo ha chiamato "riciclato" Willer Bordon, L'UNICO SENATORE CHE SI SIA DIMESSO DAL SENATO

Il 16 gennaio 2008, giorno del suo compleanno, Willer Bordon dice di essersi "fatto un regalo": come aveva annunciato da un paio di mesi, si è dimesso dal Senato in un inedito atto di protesta contro il declino e la corruzione della classe dirigente italiana, incapace di farsi portatrice delle reali esigenze dei cittadini, e contro la grave degenerazione della funzione legislativa del Parlamento. I privilegi economici di cui godono i parlamentari - e sui quali Bordon getta in questo libro, con dovizia di cifre, esempi aneddoti da insider, una luce ancora più inquietante della Casta di Rizzo e Stella - sono tuttavia la punta dell'iceberg, sotto la quale la crisi della politica ha assunto proporzioni disastrose. Di fatto, il Parlamento assomiglia sempre più allo sterile megafono del governo di turno, e i partiti sono macchine mangiasoldi governate da ristrettissime oligarchie: non solo per la disgraziata legge elettorale, che lascia a pochi uomini la potestà di decidere chi siederà nelle Aule, ma per una complessa storia più che ventennale. Una storia il cui sviluppo Bordon ricorda e acutamente analizza, indicando praticabili vie di fuga da una condizione che è di serio pericolo per le istituzioni democratiche. Un documento che consentirà a ogni lettore di rendersi conto in prima persona della incommensurabile gravità della crisi politica italiana. Senza però togliergli la speranza in una politica migliore.



"Nel 2013 ci troveremo di fronte a tre scelte: votare i partiti, non ho detto centro-sinistra o centro-destra, ho detto il sistema dei partiti, certo ci sono delle differenze, ma oggi i partiti sono accomunati dall’essere parte di questa logica. L’unica scelta alternativa, lo dico con dispiacere per le persone per bene presenti nel sistema dei partiti, è il MoVimento Cinque Stelle. Non c’è alcun dubbio. Oppure una terza scelta, non partecipare al voto, che con l'attuale situazione può essere pericolosa, ma lecita in un sistema democratico. Queste sono le tre scelte possibili, non ne vedo altre. I partiti stanno facendo di tutto perché la scelta non sia comunque quella del sistema dei partiti." Willer Bordon

Il Passaparola di Willer Bordon, politico italiano

Ci può essere la democrazia senza i partiti?
Buongiorno, sono Willer Bordon, intanto un saluto a tutti gli amici del blog di Beppe Grillo, qualcuno di voi forse mi ha conosciuto, sono stato sottosegretario alla tutela paesistica, ho fatto il Ministro dei governi del nostro paese nei Lavori pubblici e nell’Ambiente.

Tre scelte per il Paese
Noi abbiamo la più incredibile gerontocrazia nel mondo. Una volta citavamo la Cina quando parlavamo di politici eterni, ultrasettantenni, ormai in Cina i dirigenti hanno 50/60 anni, c’è già il ricambio per il prossimo gruppo dirigente.

martedì 12 giugno 2012

AGRICOLTURA...


SOLDI PUBBLICI

Agricoltura, 6 mln di sprechi
Monti risparmia la partecipata da 6 mln.
di Gelsomino Del Guercio
(© La Presse) Mario Catania, ministro per le Politiche agricole.
La spending review voluta dal premier Mario Monti è in alcuni casi fin troppo generosa. Ne sa qualcosa l'Istituto per lo sviluppo Agroalimentare, società finanziaria partecipata al 100% dal ministero delle Politiche agricole con sede in un palazzo del centro di Roma. Entro la settimana che si chiude il 17 giugno il ministro Mario Catania, deve rispondere a Montecitorio all’interpellanza urgente presentata dall’Italia dei valori che ha chiesto spiegazioni sull’eccessivo esborso di denaro pubblico a favore dell'Istituto che, in sette anni di lavoro, ha seguito solo 36 pratiche di finanziamento.
L'ISTITUTO COSTA 6 MLN ALL'ANNO. A sollevare il caso della società è stato il quotidiano Il Fatto Quotidiano. L'Istituto ha 34 dipendenti (tra cui quattro dirigenti), e per i loro stipendi, più quelli di sette collaboratori a progetto, lo Stato paga ogni anno quasi 6 milioni di euro.
Presidente e amministratore delegato hanno indennità annue rispettivamente di 137.500 euro e 117.500, oltre al riconoscimento di un rimborso spese forfettario per alloggio e auto pari a euro 55 mila annui ciascuno.
Un’anomalia già evidenziata dal Partito democratico in un’interrogazione parlamentare nel 2011, che tuttavia non ha mai avuto risposta.
(© La Presse) Francesco Saverio Romano, ex ministro per le Politiche agricole.

