Elenco blog personale

Visualizzazione post con etichetta CELENTANO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CELENTANO. Mostra tutti i post

mercoledì 1 maggio 2013

ADRIANO CELENTANO


La velocità degli sciacalli

Non esiste «disagio» per chi spara contro persone innocenti Ed è assurdo dire che Grillo possa generare violenza

Il disagio sociale non giustifica le pallottole esplose contro i due servitori dello Stato. Ed è meschino e IPOCRITA da parte di certa Stampa speculare su una tragedia, per farne un'arma contro l'avversario politico. L'uomo che ha sparato non è un folle, ma solo un esibizionista che voleva risolvere il suo disagio sociale con la violenza, prodotto soprattutto dal vizio del gioco d'azzardo, anziché rimboccarsi le maniche e ricominciare da capo.
Anche questo è un LAVORO. Ed è il più NOBILE dei lavori. Ma lui, il giocatore di biliardo, «bravo con la stecca» dicono, voleva essere bravo anche con la pistola. E così quattro anni fa ne ha comprata una per allenarsi. «Non si può mai sapere, c'è sempre qualcuno da uccidere». E l'ora più adatta per il grande debutto verso il baratro non poteva che essere nel giorno in cui si sarebbe dovuto festeggiare la nascita del nuovo governo. Quale momento migliore per passare alla storia in questa di vita in cui prima o poi, anche senza pallottole, dobbiamo morire tutti. E quanto ci costa questo atto «eroico» il cui potere di annientare vive solo il tempo di premere un grilletto?
È incredibile come l'uomo riesca a bruciare la propria vita in un tempo così fulmineo. Come è altrettanto incredibile la velocità di certi SCIACALLI nel gettare fango verso chi ha generato invidia per aver fatto una campagna elettorale senza soldi, in nome di un programma altamente democratico come quello del M5S, e che al contrario di chi li accusa, ha invece generato la speranza in un mondo tutt'altro che ostile e soprattutto: CONTRO ogni genere di violenza.
Bisogna essere cretini, ma cretini non lo sono, per non capire che i toni eccessivi di Grillo, che non sempre condivido, non possono e mai potranno generare violenza. Per il semplice fatto che quei toni sono parte integrante della sua sfera comica e suonano più che altro come un modo per spezzare la tensione nei suoi comizi. Per quanto mi riguarda e per come sono stato educato non c'è «disagio» che tenga per chi spara contro persone innocenti come al bravo carabiniere Giuseppe Giangrande, la cui unica colpa era quella di difendere la sacralità della VITA.
Di cui NESSUNO (a meno che non sia già morto) può essere escluso. Sia che si tratti di operai, politici, preti o imprenditori, poiché la vita è sacra, ed è sacra anche quella degli assassini. E i nostri carabinieri lo hanno dimostrato in modo eclatante, quando si sono trovati faccia a faccia con il maldestro giocatore di proiettili. Potevano ucciderlo e non l'hanno fatto. Perché il loro lavoro è uno solo: difendere la vita. Di chiunque sia. E, se devo dirla tutta, non ho rispetto neanche per coloro che in nome di un disagio sociale, se la tolgono la vita. È pura presunzione sopprimere un qualcosa di cui tu non sei il «Padrone».
Togliersi la vita vuol dire non avere il coraggio di combattere, non avere il coraggio di chiedere scusa se hai sbagliato, non avere il coraggio di pagare il tuo debito anche con la prigione, se hai sbagliato al punto di meritartela. Infine non avere il coraggio di ricominciare da capo e rifarti una vita per dimostrare a te stesso che non sei più quello di prima, ma sei un altro. Capace di vivere secondo le regole e i principi di una convivenza civile. Togliersi la vita vuol dire fregarsene di chi ti vive accanto, madri, moglie e figli. Mi fanno incazzare i «MORTI» che lasciano un biglietto alla famiglia: «Perdonatemi ma non ce la facevo più a stare senza un lavoro». In quel momento vorrei tanto parlare col morto e dirgli: «Ma tu per chi lavoravi quando non eri disoccupato? Lavoravi per il bene della tua famiglia e per lo scambio reciproco d'Amore fra te, tua moglie e i tuoi figli o lavoravi solo per te stesso? Perché se lavoravi per l'affetto che i tuoi nutrivano per te, uccidendoti è come se avessi ucciso anche loro senza una ragione. Proprio come ha fatto il giocatore di biliardo. E allora cosa devo pensare? Che a te non te n'é mai fregato niente della tua famiglia. Hai solo pensato a te stesso dando sfogo al tuo sfrenato egoismo».
Questo vorrei dire e tante altre cose vorrei dire a coloro che anche solo per un attimo sfiorano l'oscuro pensiero di suicidarsi, o peggio ancora di suicidare gli altri. L'altro ieri quando in televisione è apparsa la cara Martina e parlava del suo carabiniere preferito e di quanto è fiera di esserne la figlia, non sono riuscito a trattenere le lacrime. Le sue parole così struggenti su quel viso giovane e bello, devo dire, mi hanno fatto riflettere su tante cose. Mi domandavo se quelli che sparano e uccidono si siano mai commossi per qualche cosa.
Probabilmente no. Pregherò per il padre di Martina, che non rimanga paralizzato e guarisca presto. Una preghiera che sarebbe bello fare in tanti! Chissà, magari il miracolo è già avvenuto e noi non lo sappiamo...

