domenica 16 giugno 2013

Le preoccupazioni di una nonna “perplessa”

M5S...

Comunque in ogni movimento, partito,associazione, si inserisce sempre qualcuno che l'unico"BISOGNO" che ha è farsi i ca@@i propri.
Per me è difficile, molto difficile, appartenere sottostare, ad un gruppo, in fondo sono molto anarchica, per me vale il fatto di non fare agli altri cio' che non voglio sia fatto a me, se c'è da difendere un diritto sacrosanto partecipo e lotto, se faccio il mio dovere fino in fondo voglio anche i miei diritti sanciti dalla Costituzione.
Cosa mi aspetto da Beppe? assolutamente nulla ha gia' fatto abbastanza, se volesse ritornare ad una vita tranquilla lo capirei in pieno.
Casaleggio mi è indifferente, non ho mai amato i manager, il marketing, la pubblicita', lui rappresenta tutto questo.

Saviano: «La cocaina? Bisogna legalizzare» E svela: «Negli Usa vissi sotto falsa identità» - Corriere.it

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venerdì 14 giugno 2013

FRANCESCO LA MOTTA

N MANETTE IL PREFETTO FRANCESCO LA MOTTA E ALTRI 3

Arrestato l'exvicecapo dei servizi
«Ha sottratto 10 milioni al Viminale»

I soldi erano destinati al fondo per gli edifici di culto. Il gip: «Rischiava di inquinare le indagini»

È stato arrestato stamane il prefetto Francesco La Motta, ex numero due dei servizi segreti italiani (Aisi), accusato di aver sottratto 10 milioni di euro dai fondi del Viminale. L'inchiesta, di competenza della procura di Roma e del pm Paolo Ielo, riguarda un ammanco dalle casse del ministero dell'Interno relativi ai conti Fec, fondi edifici di culto (come riportato sul e cioè quelli del fondo per gli edifici di culto attraverso il quale il ministero dell’Interno amministra e tutela un enorme patrimonio artistico in tutt’Italia.
ALTRE 3 IN MANETTE - Agli arresti anche il banchiere Klaus Beherend, mentre Eduardo Tartaglia e Rocco Zullino, già in carcere a Napoli, sono stati raggiunti da una nuova ordinanza di custodia. Gli arrestati sono accusati di peculato e falsità ideologica nell'inchiesta condotta dal pm Paolo Ielo. La parte romana dell'indagine, nata alcuni mesi fa a Napoli, riguarda un investimento in Svizzera di dieci milioni di euro del Fec, di cui La Motta era l'ex responsabile, affidato, secondo chi indaga, a Zullino, broker di Lugano e collaboratore di Tartaglia, a sua volta parente di La Motta. Per quanto riguarda la posizione del banchiere Beherend, secondo i Ros e i carabinieri di Napoli che stanno svolgendo le indagini, è colui che avrebbe redatto i piani di investimento dei Fondi in collegamento con Tartaglia.
LE ALTRE ACCUSE - Su La Motta ci sarebbe anche secondo filone d'indagine che riguarda gli incontri, con cadenza quasi settimanale, con broker della camorra. Tutto ciò sarebbe evidente dall'esame delle pagine dell'agenda del prefetto, in pensione da due mesi, sequestrata insieme con una rubrica dai carabinieri del Ros, nel suo ufficio nella sede dell'Aisi dove i militari hanno eseguito una perquisizione il 6 maggio scorso.
IL GIP - «Una indicibile beffa per i cittadini che in una epoca di necessaria austerità» devono «apprendere dai giornali che i soldi pubblici gestiti da un ministero, quello degli interni, erano andati a confluire su un fondo» all'estero. È un passaggio dell'ordinanza emessa nei confronti dell'ex prefetto Francesco La Motta. Il provvedimento riguarda altre tre persone accusate di aver trasferito circa 10 milioni dei fondi del Viminale su un conto corrente in Svizzera, poi svuotato, della «Silgocom, società svizzera a cui era arrivati anche soldi provenienti dalla criminalità organizzata». Nell'ordinanza di 25 pagine il gip definisce di «eccezionale gravità» la condotta dell'ex prefetto Francesco La Motta che ricopre attualmente il ruolo di «consulente dell'Aisi», il servizio segreto civile. L'alto rappresentante dello Stato «ha asservito - scrive il gip - la funzione pubblica ad interessi privati». Nel provvedimento viene citata anche una circostanza in cui La Motta «nel corso di una perquisizione si è avvalso della presenza e collaborazione degli attuali responsabili dell'ufficio legale e capo di gabinetto dell'Aisi». La Motta, infine, era in attesa di un ulteriore incarico e al telefono, stando al gip che cita una intercettazione, «si rammaricava delle indagini in corso». E il gip spiega nell'ordinanza l'arresto di La Motta con il fatto che poteva contare «aderenze con appartenenti ad apparati dello stato» e in ragione di ciò «sono più che concrete le possibilità di inquinare le indagini».
Redazione Online
Corriere della Sera

