ITALIANISCOSTUMATI IN RIFERIMENTO AI POLITICI CHE HANNO PORTATO IL PAESE A UN DEBITO PUBBLICO FUORI CONTROLLO... un paese che sta' nelle graduatorie che non ci fanno onore...un blog caotico e senza nessuna pretesa...
Elenco blog personale
Visualizzazione post con etichetta FILM. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta FILM. Mostra tutti i post
giovedì 6 dicembre 2012
martedì 20 novembre 2012
FILM - I NUOVI ANGELI - 1962 . GREGORETTI
-------------
Gregoretti viene intervistato dal sociologo Paolo De Nardis e si parla di raccomandazioni nel mondo del lavoro...raccomanda la mafia, il prete l'onorevole etc etc. Una mattina vidi in Rai il programma UNO MATTINA era l'anno 2003 e mi colpi una ragazza un po' goffa con un difetto di pronuncia biondona, pensai subito: ma questa chi la raccomandata? be' ho scoperto poi che era la figlia del sociologo Paolo De Nardis...si chiamava Eleonora e lavorava in Rai...quella Rai lottizzata dove nessuno entra se non raccomandato.
domenica 18 novembre 2012
venerdì 16 novembre 2012
FILM KEN LOACH ...IN USCITA A DICEMBRE...
sabato 10 novembre 2012
FILM
good night, and good luck.
(Good night, and good luck.)
Regia di George Clooney
GENERE: Drammatico
DURATA: 93′
Regia di George Clooney

con David Strathairn (Edward Murrow), George Clooney (Fred Friendly), Patricia Clarkson (Jenny Darmondy), Robert Downey Jr. (Joe Wershba), Jeff Daniels (Ted Church), Frank Langella (William Paley), Ray Wise (Don Hollenbeck), Thomas McCarthy (Palmer Williams), Grant Heslov (Don Hewitt).
PAESE: USA 2005GENERE: Drammatico
DURATA: 93′
Storia vera di Ed Murrow,
giornalista della CBS che, coadiuvato da una troupe di fedelissimi, nel
1953 osò mandare in onda una serie di servizi televisivi che
contribuirono a scatenare l’opinione pubblica e il governo contro il
senatore McCarthy, repubblicano moralista e ultraconservatore che
organizzò una vera e propria “caccia alle streghe” per stanare ed
esiliare veri o presunti comunisti o simpatizzanti.
Seconda regia del divo Clooney (dopo Confessioni di una mente pericolosa, 2002),
sempre più sorprendente nel dimostrarsi originale ed intelligente anche
dall’altro lato della cinepresa. Raro caso di film tratto da un
discorso (quello, bellissimo, tenuto da Murrow ai suoi amici nel 1958,
presente parzialmente nel finale), questo Good night, and good luck.
è, per ben più di un motivo, un piccolo capolavoro del genere
“giornalistico- biografico”. Innanzitutto, per l’originale scelta di
raccontare una storia di sessant’anni fa che appare perfettamente
attuale (specialmente nell’Italia del berlusconismo), sceneggiata dal
regista col bravo Grant Heslov, che sarà autore del bellissimo L’uomo che fissa le capre
; poi, per la scelta di girarlo interamente in interni e in bianco e
nero, sfidando apertamente il cinema classico e concentrando l’intera
storia esclusivamente sulla vicenda, senza ellissi e senza digressioni;
ancora, per l’ottima squadra di attori, su tutti il sottovalutato
Strathairn: è sì un film corale, ma il vero protagonista- demiurgo è
lui. Affermare che la storia è eccessivamente ed esclusivamente basata
sui dialoghi sarebbe una superficialità: in realtà, il suo fulcro sono
le immagini, grazie anche agli splendidi grigi “vintage” del bianco e
nero di Robert Elswit che esaltano le strutture soffocanti degli interni
degli edifici e il fumo delle migliaia di sigarette fumate dai
protagonisti, simboli rispettivamente dell’oppressione angosciosa e
dell’ansia di chi si mette contro il potere. Clooney si ritaglia una
particina, rinuncia a fare il divo e forse il film ci guadagna: oltre a
non esserci un attore fuori posto, non c’è una parola casuale, non
un’immagine che non susciti grande fascino visivo. E poi, i sipari con
la cantante Jazz, unici momenti di respiro “tranquillo” (intesa comunque
come tranquillità dell’attesa, quindi in un certo senso egualmente
angosciosa), sono di una poesia quasi commovente. È, in fin dei conti,
un grande film sulla libertà, intesa come diritto insindacabile di
esprimere la propria opinione e di schierarsi dalla parte di chi è
debole e indifeso. Il titolo del film è tratto dalla frase che Murrow
diceva ogni sera, alle ventitré, a programma terminato. Clooney- Heslow
(sceneggiatori) e Strathairn (attore protagonista) vincitori a Venezia
2005.