venerdì 5 ottobre 2012

ADRIANO CELENTANO...PASSA DALLA RAI A BERLUSCONI...


Celentano ha attaccato per anni Berlusconi, ma visto che non ha trovato accordi con la Rai, cosi è scritto, con Berlusconi ha fatto pace...sara' canale 5 a trasmettere il concerto.


Celentano, i bagarini sono online
Un biglietto può costare 12mila euro
All’Arena di Verona l’8 e 9 ottobre «Rock Economy». Dario Fo smentisce la partecipazione
LO SHOW


All’Arena di Verona l’8 e 9 ottobre «Rock Economy». Dario Fo smentisce la partecipazione

Un biglietto in prima fila per lo show di Adriano Celentano all’Arena di Verona è venduto a 12.500 euro. Il prezzo si trova nei siti di secondary ticketing come Ticketbis e Seatwave e ha il sapore amaro del contrappasso per chi, come il «Molleggiato», ha preteso che il suo ritorno dal vivo fosse alla portata di ogni tasca, imponendo che tutta la gradinata non numerata fosse venduta al prezzo simbolico di un solo euro, sia per la serata di lunedì 8 che per quella di martedì 9 ottobre. Ma c'è chi, forse con un pizzico di ironia, ha pensato proprio di mettere in vendita un unico biglietto della prima fila della platea allo stesso prezzo dei dodicimila biglietti delle gradinate non numerate.

In questi siti che sono veri e propri bagarini online si trovava fino a mercoledì una forbice di prezzi che andavano dai trecento ai mille e duecento euro per la grandinata non numerata (quella ad un euro tanto per intenderci), dai mille ai tremila euro per la gradinata numerata, dai millecinquecento ai dodicimila euro per la platea. Ma chi spende queste cifre potrebbe avere la brutta sorpresa di essere rispedito a casa il giorno dei live, visto che i biglietti considerati validi sono solo nominali e controlli a sorpresa verranno fatti all’ingresso per verificare che l’identità dello spettatore corrisponda al nome scritto sul biglietto. Andrea Grancini, responsabile commerciale di TicketOne, ha assicurato che i controlli a campione si faranno. «Nel contratto stipulato dall'acquirente con TicketOne, al momento dell'acquisto, c'è la disponibilità, da parte del contraente, ad esibire i documenti agli incaricati - ha ribadito Grancini - le modalità esatte verranno stabilite dal promoter, ma faremo di tutto per contrastare il fenomeno del bagarinaggio online».

