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venerdì 18 ottobre 2013

MICHELLE BONEV - SERVIZIO PUBBLICO

E' assodato ...non siamo un paese normale, lo dicono ancora Cacciari e Santoro, noi abbiamo vissuto, viviamo ancora, e subiamo ancora per colpa del PD ex PDS, che rese eleggibile Silvio Berlusconi con il voto in giunta del 1994, una anomalia tutta italiana.
Con quel voto, Berlusconi divento' un poitico con un potere immenso per via dei mezzi di comunicazione e di informazione che gli sono stati concessi con una generosita' anomala, dalla sinistra. Grazie alle sue TV inizio' il lavaggio dei cervelli, non piu' cultura ma intrattenimento basato su incontri di uomini e donne abbastanza discinte, per favorire incontri amorosi. Un tempo esisteva la legge Merlin e i bordelli, oggi la Maria De Filippi ha creato un nuovo sistema di sfogo degli ormoni sessuali, con donne e uomini che si offrono per incontri amorosi che potrebbero finire anche con matrimoni. La cultura non esiste, esistono sfilate che la Maria De Filippi organizza con l'aiuto di una stilista supportata da una sarta una parrucchiera un truccatore, Gongolano gli uomini e donne sfilando come dei modelli/e premiandosi a vicenda.
Quindi anche se Berlusconi oramai è costretto a sparire per le varie vicende giudiziare, rimarranno sempre gli italiani cresciuti con lui, e con la cultura del tutto e subito, mettere in mostra cio' che la natura ha offerto con generosita', vendersi per avere tanto DIO DENARO da spendere in shopping.
Ieri sera a vedere SERVIZIO PUBBLICO che ha aperto con la donna pentita di questa cultura volgare che pero' faceva parte dei piani alti, quello dei VIP, il piano di accesso a silvio, alla SALA LETTA...il viso di quella donna ancora giovane, bella, con pochissimo trucco per dimostrare un pentimento, una voglia di pulizia, e sentirla dire queste parole: NON NE VALEVA LA PENA VENDERSI PER AVERE SUCCESSO E SOLDI...be' io ho pensato. tesoro ma io gia' lo sapevo!
WIWA BEPPE GRILLO, questo comico pazzarello che ha pensato bene di fare qualcosa contro questa situazione vergognosa, indecente, con una china sempre piu' volgare, piu' inquinante,piu' corrotta.
WIWA IL M5S...e tutti i nostri giovani imbarcati in questa avventura fatta di gioie e dolori.
http://www.blitzquotidiano.it/berlusconi/michelle-bonev-servizio-pubblico-a-letto-con-berlusconi-1694684/

sabato 24 novembre 2012

MICHELE SANTORO ...BRUNETTA E VESPA...


Servizio Pubblico, lo scontro tra Santoro e Brunetta

Al termine della puntata di ieri sera di Servizio Pubblico (La7) scontro tra Michele Santoro e l’ex ministro Renato Brunetta. “Lei, Santoro, quanto guadagna, quanto ha guadagnato?”, chiede Brunetta. Santoro ribatte: “Guardi lei ci ha fatto un’interrogazione sui miei guadagni perché non chiede quelli di Vespa?”. Nasce un diverbio dai toni alti, alla fine Santoro, con eleganza, chiede scusa al deputato Pdl
23 novembre 2012 IL FATTO QUOTIDIANO...

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Si puo' dire la Rai lottizzata e saccheggiata...dai privilegiati giornalisti...tanto paga pantalone, e il canone Rai pagato da tanti poveracci  anziani al di sotto dei  70 anni, a Natale con quella misera tredicesima devono pagare per mandarli in tasca ai vari  lottizzati dalla politica.



sabato 27 ottobre 2012

SANTORO - FINI

E Santoro diventa lo zerbino di Fini. Lo ha in pugno ma lo grazia

 
Quando, in nome della solidarietà anti- berlusconiana, si evita di dare il colpo di grazia sugli scandali politico -finanziari, muore la tv moralizzatrice. Non è un accordo fra gentiluomini e non è nemmeno un esempio di giornalismo con la schiena diritta, quando si gira intorno alle domande scomode per gli ospiti. Certo, essere invitati in studio da Michele Santoro per la prima puntata di Servizio pubblico rappresentava un onore tanto per il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, quanto per il sindaco di Firenze Matteo Renzi, candidato alla primarie del Pd, e anche per l’ imprenditore Diego Della Valle. Che poi l’ argomento principale della serata fosse “Ladri di Stato” magari sarebbe stata un’ ottima occasione di riflessione e di approfondimento. Per coincidenza è in arrivo una nuova rivelazione del settimanale L’ Espresso sull’ appartamento di Montecarlo. Si stringe il cerchio intorno al leader di Futuro e Liberty, alla sua cerchia familiare, agli intrallazzi societari caraibici. Più che un’ intervista, si addice un interrogatorio con tanto di lampada puntata sugli occhi per chiarire i tanti misteri ancora irrisolti sulla transazione a favore dell’ immobiliarista James Walfenzao, tramite una società off -shore di Santa Lucia. Rimane ancora da capire perché mai Giancarlo Tulliani, “cognato” di Fini, avesse costituito una sua società nello stesso paradiso fiscale, con tanto di conto corrente bancario, prima di perfezionare l’ acquisto dell’ immobile di Montecarlo. Che tutto fosse avvenuto all’ oscuro del parente acquisito è un’ ipotesi. Che non spiega, però, se Tulliani avesse o no la disponibilità dell’ eredità ricevuta da Alleanza Nazionale. Inoltre, ultimamente sono emerse anche le tracce documentali dei rapporti, attraverso la società di giochi d’ azzardo Atlantis, fra Walfenzao, il latitante Francesco Corallo e il parlamentare Amedeo Laboccetta, ex di An. Non si trattava di un giro di conoscenze che risaliva alla famiglia Tulliani, ma semmai all’ entourage politico dell’ ex leader di An. Che però sul punto tiene la bocca ben cucita e si trincera nella propria sfera privata. E non sembra minimamente apprestarsi al passo indietro, sebbene ormai sia un’ anatra zoppa come usa dire negli Stati Uniti di un candidato con troppi scheletri nell’ armadio. Sarebbe sufficiente a suggerirglielo anche soltanto l’ ombra del sospetto su cui indagano i magistrati riguardo a un’ operazione di riciclaggio legata alle subconcessioni che il gruppo di Corallo avrebbe dato ad aziende della criminalità organizzata appartenenti a Giulio Giuseppe Lampada, proprio il capo della cosca che sta travolgendo la classe politica in Lombardia. Eppure Fini ne esce indenne, sentenziando di avere «la coscienza a posto» perché, nei suoi confronti, «condanne zero, rinvii a giudizio zero, avvisi di garanzia zero ». Al timido appello di Santoro «alla sua coscienza morale », il presidente della Camera risponde tranquillo che si tratta di «una questione personale ». Il tele- tribuno si aspettava di più, lo ammette. Ma non affonda il colpo. Marco Travaglio osserva tacendo, come il cartello che campeggia in studio: Cave canem. Tanto hanno messo la museruola a lui tanto quanto al conduttore che si è tenuto accuratamente alla larga dalle domande fatidiche, senza porne nemmeno una. Macché servizio pubblico. Tutt’ al più quello di ieri sera su La7 era un pessimo servizietto privato.
(da Libero)
Gianfranco Fini
Gianfranco Fini

MICHELE SANTORO