domenica 28 ottobre 2012
FILM

Italia: non se ne può più
In cerca di un’Italia migliore, i giornalisti Gustav Hofer e Luca Ragazzi si mettono in viaggio attraverso il proprio paese: il loro film “Italy – Love it or Leave it“ è da non perdere.
In Sicilia sono tangibili le rovine della modernità. Strutture in cemento armato progettate come centri sportivi o culturali che si ergono nel vuoto, poiché Giarre è diventata l‘“Eldorado della speculazione edilizia“. Dei dodici ecomostri fanno parte centri polifunzionali, un campo di polo per 22.000 spettatori (e qui nessuno gioca a polo), un teatro, un centro per l’infanzia, circuiti per modellismo automobilistico, piscine ed altre costruzioni ancora al grezzo finanziate con denaro pubblico europeo, mai ultimate e mai utilizzate.
I registi Gustav Hofer e Luca Ragazzi, durante il loro viaggio per l’Italia, fanno sosta a Giarre. Dopo essere stati sfrattati dal loro appartamento di Roma, riflettono sull’eventualità di lasciare il paese seguendo l’esempio di amici che sono emigrati a Berlino, in Nuova Zelanda o in Svizzera: ne hanno abbastanza del nepotismo e vorrebbero vivere in un paese che accetti le coppie omosessuali.
Andare o restare? Hofer e Ragazzi non sanno darsi una risposta, così si mettono in viaggio su di una Fiat 500 lungo l’Italia, dalla Puglia alla Lombardia, per porre alla gente la stessa domanda. Il loro film Italy – Love it or leave it è già andato in onda nell’inverno del 2011 come sceneggiato televisivo, ma adesso arriva sul grande schermo, dopo essere stato proiettato in occasione di diversi festival, tra cui quelli di Göteborg, Helsinki e Milano.
Nel loro film, Hofer e Ragazzi diventano turisti nel proprio paese. Mettono in discussione i cliché diffusi dai cataloghi di viaggio sulla buona tavola, sulla spiaggia di Rimini, i bei laghi e la frutta fresca. Troviamo invece luoghi in cui animali da allevamento, destinati a diventare prodotti alimentari, pascolano sopra un ammasso di rifiuti tossici. Stazioni balneari mete preferite dei tedeschi, e poi dei russi, per arrostirsi sotto il sole; laghi apparentemente idilliaci come il Lago di Como e il Lago d’Iseo che però, a causa dell’elevata concentrazione di batteri fecali, sono a divieto di balneazione; immigrati assunti in nero costretti a vivere in abitazioni fatiscenti senz’acqua corrente, perché con la raccolta delle arance guadagnano al massimo 25 euro al giorno. A Predappio, luogo di nascita di Mussolini, troviamo un negozio di souvenirs fascisti. Il proprietario dice che, poiché ha un’autorizzazione che lo considera memoria storica, il suo negozio non chiuderà.
Dall’altra parte, troviamo la decadenza dei potenti, primo tra tutti Silvio Berlusconi: Hofer e Ragazzi si recano a Milano agli inizi del processo-Ruby. Assistono ad una manifestazione, tenutasi in teatro, con lo slogan “In mutande, ma vivi“, che fa propaganda a Berlusconi. “Vecchi che urlano! Inquientante!“, dice Luca Ragazzi. Uno difende i festini sexy di Berlusconi suscitando grandi applausi: “Cosa posso saperne io con quali intenzioni si presta a fare un piacere a queste ragazze invitandole a mangiare con lui e facendo loro dei regali! Chi sono io per poterlo giudicare moralmente?“
Sono soprattutto gli adulti e gli anziani che quel giorno scatenano un’incredibile aggressività quando si tratta di sostenere Berlusconi: uomini e donne lo difendono con veemenza, lo celebrano con inni – e rimproverano Hofer e Regazzi di essere loro i veri vecchi, vecchi mentalmente.