Intanto i preparativi del concerto live si sono spostati da Asiago all'Arena di Verona, dove l'organizzazione sta procedendo nei lavori per il doppio concerto-spettacolo che sarà trasmesso in diretta televisiva su Canale5. Lavori che stanno avvenendo sotto la supervisione di Claudia Mori, moglie e manager di Celentano, in cooperazione con il capo dei vigili urbani. Preparativi che però non lasciano scoprire nulla di quello che sarà lo spettacolo areniano (non due concerti ma un solo live diviso in due parti), di cui si sa che sarà composto da canzoni di Celentano, vecchie e nuove, intervallate dai suoi, ormai classici, monologhi. Un clima di segretezza che, al momento, si spezza solo per annunciare smentite di voci circolate in precedenza. Il «clan» infatti aveva già smentito la presenza, come ospiti, di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, di Jovanotti e di Franco Battiato, coautori dei pezzi dell'ultimo album di Celentano «Facciamo finta che sia vero». Disco multiplatino che da oggi ritornerà nei negozi nella nuova versione deluxe in cd più dvd che contiene tra l'altro anche il duetto sanremese con Gianni Morandi (unico ospite dello show «Rock Economy» confermato) sulle note di Ti penso e cambia il mondo. Altra smentita è poi quella della presenza di Dario Fo: nessuna possibilità di vedere sul palco areniano il premio Nobel con Celentano. Lo dice lo stesso Fo.

Francesco Verni - CORRIERE DELLA SERA
04 ottobre 2012

giovedì 23 febbraio 2012

LA FIFA DI SANDRO PARENZO DOPO IL CASO FIAT


PRECAUZIONI DOPO IL CASO FIAT-«ANNOZERO»
«Oscurerò Celentano se non mi daranno
prima il testo del suo intervento»
Celentano ospite da Santoro ma arriva la minaccia di Parenzo, patron del polo televisivo che trasmette «Servizio Pubblico»
PRECAUZIONI DOPO IL CASO FIAT-«ANNOZERO»

«Oscurerò Celentano se non mi daranno
prima il testo del suo intervento»

Celentano ospite da Santoro ma arriva la minaccia di Parenzo, patron del polo televisivo che trasmette «Servizio Pubblico»
Adriano Celentano (Ansa)
MILANO - «Se non vedo il testo di Celentano, domani (giovedì, ndr) non lo mando in onda». Lo dice all'Ansa Sandro Parenzo, patron del polo televisivo di emittenti locali Mediapason che trasmette Servizio Pubblico di Michele Santoro, dove giovedì sera è previsto un intervento di Celentano. «Non possiamo rischiare risarcimenti milionari - prosegue -. Non lo manderanno in onda venti emittenti che trasmettono il programma». «Siamo al buio - spiega ancora Parenzo -. Non si sa nulla dell'intervento di Celentano. Santoro non vuole dirci nulla di questa intervista. Ci mandino il testo, oppure ci diano una fidejussione, altrimenti l'intervento non andrà in onda. Manderemo in onda Servizio pubblico e quando ci sarà Celentano lo oscuriamo».

LE MOTIVAZIONI - «La Rai dovrà pagare cinque milioni per aver criticato la Fiat - spiega l'editore riferendosi alla sentenza che ha condannato l'azienda pubblica a risarcire il Lingotto per un servizio andato in onda su Annozero -. E se domani venisse fuori qualcosa contro la Rai? E se la Rai poi ci fa causa, chi paga?». Parenzo spiega quindi che «l'intervento di Celentano, se le cose non cambieranno, non andrà in onda su Telelombardia in Lombardia, su Antenna 3 in Veneto e su tutti le altre emittenti sul canale 10 del digitale terrestre, che sono venti».