IL MARITO DELL'AD AMICO DI ROMANO. Non è casuale, poi, che l'amministratore delegato della società sia Annalisa Vessella, moglie di Michele Pisacane, deputato napoletano con passato in Uduer e Unione di centro, ora in forza ai Popolari per Italia domani di Francesco Saverio Romano. Quest'ultimo è stato ministro delle Politiche agricole fino alla caduta del governo Berlusconi e con Pisacane ha un rapporto strettissimo: lo ha nominato coordinatore regionale campano del Pid, mentre sua moglie è diventata amministratore delegato dell'Istituto per lo sviluppo agroalimentare a luglio 2011, su nomina diretta dello stesso Romano.
IL 70% DEI PRESTITI AL NORD. L'Istituto, che vanta un capitale sociale di 300 milioni di euro, ha l'obiettivo di promuovere lo sviluppo agroindustriale con prestiti a tassi vantaggiosi per le imprese, che possono restituirli in 10 anni.
Secondo il responsabile dell'agricoltura dell'Italia dei valori, Ignazio Messina, sarebbero 2.500 le aziende interessate, ma nel 2012 sono state solo tre quelle a cui è stato offerto il finanziamento. Sempre secondo la denuncia dell'Idv, sebbene l’85% dei prestiti dovrebbero essere destinati al Sud Italia, il bilancio 2011 ha rivelato che per il 70% sono andati ad aziende del Nord.
Nonostante la richiesta di spiegazioni, all'Istituto le bocche restano cucine. E a testimoniare che il clima sia piuttosto pesante, è la rivelazione fatta a La7 da alcuni funzionari della società, che hanno detto di aver ricevuto una mail che li obbligava al silenzio.

Nel Consiglio per la ricerca ci sono 1.800 dipendenti

Nella selva di enti pubblici nati per sostenere l'agricoltura, l'Istituto per lo sviluppo Agroalimentare non è altro che una gocciolina di una filiera magnanima, dove possono trovare spazio davvero tutti, sopratutto i politici.
Basta guardare al Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, che conta 1.800 dipendenti (di cui 500 precari), 47 centri sparsi per l’Italia e 5.300 ettari a colture sperimentali.
ENTRATE PER 160 MLN DI EURO. Nel 2010 ha registrato entrate per 160 milioni di euro. Un carrozzone a tutti gli effetti, in cui si sono succeduti dal 2000 a oggi un numero imprecisato tra presidenti, commissari e sub-commissari.
Recentemente è stato guidato dall’ex senatore Domenico Sudano, già segretario siciliano dell’Udc e in seguito coordinatore locale del Pid, il partito del ministro Romano che l’aveva nominato alla guida dell'Ente; ora invece, il nuovo numero uno è Giuseppe Alonzo, commissario dopo Sudano, docente siciliano di Agraria che sempre con Romano aveva scalato i vertici del ministero delle Politiche agricole.

Da luglio 2011 esiste l'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico(© Getty Images) L'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico ha sostituito l'Unione nazionale incremento razze equine.
Ancora più intricata è la vicenda dell’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (Assi), istituita a luglio 2011 per sostituire l'Unione nazionale incremento razze equine (Unire), e controllata sempre dal ministero dell'Agricoltura.
I suoi compiti sono di promuovere l'incremento e il miglioramento qualitativo e quantitativo delle razze equine, gestire i libri genealogici, revisionare i meccanismi di programmazione delle corse, delle manifestazioni e dei piani e programmi allevatoriali. A guidarla è il commissario straordinario Claudio Varrone, ex magistrato.
L'Assi ha sede in un palazzone di otto piani in via Colombo a Roma, al quartiere Eur, dove lavorano ben 176 dipendenti.
BRUCIATI 110 MLN DI SOLDI PUBBLICI. Secondo il Pd, dal 2006 al 2008 l'Unire ha bruciato 110 milioni di soldi pubblici. A fine 2009 il buco di bilancio sarebbe stato di 83 milioni di euro. E la trasparenza non è di certo il cavallo di battaglia dell'Assi: in una recente interrogazione del parlamentare Idv Elio Lanutti si chiedeva al governo quali fossero i motivi «per cui l'Unire non presenta i suoi bilanci da anni» e come mai il ministro delle Politiche agricole, «che deve esercitare un controllo di merito sugli atti dell'ente, non sia intervenuto al riguardo».