Come stacco visivo tra le singole fermate tematiche del viaggio per l’Italia, i registi si servono di alcuni film d’animazione che ricordano un po’ [la commedia televisiva britannica ndt] Monty Python’s Flying Circus, dove le donne raffigurate nei cartelloni pubblicitari sessisti finiscono direttamente nel tritacarne, pronte per essere mangiate in bocconi. “Che razza di paese è questo?“, chiede Luca Ragazzi fuori campo.
Il documentario di Hofer e Ragazzi è come un catalogo di viaggio onesto, che da un lato promette il paradiso e dall’altro mostra lo squallore di una società, i suoi abissi morali, e gli smidollati che anziché combattere le avversità, preferiscono vivere in una calma apparente. Durante il tragitto in macchina, Hofer e Ragazzi riflettono su ciò che stanno vivendo. Purtroppo queste scene appaiono un po’ forzate, perché i loro ruoli sono qui chiaramente divisi. Ragazzi è quello che cerca di trovare il lato positivo in tutto. Hofer non vuole restare in Italia e preferisce emigrare a Berlino.
Il lato positivo lo trovano soprattutto laddove inizia a muoversi qualcosa. Carla Girasole per esempio, il sindaco di Capo Rizzuto applica la legge. La sua città in Calabria è considerata il cuore della ‘Ndrangheta. Girasole dice che avrebbe voluto “semplicemente creare una buona amministrazione“; a chi vuole interpretare ciò in termini di lotta contro la mafia dice che “non ci riconosciamo affatto in questo proposito”. I concorsi pubblici a Capo Rizzuto si svolgono adesso alla luce del sole, “prima era sempre la stessa storia“. La sua auto è stata bruciata, riceve pallottole e lettere anonime, ma non si lascia intimidire.
Incontrano Nichi Vendola, il presidente della regione Puglia, “cattolico, comunista e gay dichiarato“. Lotta per liberare la società dalla paura, dalla povertà, dall’ignoranza e dalla superstizione – ed è consapevole del fatto che “oggi in politica ci si preoccupa solo di fare la battuta del giorno“. Parlano con Lorella Zenardo, regista del film Il corpo delle donne, che lotta contro l’atteggiamento che considera e tratta le giovani donne come carne da macello. Lei e altre migliaia di donne hanno protestato, tramite campagne internet, contro la pubblicità sessista di certe grandi industrie – e finora qualche battaglia, l’hanno vinta.
Tuttavia, neanche i più speranzosi sanno rispondere ai due registi su come si siano manifestate le condizioni che loro criticano: le rovine di Giarre sono “come un buco nero”, nessuno ne vuole parlare, nessuno sa come si sia arrivati fino a questo punto”, dice Claudia D’Aita del festival Unfinished Sicily. La sua frase descrive quello che Luca Ragazzi e Gustav Hofer hanno potuto constatare un po’ ovunque: nessuno si sente responsabile di questa miseria.
lunedì 15 ottobre 2012
FILM - LA MORTADELLA - DI MONICELLI
Spezzone tratto dal film "La Mortadella" diretto da Mario Monicelli.
Maddalena, operaia in un'azienda di salumi, raggiunge negli Stati Uniti il fidanzato. Ma resta bloccata alla dogana, perché non vuole separarsi dalla mortadella che le hanno regalato gli ex colleghi.
Domenica pomeriggio, facendo zapping sono capitata sul canale IRIS e mi sono vista questo vecchio film...molto molto carino!
Maddalena, operaia in un'azienda di salumi, raggiunge negli Stati Uniti il fidanzato. Ma resta bloccata alla dogana, perché non vuole separarsi dalla mortadella che le hanno regalato gli ex colleghi.
Domenica pomeriggio, facendo zapping sono capitata sul canale IRIS e mi sono vista questo vecchio film...molto molto carino!
sabato 1 settembre 2012
sabato 28 aprile 2012
FOCUS ECONOMIA...RADIO 24... OGGI ORE 16.00...BASTA SUICIDI...