LA REPLICA: «NESSUN CONTROLLO» - Michele Santoro smorza comunque le polemiche: «Ho cercato a lungo Sandro Parenzo perchè fosse lui direttamente a chiarire il senso delle sue parole, anche perchè siamo onorati di ospitare una sorpresa di Adriano Celentano e abbiamo il massimo rispetto sia della sua libertà sia della sua grandezza di artista». Il conduttore, infatti, sottolinea: «Sono fermamente convinto che volesse soltanto protestare in maniera paradossale per l'abnormità della sentenza che ha condannato la Rai e Corrado Formigli, visto che i nostri accordi, per scelta di Parenzo e mia, non prevedono nessuna forma di controllo preventivo essendo noi legalmente responsabili di ciò che va in onda».

Redazione Online Del Corriere della sera

martedì 21 febbraio 2012

IL VATICANO E CELENTANO

Quando i giornali cattolici tuonano contro la tv e chiedono di chiudere programmi
Pubblicato: 20 feb 2012 da Malaparte


L’Italia è un paese dall’indignazione facile e dalla memoria corta. Non si spiega altrimenti, il polverone che ha sollevato - e che avevamo ampiamente previsto - Adriano Celentano con le sue (innocue e per nulla originali) frasi su Famiglia Cristiana e Avvenire. E non si spiega altrimenti che quasi nessuno si sia ricordato, in questi giorni, delle numerose ingerenze - oltreché della Chiesa nella vita politica italiana, ovviamente - dei due giornali cattolici nei confronti della televisione. Che spesso hanno chiesto anche di chiudere programmi televisivi.

Lo spunto ci viene offerto dai colleghi di Polisblog.

Basta fare un po’ di ricerca nel nostro archivio e, più in generale, sul web per ricordarsene. Citiamo, per esempio, l’ultimo caso in ordine di tempo fra quelli più eclatanti: quando cioè Famiglia Cristiana tuonò contro Fiorello per aver osato parlare di preservativo in televisione. Altra gag innocua, altro esempio di quanto sia arretrato il paesello nelle sue falangi cattoliche: parlammo, all’epoca, di commento reazionario del giornale cattolico, che se la prese anche con Benigni.

E come dimenticare Avvenire che tuona contro i Soliti idioti, dando voce all’Aiart che si esprimeva con frasi perentorie: «Non è accettabile che un programma indirizzato agli under 18 ridicolizzi la religione». Non è accettabile da chi? In generale? O è solo un’opinione parziale e limitata come quella di Celentano?

E come dimenticare la chiusura di Decameron? Ufficialmente per una battuta su Ferrara - ahinoi, copiata da Luttazzi -, ma secondo il comico per la puntata seguente, che avrebbe parlato della Chiesa.

Sempre l’Avvenire se la prendeva addirittura con lo spot di Sky con i “miracoli sportivi” annessi e contro Paola Perego per un’intervista a Sandra Milo pro-eutanasia e contro la rappresentazione della famiglia italiana in televisione. Per tacer dell’Osservatore Romano contro Lino Banfi e, più in generale, contro la rappresentazione dell’omosessualità in televisione.

Proseguiamo, se il discorso non fosse chiaro. Perché più d’una volta i giornali cattolici hanno chiesto la chiusura di questo o quel programma.
A febbraio del 1997 Famiglia cristiana chiedeva la chiusura di Blob. A gennaio 2011 quella del Grande Fratello. A Febbraio 2011 Avvenire scriveva: «Se Sanremo non è più capace di essere il Festival, chiudetelo. Sarebbe l’unico caso di eutanasia accettabile».

E ancora, su Crozza l’Avvenire scriveva, quando il comico imitava a Crozza Italia Benedetto XVI: «satira fallimentare, non priva di vigliaccheria».

E come dimenticare Don Georg che tuonava affinché «queste trasmissioni smettano» (ce l’aveva con Fiorello e Baldini).