Lunedì, 11 Giugno 2012 LETTERE 43

SIAMO ARRIVATI AL CAPOLINEA?


Si sentono tanti discorsi....bla bla bla...discorsi che vengono da persone che guadagnano un botto di soldi pubblici...soldi che non riusciamo a produrre facendo crescere l'economia, quindi sono soldi a strozzo, ma i loro stipendi e pensioni non calano, bene andiamo avanti cosi, vedremo che fine faremo, puo' essere che ne usciamo migliori?

Siamo nella merda, ma c'è ancora gente che va in vacanza! cerchiamo di essere ottimisti, di sopravvivere in questa melma di notizie!


TRENI REGIONALI A RISCHIO PER IL 2013? ma che bella notizia che ha dato Moretti...è sadico? è scemo? SI

vuole aumentare i costi per i pendolari, cianciando di quanto costano gli abbonamenti negli altri paesi, ma non dice che le paghe italiane sono le piu' basse d'europa, e i loro stipendi i piu' alti al mondo!

lunedì 11 giugno 2012

BEPPE GRILLO...SEVERGNINI QUESTA VOLTA HA TOPPATO...




Grillo: replica a Financial Times, ''Offensivo paragonarmi a Mussolini''
11 Giugno 2012 - 19:33
(ASCA) - Roma, 11 giu - ''L'articolo e' un attacco deliberato a un movimento democratico che rappresento. Il M5S non ha 'soluzioni semplicistiche a problemi complessi', ma un programma completo discusso in Rete per mesi e pubblicato on line sul sito www.beppegrillo.it. Qualunque giornalista puo' leggerlo, persino Beppe Severgnini. Io sono stato comparato a Benito Mussolini, un dittatore. Questo per me e' offensivo.

Il M5S e' accusato di essere 'populismo 2.0'. E' esattamente l'opposto''.

Cosi' Beppe Grillo replica all'articolo scritto una settimana fa per il Financial Times dal giornalista italiano Beppe Severgini, nel quale non venivano risparmiate critiche al comico genovese, paragonando il successo del Movimento 5 Stelle all'infatuazione degli italiani per l'uomo forte del fascismo.

''In Italia, i partiti politici hanno occupato ogni spazio nell'industria, nelle banche, nei media. Noi viviamo ormai in una partitocrazia, non piu' in una democrazia. Al contrario dei partiti politici, il M5S ha rifiutato ogni finanziamento pubblico. Alcune proiezioni lo valutano seconda forza politica con il 20% dei voti dopo solo due anni e mezzo dalla sua fondazione'', aggiunge Grillo nella sua replica al quotidiano, pubblicata sul suo blog e in inglese sullo stesso Financial Times. ''In futuro spero di leggere sul suo prestigioso giornale articoli piu' qualificati ed obiettivi sulla politica italiana''.


DER SPIEGEL...c'è la tira...





Euro-Krise
Italiens Wirtschaft bricht massiv ein
Gerade erst haben die EU-Partner Spanien Milliardenhilfe zugesagt, nun rückt auch Italien in den Fokus. Die Wirtschaft dort ist im ersten Quartal deutlich geschrumpft, das Land steckt mitten in der Rezession. "Ein Hilfsantrag Italiens könnte nur eine Frage der Zeit sein", sagt ein Ökonom. mehr... [ Forum ]QUI

COME SIAMO RIDOTTI...il dirigente della Pam lo licenzierei...


Milano, 76enne ruba Tic-Tac: direttore la insegue, agenti pagano
Al Pam di via Archimede polizia deve intervenire per 78 centesimi
Milano, 9 giu. (TMNews) - Per risolvere una vicenda che aveva ampiamente superato i confini del buonsenso, alla fine ci hanno pensato i poliziotti della Volante Città Studi della Questura di Milano, intervenuti intorno alle 10 di ieri mattina su richiesta del direttore del Pam di via Archimede. "Venite, sto inseguendo una ladra" aveva più o meno detto al 113 il 37enne dirigente del supermercato, "guidando" la volante in piazza Santa Maria del Suffragio dove gli agenti hanno fermato una signora milanese di 76 anni che, spaventata, ha ammesso di aver preso poco prima senza pagare una confezione di mentine Tic-Tac da 78 centesimi.