Sebastiano Barisoni - Focus Radio 24
GB in recessione - Imprenditori, artigiani...lavoratori in difficoltà
GB in recessione - La Gran Bretagna e' entrata in recessione ('double dip recession'). E' la prima volta dagli anni Settanta. Nel primo trimestre 2012 il Pil si e' contratto dello 0,2% rispetto all'ultimo trimestre 2011 (-0,3%). E' la prima lettura, in controtendenza rispetto al +0,1% previsto dagli economisti. Su base annua il dato e' invariato.
Imprenditori, artigiani...lavoratori in difficoltà - L'ultimo caso ieri: Diego Peduto, 52 anni, imprenditore del settore immobiliare, si e' ucciso lanciandosi dall' ottavo piano di uno stabile in via Cilea, nel quartiere Vomero. Lunedi' pomeriggio alcuni poliziotti, che lo avevano localizzato tramite il segnale emesso dal telefono cellulare dopo l' allarme della moglie, lo avevano bloccato poco prima che si lanciasse nel vuoto da un dirupo di 50 metri in Via Catullo, una strada panoramica di Posillipo. Peduto, padre di due figli di 9 e 14, era titolare di un' agenzia immobiliare. Negli ultimi tempi - su questo le testimonianze sono concordi - era apparso agitato. L' imprenditore aveva espresso la sua angoscia per le cartelle di Equitalia dalle quali era gravato. A Focus Economia abbiamo ospitato l'Avv. Gennaro De Falco che conosceva l'imprenditore di Napoli e che dopo questo fatto ha deciso di non accettare più incarichi di difesa di Equitalia.
Disperati mai
Radio 24 dà voce agli imprenditori in difficoltà oggi ore 16.00.
---------------
UN VECCHIO FILM IL BOOM ...
domenica 22 aprile 2012
LA VOCE DEGLI ANGELI - FILM - USA 1998
Trama del film La voce degli angeli:
Primi anni 30 nella Spagna sconvolta dalla guerra civile: mentre la lotta tra repubblicani e franchisti perde i connotati dello scontro manicheo tra libertà e tirannide per svelare sino in fondo tutte le contraddizioni e gli orrori della guerra, una giovane governante irlandese arriva a Madrid per insegnare l'inglese alle tre figlie di un facoltoso uomo d'affari. Lei, Mary, ha lasciato un paese ancora sconvolto dalle atrocità fratricide della guerra di indipendenza ed un marito ancora troppo coinvolto nei giochi di una politica assetata di potere e di vendetta.
GENERE: Drammatico
REGIA: Nick Hamm
SCENEGGIATURA: Frank McGuinness, Ann Guedes
ATTORI:
Frances McDormand, Ruth McCabe, Franco Nero, Vincent Perez, Marisa Paredes, Anita Reeves, Francisco Rabal, Britta Smith, Polly Walker, Penélope Cruz, Rossy de Palma, Jorge De Juan, Ariadna Gil, Veronica Duffy, Leire Berrocal, Ellea Ratier
QUI
giovedì 19 aprile 2012
lunedì 16 aprile 2012
QUINTO POTERE - FILM
SONO INCAZZATO NERO E' TUTTO QUESTO NON L'HO ACCETTO PIU'...ci siamo...
lunedì 20 febbraio 2012
BERLINO - FILM SUI FATTI DI GENOVA
Berlinale, film su G8 2001 'Diaz' premiato dal pubblico col 2° posto
19/02/2012 - 2.05 - Roma, 18 feb. (LaPresse) - 'Diaz
domenica 19 febbraio 2012
TMNews - Ai fratelli Taviani l'Orso d'oro a Berlino per Cesare deve morire
mercoledì 15 febbraio 2012
FILM...
Juliette Binoche scandalosa a Berlino
Intervista all’attrice protagonista di “Elles”, presentato al Festival, sullo scotante tema delle giovani prostitute studentesse
Corbis
Tanto sesso anche esplicito, sesso di giovani prostitute, studentesse che con il denaro ricavato si pagano gli studi, ma che, invece di essere disperate, appaiono completamente a proprio agio con questa “professione”. Juliette Binoche interpreta un ruolo forte a Berlino in un piccolo film indipendente, Elles, della regista Malgoska Szumowska. In alcune scene si mostra senza trucco, rivelando tutta se stessa, mentre in un’accesa discussione col marito sullo schermo sostiene che in fondo le prostitute sono persone normali che fanno un lavoro come un altro. E mentre il suo film, appena proiettato, faceva già discutere, si è presentata all’incontro con la stampa in tutta la sua bellezza sofisticata e decisa nel sostenere il suo ruolo.