La disamina è sicuramente incompleta e mostra come i toni utilizzati dagli ambienti cattolici non siano affatto differenti da quelli usati da Celentano. Solo che in quel caso nessuno si scandalizza.

Solo in un paese senza memoria come l’Italia, le frecce spuntate del Molleggiato (che sembra parlare in generale ma combatte sempre le proprie battaglie personali) potevano suscitare tanto rumore e solo nello stesso paese quei giornali cattolici che troppo spesso dicono la loro su questioni che non hanno nulla a che vedere con la fede potevano scandalizzarsi così tanto.

La soluzione? E’ semplice: se ognuno si occupasse di quel che conosce bene senza parlare a sproposito e ammettendo che quel che dice è viziato, semplicemente e naturalmente, dai propri “preconcetti”, sarebbe tutto più semplice. Si potrebbe riconoscere un discorso sensato da una “telepredica”. Si potrebbe dire a Famiglia Cristiana ed Avvenire che quando si indignano per la satira e i preservativi rasentano (o superano) il ridicolo. Si potrebbe criticare nel merito televisivo senza tirar fuori faccende che non c’entrano niente.

Tanto era dovuto. Anche per chiarire che, alla base delle critiche che avete letto qui al Molleggiato, non c’era alcuna motivazione filo-cattolica ma semplici questioni televisive e di contenuti in senso molto più ampio. E per far capire che gli ambienti cattolici non esitano a utilizzare quegli stessi toni censori che poi rimproverano agli altri.

FONTE:http://www.tvblog.it/post/33097/famiglia-cristiana-avvenire-chidete-i-programmi

domenica 19 febbraio 2012

EUGENIO SCALFARI RISPONDE A CELENTANO

http://video.repubblica.it/dossier/sanremo-2012/repubblica-sera-il-meglio-della-settimana/88438/86831

SAN REMO...

MENTRE CELENTANO VUOLE PARLARE DI RELIGIONE NEL POSTO SBAGLIATO
BELEN GIRA SENZA MUTANDE...E PROVOCA...


CELENTANO FISCHIATO A SAN REMO...


TE L'AVEVO SCRITTO DI NON ANDARE...invece di attaccare due giornali di Chiesa, potevi attaccare il pagamento del canone Rai ai meno abbienti...ma era troppo a favore dei poveri...quei 3 milioni di pensionati costretti a pagare il canone per un ente di magnoni!
La moglie di Celentano...incazzata nera.

domenica 5 febbraio 2012

CELENTANO E LA BENEFICENZA DIABOLICA...



Quale forma di pubblicita' non e' piu' diabolica di quella di Celentano, ha annunciato che dara' in beneficenza il cachet strepitoso che avra' dalla Rai , la notizia e' rimbalzata su tutti i media nazionali e non?

il suo cachet andra' in beneficenza nella seguente forma:

sono stati attivati diversi sindaci di diverse citta' che dovranno scegliere tra i casi piu' bisognosi e Celentano donera' loro la somma di 20 mila euro.
Immaginate adesso che la notizia si è sparsa, quale sara' la delusione delle famiglie che rimarrano fuori.

Si sta parlando di soldi del canone Rai...soldi che versano anche i poveri, anzi soprattutto i poveri.

Un gallinaio su Rai Uno chiamato L'Arena condotto dal "giornalista" Giletti, opinionisti famosi e non si sono dibattuti a favore o contro questa porcata della benificenza con i soldi della Rai di Celentano, tutti d'accordo salvo una saggia donna di nome Poli Bortone, senatrice, ha fatto notare che forse e' il caso di non far pagare il canone alla fascia bisognosa degli italiani, e che la beneficenza si fa in anonimato.

venerdì 3 febbraio 2012

CELENTANO COME LA VODAFONE...