"Sono senza soldi e avevo voglia di caramelle, le ho prese e sono uscita" ha detto l'anziana signora incensurata ai poliziotti che, allibiti, hanno risarcito di tasca propria l'inflessibile direttore del supermercato che ha così deciso di non sporgere querela per il furto. Forse gli era bastato braccare la ladra per circa un chilometro e averla fatta "catturare" dalla polizia. Tutto per 78 centesimi di euro.

ROMEO GESTIONI...SE CHIAMATE IL N.V 800.034.444 NON RISPONDE NESSUNO...


AL NUMERO VERDE DELLA ROMEO...UNA VOCE VI DICE DI ASPETTARE PER NON PERDERE LA PRIORITA' ACQUISITA...se avete la fortuna che qualcuno vi risponda vi dira' che la motivazione della lunga attesa è che sono pochi è che molti sono in malattia...oggi dice c'è ne sono 7, 7 persone del centralino in malattia, sara' un epidemia?
Un’altra storia italiana. Appalti truccati, intercettazioni telefoniche, processi, erogazioni liberali.

Quelle storie a puntate, quasi fiction televisive, in cui si ripete un copione abituale, condito da colpi di scena.

Questa volta siamo a Napoli, ove prosegue l’iter giudiziario dell’imprenditore Alfredo Romeo, nato 55 anni fa in provincia di Caserta e incarcerato a Poggioreale il 17 dicembre 2008, rinviato a giudizio insieme ad altri 17 indagati, con accuse pesanti.

Mentre si attende che la magistratura si pronunci in merito alla colpevolezza degli imputati, innocenti fino all’emissione di una sentenza passata in giudicato, emergono “contributi”, legalmente ineccepibili, effettuati da alcune società riconducibili all’imprenditore campano.

Ce ne da conto l’ANSA, con un take delle 17.17 del 20 aprile 2009 (ieri).

AMMINISTRATORI CONSEGNANO ELENCO EROGAZIONI FATTE DA SOCIETA’ (ANSA) - NAPOLI, 20 APR - Contributi a comitati elettorali che fanno riferimento a esponenti del Pd, fondi per associazioni religiose dedite a iniziative nel campo sociale, finanziamenti per cene di partito e per fondazioni politiche. Le erogazioni, per alcune centinaia di migliaia di euro, tutte nel rispetto delle normative, che sono state fatte negli ultimi due anni da societa’ dell’imprenditore Alfredo Romeo - attualmente sotto processo nel procedimento sugli appalti a Napoli - sono elencate nella relazione inviata alla magistratura dagli amministratori giudiziari.
Le societa’ (Romeo Gestioni, Isvafim spa, Romeo Partecipazioni srl, Romeo Alberghi srl) sono infatti dal dicembre scorso sotto sequestro. La relazione, che riguarda il periodo 2007-2008, e’ stata trasmessa ai magistrati della procura di Napoli e al gup Enrico Campoli, davanti al quale si sta celebrando il processo a carico di Romeo.

Ecco alcune delle ’’erogazioni liberali’’ effettuate dalle societa’ che fanno capo all’imprenditore napoletano. Al comitato Zingaretti presidente (candidato del centrosinistra alla Provincia di Roma) la Isafim ha elargito 110mila euro, la Romeo Partecipazioni 60mila (piu’ 30mila a Liberinsieme, indicata dalla relazione come espressione del Partito Democratico), la Romeo Alberghi 60mila (piu’ 50mila al Comitato per Rutelli). Nel documento degli amministratori sono indicati anche 5000 euro per una cena al palazzo dei Congressi dell’Eur organizzata dal comitato provvisorio del Pd.

L’elenco comprende, tra l’altro, 25mila euro alla fondazione di iniziativa Mezzogiorno Europa onlus, circa 32mila alla Fondazione Sant’Egidio, 18mila alla Fondazione ’A voce de’ criature, promossa a Napoli dal parroco anticamorra don Luigi Merola. La Romeo Gestioni, tra il 2007 e 2008, ha versato inoltre, a livello di quote associative, 15mila euro al centro studi Nomisma.