Perché ha deciso di accettare questa parte?
«La regista non immaginava che avrei accettato, mi considerava una star troppo di primo piano per il suo film, ma ha deciso comunque di provarci. E invece a me il ruolo della giornalista che indaga sulla prostituzione giovanile è subito molto piaciuto. Di solito cerco di evitare temi del genere, perché possono essere pericolosi e lanciare dei messaggi controversi, ma mi attirava la sceneggiatura. Porta lo spettatore a porsi delle domande, come quando viene chiesto alla giovane prostituta cosa non le piaccia nel suo lavoro, immaginando qualcosa di sessuale, e invece lei risponde: le bugie. Si riferisce alla doppia vita che deve condurre, quella di brava ragazza davanti agli amici, ai genitori e perfino al suo ragazzo e quella di prostituta».
In diverse scene compare totalmente senza trucco, non ha mai temuto di apparire brutta o invecchiata davanti alla cinepresa?
«Non ci ho pensato, perché ho cercato di immedesimarmi totalmente nel personaggio. La regista mi ha proposto di non presentarmi come la star importante, ma in tutta la mia debolezza. Lo considerava un atto di coraggio, ma per me è stato normale, fa parte della mia interpretazione. Non ho paura di vedermi per quella che sono. O anche imbruttita, alla fine invecchiare fa parte della vita, è un processo naturale».
L’hanno disturbata le forti scene sessuali?
«La regista e la sceneggiatrice hanno dovuto scendere in un’intimità molto profonda, immaginando cosa i clienti fanno con le prostitute. Hanno avuto coraggio, perché può essere rischioso affrontare temi del genere. Ma in fondo il film cerca anche di capire perché tanti uomini vanno con le prostitute».
La storia è raccontata dal punto di vista delle donne. Possiamo definirlo un film femminista?
«Non credo sia un film femminista, ma racconta le cose da un punto di vista molto femminile. Le donne si confrontano infatti con i desideri degli uomini, in famiglia e all’esterno. E’ un film che esplora la vita di coppia e le relazioni».
Questo film l’ha fatta riflettere sulla vita di coppia?
«Questo film pone molte domande sulla sessualità, sulla vita di coppia, sul rapporto tra marito e moglie. Forse la risposta a tutto è l’amore. E ci si domanda spontaneamente cosa sia l’amore e dove nascano questi desideri sessuali nascosti. Mi piace la fine di questo film, perché marito e moglie, dopo tutti i problemi che hanno avuto, si ritrovano a fare colazione come se niente fosse, nella loro armonia. E alla fine, come donna, mi rendo conto che nella mia vita ho bisogno di quella colazione e di qualcuno che apra ogni mattina il mio barattolo della marmellata».
FONTE: LEIWEB
Intervista all’attrice protagonista di “Elles”, presentato al Festival, sullo scotante tema delle giovani prostitute studentesse
Corbis
Tanto sesso anche esplicito, sesso di giovani prostitute, studentesse che con il denaro ricavato si pagano gli studi, ma che, invece di essere disperate, appaiono completamente a proprio agio con questa “professione”. Juliette Binoche interpreta un ruolo forte a Berlino in un piccolo film indipendente, Elles, della regista Malgoska Szumowska. In alcune scene si mostra senza trucco, rivelando tutta se stessa, mentre in un’accesa discussione col marito sullo schermo sostiene che in fondo le prostitute sono persone normali che fanno un lavoro come un altro. E mentre il suo film, appena proiettato, faceva già discutere, si è presentata all’incontro con la stampa in tutta la sua bellezza sofisticata e decisa nel sostenere il suo ruolo.
Perché ha deciso di accettare questa parte?