Celentano fa come la vodafone, intende fare beneficenza con il soldi del canone Rai, e chi paga il canone Rai? i poveracci che percepiscono una pensione minima.
In Grecia anche chi la lavorato una vita è finito a chiedere l'elemosina...in Italia ancora si inganna la gente dicendo che c'è la faremo...un gruppo di "tecnici" che ha costretto la politica a fare la sogliola sotto di loro, ne spara una al giorno...la Rai che è la dependance delle TV di Berlusconi...non a caso i format da tempo alla Rai li vende Stefania Graxi/Bassetti/ Berlusconi, quindi format Endemol. Fazio lavora per un format di Berlusconi...e celentano vuole andare a San Remo e farsi bello dicendo che dara' tutto in beneficenza...bene come la VODAFONE: vi rubba un euro sulla ricarica e vi informa che lui li ha dati in beneficenza!

V E R G O G N A T E V I

martedì 31 gennaio 2012

DAL BLOG DI ADRIANO CELENTANO...LE HO DATO UN CONSIGLIO...

Caro Gianmarco…
Pubblicato il 24 gennaio 2012 da adriano_celentano

Caro Gianmarco,
pur non dimenticando l’impegno e il grosso “lavoro ai fianchi” che hai dovuto esercitare su di me per portarmi a Sanremo (e non da adesso, ma da anni) devo purtroppo darti un aut aut. Leggendo i giornali di oggi sulla situazione Sanremo, l’idea che più di tutti emerge, o perché i media non sanno esattamente come stanno le cose e quindi per non sbagliare danno più credito alle false smentite della Rai che non alla verità che il Clan ha espresso sul mio Blog, è che tra le righe prevale una sottolettura secondo la quale mi sarei inventato tutto in nome di una pubblicità di cui non solo da adesso, ma fin da quando ero un umile orologiaio ,non me n’è mai fregato niente. Non disdegno la pubblicità e mi piace far casino sui giornali, ma solo se c’è un fondo di verità, altrimenti sarebbe un disgustoso e cattivo gioco sulla buona fede della gente.

Pertanto sono costretto a dirti che io posso venire a Sanremo solo se tu dichiarerai alla stampa il contenuto dei messaggi che hai ricevuto dal simpatico direttore di RaiUno Mauro Mazza (non è un’ ironia mi è simpatico veramente) con i quali ti faceva la radiocronaca di ciò che la “ Lei “aveva sentenziato: “Celentano e’ fuori da Sanremo”. Chiedendoti inoltre di cercare una alternativa alla mia partecipazione al Festival e come comunicare una simile CAZZATA.

Oltre, naturalmente, alla bozza del contratto ricevuta dalla Rai, il cui articolo 8 faceva riferimento al controllo dei testi e alle altre mail ricevute dall’avvocato della Rai, dove è evidente, per come le ha scritte, che preparava un carteggio ad hoc per giustificare la mia eliminazione dal Festival. Tutto questo, solo perché sono un tipo allegro che ha il viziaccio di pretendere una “certa libertà di parola”. Se tu non chiarirai come stanno le cose, io al Festival non verrò. Tu e Morandi siete due amici. Ma non posso fare altrimenti.

P.S. Senza contare gli EFFIMERI giochetti a cui si è prestato il giornale “La Stampa” secondo cui il mio cachet sarebbe di un milione e 200mila Euro. Bella figura che farà questo quotidiano quando si saprà ciò che realmente prenderei.



Adriano Celentano
Questo articolo è stato pubblicato in Senza categoria da adriano_celentano . Aggiungi il permalink ai segnalibri.
0 pensieri su “Caro Gianmarco…”




Caro Celentano, non so’ piu’ neanche da quanti anni adoro le tue canzoni, ho perso il tempo, non andare a San Remo, ascoltami non andare…la Rai è un cesso a cielo aperto, non si salva nessuno, ancora fanno pagare il canone a vecchi che pigliano meno di 500 euro al mese, li minacciano tutto il giorno che è un obbligo morale…capito cosa dicono i bastardi della Rai ?
non andare…