Romeo e’ sotto processo davanti al gup Campoli con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d’asta. Secondo l’accusa, contestata anche ad ex amministratori locali, avrebbe condizionato l’assegnazione degli appalti a favore delle sue societa’.(ANSA)
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DAL CORRIERE DELLA SERA
Processo per gli appalti del Global service a napoli
Romeo condannato a due anni
Assolti i quattro ex assessori
Caduti gli altri undici capi di imputazione. Stessa pena (sospesa) anche per l'ex provveditore Mautone

Iervolino: l'assessore Nugnes, morto suicida, sarebbe stato assolto
NAPOLI - Raffica di assoluzioni e due condanne per corruzione. È questo il verdetto del gup sul processo che ha visto alla sbarra, tra gli altri, l'imprenditore Alfredo Romeo, condannato a due anni di reclusione per corruzione (pena sospesa). Ma è l'unico capo di imputazione sui dodici formulati dall'accusa. Stessa condanna a 2 anni per corruzione comminata all’ex provveditore alle Opere pubbliche della Campania e del Molise, Mario Mautone. La corruzione è relativa alla promessa di assunzione da parte di Romeo di 2 persone segnalate da Mautone. Reato quindi distinto dalla vicenda degli appalti.

RITO ABBREVIATO - La decisione è del gup Enrico Campoli a conclusione del processo - con rito abbreviato - relativo agli appalti per il Global service a Napoli. Sono stati invece assolti tutti gli altri imputati, tra cui quattro ex assessori comunali di Napoli, Giuseppe Gambale, Ferdinando Di Mezza, Enrico Cardillo e Felice Laudadio. Tutti i beni sono stati dissequestrati. Tra questi anche il più noto, e cioè l'albergo Romeo.

COLLEGIO DIFENSIVO - Uno degli avvocati di romeo, Bruno Von Arx, commenta: «Questa sentenza restituisce dignità a Romeo soprattutto come imprenditore». Grande soddisfazione anche tra i legali del collegio difensivo degli ex assessori della giunta Iervolino: tutti assolti.

IL PROCURATORE: IMPUGNEREMO LA DECISIONE DEL GUP - E il procuratore Giandomenico Lepore commenta: «L'inchiesta non si è sgonfiata e la procura non esce indebolita: nella dialettica processuale non possiamo vincere sempre. Evidentemente c'è stata una diversa valutazione degli elementi di prova. Sicuramente impugneremo la decisione del Gup. Se potessi tornare indietro non cambierei nulla: non affiancherei ai tre pm della Dda un sostituto specializzato in reati di pubblica amministrazione. Nella mia procura tutti sanno fare tutto».

ROMEO: «FELICE, ORA TORNO AL LAVORO» - «Questa vicenda mi ha creato momenti di sofferenza indicibili, ho trovato la forza di reagire nel convincimento che prima o poi la mia innocenza sarebbe stata riconosciuta». Queste le prime parole di Alfredo Romeo, dopo la sentenza. «Mi attendevo la sentenza di assoluzione nei miei confronti, ma questo non diminuisce la mia gioia e la mia soddisfazione, anzitutto per le imprese del mio gruppo, che mi sono state restituite, ma anche perché - ha sottolineato l'imprenditore napoletano - si è riconosciuto che la mia condotta è sempre stata lecita e portata avanti secondo i criteri che animano e determinano lo sviluppo e la produttività nazionali». "Vorrei anche sottolineare che questo risultato non sento essere scalfito dalla condanna per uno soltanto dei dodici capi di imputazione che mi venivano contestati, che si esaurisce nella raccomandazione ricevuta per l'assunzione di due operai, perchè questa sentenza mi restituisce dignità come imprenditore e sancisce fermamente che non e' mai esistito un sistema Romeo». «Ora – ha concluso – torno al lavoro».

VELARDI: «IN FRANTUMI TEOREMA DEI GIUDICI» - Claudio Velardi, spin doctor di molti politici (ora è la volta di Renata Polverini e Vincenzo De Luca), è stato uno dei più strenui difensori di Alfredo Romeo all'epoca della bufera giudiziaria. E, dopo la sentenza del gup, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, puntando l'indice contro «giudici e giornali». Sul blog theFrontPage.it scrive: «Il teorema della procura, subito fatto proprio dalle gazzette, è andato miseramente in frantumi. L’unico reato di cui si è macchiato il terribile Romeo, e per il quale è stato condannato, è aver raccomandato due operai. Giudici e giornali farebbero bene a riflettere».