«La regista non immaginava che avrei accettato, mi considerava una star troppo di primo piano per il suo film, ma ha deciso comunque di provarci. E invece a me il ruolo della giornalista che indaga sulla prostituzione giovanile è subito molto piaciuto. Di solito cerco di evitare temi del genere, perché possono essere pericolosi e lanciare dei messaggi controversi, ma mi attirava la sceneggiatura. Porta lo spettatore a porsi delle domande, come quando viene chiesto alla giovane prostituta cosa non le piaccia nel suo lavoro, immaginando qualcosa di sessuale, e invece lei risponde: le bugie. Si riferisce alla doppia vita che deve condurre, quella di brava ragazza davanti agli amici, ai genitori e perfino al suo ragazzo e quella di prostituta».
In diverse scene compare totalmente senza trucco, non ha mai temuto di apparire brutta o invecchiata davanti alla cinepresa?
«Non ci ho pensato, perché ho cercato di immedesimarmi totalmente nel personaggio. La regista mi ha proposto di non presentarmi come la star importante, ma in tutta la mia debolezza. Lo considerava un atto di coraggio, ma per me è stato normale, fa parte della mia interpretazione. Non ho paura di vedermi per quella che sono. O anche imbruttita, alla fine invecchiare fa parte della vita, è un processo naturale».
L’hanno disturbata le forti scene sessuali?
«La regista e la sceneggiatrice hanno dovuto scendere in un’intimità molto profonda, immaginando cosa i clienti fanno con le prostitute. Hanno avuto coraggio, perché può essere rischioso affrontare temi del genere. Ma in fondo il film cerca anche di capire perché tanti uomini vanno con le prostitute».
La storia è raccontata dal punto di vista delle donne. Possiamo definirlo un film femminista?
«Non credo sia un film femminista, ma racconta le cose da un punto di vista molto femminile. Le donne si confrontano infatti con i desideri degli uomini, in famiglia e all’esterno. E’ un film che esplora la vita di coppia e le relazioni».
Questo film l’ha fatta riflettere sulla vita di coppia?
«Questo film pone molte domande sulla sessualità, sulla vita di coppia, sul rapporto tra marito e moglie. Forse la risposta a tutto è l’amore. E ci si domanda spontaneamente cosa sia l’amore e dove nascano questi desideri sessuali nascosti. Mi piace la fine di questo film, perché marito e moglie, dopo tutti i problemi che hanno avuto, si ritrovano a fare colazione come se niente fosse, nella loro armonia. E alla fine, come donna, mi rendo conto che nella mia vita ho bisogno di quella colazione e di qualcuno che apra ogni mattina il mio barattolo della marmellata».
FONTE: LEIWEB
FILM IN 3D...
Da "Hugo Cabret" di Scorsese, candidato a 11 premi Oscar, al ritorno dei Muppets, tutti i titoli in uscita venerdì 3 febbraio
Il film rivelazione per quanto riguarda le nomination agli Oscar, anche se il 26 febbraio è ancora distante, con ben 11 possibili statuette. Martin Scorsese ambienta il suo primo film 3D nella Parigi del 1930, dove Hugo (Asa Butterfield), un ragazzino orfano che vive nella stazione, sogna di riparare l'automa ereditato dal padre. La vita di espedienti che conduce vede una svolta quando viene scoperto a rubare da un giocattolaio, il regista di Viaggio sulla Luna, George Méliès (Ben Kingsley). Nel negozio incontra anche un'eccentrica ragazzina con la quale inizierà la sua avventura. Il cast da antologia del film vede anche Sacha Baron Cohen, Jude Law e perfino Johnny Depp.
1/6
FONTE: LEIWEB
Il film rivelazione per quanto riguarda le nomination agli Oscar, anche se il 26 febbraio è ancora distante, con ben 11 possibili statuette. Martin Scorsese ambienta il suo primo film 3D nella Parigi del 1930, dove Hugo (Asa Butterfield), un ragazzino orfano che vive nella stazione, sogna di riparare l'automa ereditato dal padre. La vita di espedienti che conduce vede una svolta quando viene scoperto a rubare da un giocattolaio, il regista di Viaggio sulla Luna, George Méliès (Ben Kingsley). Nel negozio incontra anche un'eccentrica ragazzina con la quale inizierà la sua avventura. Il cast da antologia del film vede anche Sacha Baron Cohen, Jude Law e perfino Johnny Depp.
1/6
FONTE: LEIWEB
venerdì 10 febbraio 2012
Iscriviti a:
Post (Atom)