Titti Beneduce
19 marzo 2010




3COMMENTI COMMENTI scrivi
SENZA VERGOGNA
22.03|11:18
Lettore_846308
Per me quelli che devono riflettere sono ben altri, il PD, Velardi, Romeo, la Iervolino, gli Assessori incriminati. Ma ormai non si vergogna più nessuno!

dove sono i giudici di una volta
22.03|11:16
Lettore_1859122
Noi napoletani, in buona fede ed orgogliosamente onesti, abbiamo creduto che gli indagati della Procura,per il caso Romeo o Global Service, in combutta con gli esponenti del PD e l'altro del PDL, nonchè di due parlamentari, avrebbero avuto una severa condanna. Siamo rimasti delusi e siamo stati anche ingenui perchè aabbiamo sottovalutato l'inserimento dell'ex PM Di Pietro nell' istruttoria della Procura. Indagato della Procura risultava anche Cristiano, consigliere provinciale e poliziotto in aspettativa,figlio dell'ex PM. Abbiamo continuato a credere nonostante via via il rilevante numero degli indagati andasse assottigliandosi ed infatti Cristiano non c'è più, vi è rimasto solo il suo amico Mautone e per la sentenza Romeo. Però sia ben chiaro che Romeo e Mautone sono stati condannati per una bischerata. Il GUP poteva anche farne a meno di questi insignificanti reati. Ora il GUP può fregiarsi dell'onore di essere stato un valoroso giudice. Rimane il dubbio se ha pronunciato la sentenza in nome del popolo italiano, considerato che la scritta è alle spalle del magistrato. Lasciamo stare!, Vedremo in appello. Io e come me altri napoletani che seguiamo la faccende nazionali ci riteniamo profondamente offesi oltre che sconcerati. Speriamo in appello. Viava la giustizia di una volta!

pene accessorie???
19.03|12:52
darksideofthemoon
credo sia compito della ragioneria generale dello stato recuperare ora i danni. ma non si puo' fare una class action? degli imprenditori danneggiati, dei cittadini danneggiati, loro si arricchiavano ed i soldi erano sottratti alle persone oneste



domenica 10 giugno 2012

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FRACKING... SI ...MA I GIORNALISTI NON LO SANNO...


Il giornalista Michele Brambilla della Stampa in un articolo del 8 giugno 2012 ha scritto che in Italia non si fanno trivellazioni...
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Dal Corriere della Sera
Le trivellazioni prima del sisma
La Procura apre un'inchiesta
I pm di Modena vogliono chiarire se sia stata utilizzata la tecnica del «fracking». E se possa essere collegata alle scosse
MILANO - La Procura di Modena apre un’inchiesta sulle presunte trivellazioni legate al progetto di mega-deposito di gas a Rivara di San Felice sul Panaro. L’accertamento è inserito nel fascicolo «contenitore» del procuratore aggiunto Lucia Musti avviato per chiarire le responsabilità dei crolli dei capannoni del 20 e del 29 maggio. L’indagine dovrà chiarire innanzitutto se le trivellazioni siano state effettivamente condotte prima del sisma, come raccontano preoccupati, anche con esposti, i comitati contrari al gigantesco deposito sotterraneo di metano. In caso di risposta positiva il passo successivo sarebbe quello di individuare chi, dove e come ha effettuato i sondaggi geologici. E verificare le possibili connessioni con il terremoto.

IL «NIET» AL DEPOSITO - Il discorso perforazioni è legato alla realizzazione del mega deposito di gas di Erg Rivara Storage (Ers) a Rivara. Dopo il sisma il progetto è stato definitivamente accantonato con lo stop alle autorizzazioni arrivato dal ministero dello Sviluppo economico, che ha preso atto del «niet» della Regione Emilia-Romagna. Sullo stoccaggio del gas a Rivara è in atto una polemica partita sin dal 2005.

PROGETTO «BIPARTISAN» - Il progetto (sposato dai governi Prodi e Berlusconi ma contestatissimo trasversalmente in sede locale) prevedeva 3,2 miliardi di metri cubi di gas in acquifero profondo, una realizzazione unica in Italia da localizzare nel sottosuolo di San Felice sul Panaro, Medolla, Mirandola, Crevalcore e Camposanto. Vale a dire alcuni dei comuni a cavallo delle province di Modena, Ferrara e Bologna più pesantemente colpiti delle scosse.

IL FRACKING - Dopo il terremoto del 29 maggio, più di un esperto aveva parlato del «fracking» la «fatturazione idraulica» della roccia iniziata da una trivellazione. Tale sistema - è la tesi che in molti propongonop sil web - comporterebbe un lieve rischio sismico. Ma il presidente di Federpetroli, Michele Marsiglia rassicura: «Nel corso degli anni, su riferimenti reali, non abbiamo situazioni di onde sismiche di alta scala in seguito a trivellazioni per ricerca di idrocarburi».

LA ERS: «NESSUNA TRIVELLAZIONE» - Subito dopo la scossa del 20 maggio Ers ha ribadito di non aver mai trivellato a Rivara: «I nostri dati sulle perforazioni risalgono a studi del 1979, noi non abbiamo toccato il terreno a Rivara, non abbiamo fatto carotaggi, non abbiamo perforato o immesso gas o acqua. Gli strumenti che servono per perforare un pozzo occupano un ettaro, nemmeno volendo avremmo potuto farlo e passare inosservati». Sarà l’accertamento del Procuratore aggiunto Lucia Musti a stabilire qual è la realtà.

Alessandro Fulloni

SI FA' IN ITALIA IL FRACKING ? SEMBRA DI SI...




FRACKING IN ITALIA: CLAMOROSO, SI FA DI NASCOSTO ED ECCO LE PROVE
DI DEBORA BILLI
petrolio.blogosfere.it
DAL SITO DON CHISCIOTTE

La discussione sul fracking e il collegamento con i terremoti, specialmente con quello in Emilia, continua. Per fortuna direi: perché questi sono argomenti da "addetti ai lavori" ed è una cosa ottima che anche i cittadini se ne interessino.

Sappiamo già che sia il fracking che le altre attività di esplorazione e trivellazione possono causare sismi; ma io stessa ho smentito il collegamento tra terremoto in Emilia e fracking perchè, dati e leggi alla mano, il fracking in Italia non si può fare.

Ebbene: Maria Rita D'Orsogna, la superesperta di attività petrolifere in Italia ormai nota anche al grande pubblico, ha dimostrato oggi con una lunga e articolata ricerca -con dati, fonti e pezze d'appoggio- che ciò non è vero.

Che in Italia il fracking si fa eccome, fin dal 2009. Senza farlo sapere.

E si tratta di fracking ancora peggiore di quello sul petrolio e sul gas, perché coinvolge il carbone. Ecco un estratto mozzafiato dal post di Maria Rita:


A un certo punto, mi imbatto in questo altro articolo della Independent Resources, e le sue altre concessioni in Italia.

Al momento, il cuore delle attivita' di svilupppo della Indepedendent Resources includono un importante centro di stoccaggio sotterraneo di gas, una nuova sorgente di gas non-convenzionale in terraferma in Italia, e una nuova sorgente di petrolio convenzionale in Tunisia.

Rabbrividisco: "unconventional gas" vuole dire una cosa soltanto: fracking.

Non posso crederci.

Rileggo la frase tre volte.


Clicco su un altro link.

Non mi importa di essere stata smentita dalla prof. D'Orsogna, persona di eccezionale spessore umano e competenza scientifica; mi dispiace molto, invece, il dover constatare ancora una volta che non esiste legge, non esiste prassi, non esiste certezza che non venga infranta dai nostri prenditori senza scrupoli.

Non mi ci abituerò mai.

Debora Billi
Fonte: http://petrolio.blogosfere.it
Link: http://petrolio.blogosfere.it/2012/06/fracking-in-italia-clamoroso-si-fa-di-nascosto-ed-ecco-le-prove.html
7.06.2012

PISCIARSI ADDOSSO...MARKETING




La modella che si fa la pipì addosso: la campagna di Harvey Nichols
LONDRA - Una modella ben vestita che si fa la pipì addosso, per Harvey Nichols è così che si colpiscono i clienti e li si invita a fare acquisti a go go. "Cercate di contenere il vostro entusiasmo", è lo slogan che correda manifesti e volantini della campagna pubblicitaria per i saldi estivi del marchio.FONTE BLITZ