INFERNO


E’ l’Italia dei giorni nostri. E’ l’Italia dei politici e dei potenti che Tommaso Cerno, giornalista, colloca nei gironi dell’inferno nel suo libro Rizzoli “Inferno, la Commedia del potere” . Proprio così, dopo settecento dalla Divina Commedia di Dante Alighieri è Cerno che si è avventurato agli inferi.
La grande sorpresa di Cerno è di incontrare tanti, ma proprio tanti personaggi della Repubblica italiana. E per la “legge” del contrappasso sono disseminati nei vari gironi che penano e si lamentano.
Da Fini a La Russa, da Bossi a Maroni e poi le Olgettine, Formigoni, Fiorito, Beppe Grillo, Vendola e Bersani, Berlusconi.
Come fu Virgilio per Dante ad accompagnare il giornalista c’è un “savio gentil” che della politica italiana “tutto seppe”: Giulio Andreotti.
È passato parecchio tempo – scrive nella presentazione del libro  l’ufficio stampa della Rizzoli – dal giorno in cui Dante osò varcare le acque dell’Acheronte. Accompagnato da Virgilio, aveva davanti una fitta agenda di incontri con lussuriosi, golosi, avari, iracondi e tanti altri peccatori, tra i quali spiccavano personalità a lui più o meno contemporanee“.
E Cerno riprende in mano l’endecasillabo dantesco e si avventura nell’Inferno della politica italiana. Qui vedrà rappresentanti della Prima e della Seconda Repubblica, morti e vivi costretti all’eterno contrappasso delle loro bassezze in vita. Ad illustrare le varie tappe della discesa, le vignette di Makkox, l’unico in grado di raccontare con i suoi disegni l’Italia dei nostri giorni.
TOMMASO CERNO (Udine, 1975) è giornalista del settimanale “l’Espresso”, dove ha firmato importanti inchieste di politica e attualità e commentatore politico. Con Debora Serracchiani ha firmato “Il coraggio che manca” (BUR, 2009). È autore del romanzo Affa Taffa (Mimesis, 2010). Ha vinto il premio Cronista 2009 per il caso di Eluana Englaro. È impegnato come giornalista nella battaglia per i diritti civili.
MAKKOX (1965), alias Marco Dambrosio, diffonde i propri fumetti sul web dal 2007 e collabora con “Internazionale”, “Il Male” e il giornale online “il Post”. Nel 2012 ha pubblicato con Rizzoli The Full Monti.
(a cura di gm

sabato 8 giugno 2013

L'ULTIMA PAROLA...

Ieri sera nella trasmissione di PARAGONE...L'ULTIMA PAROLA:

presente il Prof Becchi e ad attaccare i soliti noti:
quel cialtrone di Mughini ex LOTTA CONTINUA, la Polverini spendacciona di soldi pubblici amica di Fiorito, la Paola De Micheli che ha imparato a memoria il politichese de sinistra, Airaudo passato dalla FIOM A SEL...Giannini il bugiardo...tutti ad attaccare Grillo...hanno fatto solo questo...attaccare Grillo.
C'era una lavagna con vari personaggi da votare per il loro operato politico tra cui Grillo...bene, a lui sono stati voti da uno a due e mezzo al massimo cinque...

quando toccava giudicare Berlusconi si è passati alla pubblicita'...

dopo il Prof. Becchi non si è piu' visto, sono rimasti i soliti noti quelli "malleabili" ...

una trasmissione inutile, assolutamente inutile, perlomeno Costanzo faceva talk show che si chiamavano " UNO CONTRO TUTTI " ...chi andava sapeva cosa l'aspettava, ma andare come ieri sera da Paragone non serve a nulla, anzi fa solo danni al M5S.

PS: Caro Airaudo basta con la cassa integrazione per i soliti noti, si cambia metodo, si passa ad aiutare chiunque perda il lavoro.

SILVIO BERLUSCONI il PORCELLUM e la paraculata dell' IMU




  1. In Italia siamo bloccati da piu' di 20 anni da silvio berlusconi ...perche'?

    la legge elettorale non prende quota perche' è sempre lui che ne vuole una su misura ...a lui va bene il PORCELLUM...da la colpa alla Merkel...intanto si è impantanato con l'IMU.

    Una folla di saggi ...(...) http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Da%20Ainis%20a%20Zanon:%20ecco%20i%2035%20saggi%20di%20Letta&idSezione=21292

BEPPE GRILLO


BENEDETTO FU' L'INIZIO DEL V-DAY...mandare un vaffanculo a chi ha distrutto l'Italia, una goduria immensa, un riflettersi nel vaffanculo di Beppe, una solidarieta' nei suoi confronti totale, un grazie per un personaggio pubblico che ha fatto nei suoi spettacoli INFORMAZIONE. Purtroppo la ggente legge pochissimo.

mercoledì 29 maggio 2013

Ciao Franca, una grande donna...

È morta Franca Rame, aveva 84 anni

L'attrice e moglie di Dario Fo era malata da tempo
Il 19 aprile dello scorso anno aveva avuto un ictus

Franca Rame e Dario Fo (Lapresse)Franca Rame e Dario Fo (Lapresse)

LAVORO

RANA PLAZA


Gap rifiuta l’accordo per la sicurezza dei lavoratori

di Ottavia Spaggiari

Dopo la tragedia del 24 aprile al Rana Plaza di Dacca, sono 31 le aziende che accettano di firmare l’accordo per migliorare la sicurezza dei lavoratori del tessile. Grande assente tra tutti la multinazionale americana Gap


rana plaza
Anche H&M ha accettato di firmare l’ accordo che intende garantire misure di sicurezza più severe nelle fabbriche tessili del Bangladesh. A fare capitolare la multinazionale svedese del fast fashion sembra essere stata decisiva la campagna virale che ritraeva sorridente l’ amministratore delegato di H&M, di fianco ad una vittima del Rana Plaza, il palazzo di Dacca crollato lo scorso 24 aprile, nel quale sono morti oltre 1100 lavoratori locali del settore tessile.
“Enough Fashion Victims?”, le vittime della moda non sono abbastanza? , questo lo slogan della campagna davanti alla quale H&M, che è anche il maggiore acquirente di capi dal Bangladesh, ha deciso di accettare le condizioni dei sindacati IndustriAll e  UNI Global Union, promotori dell’accordo. La tragedia del Rana Plaza ha riportato l’attenzione dell’Occidente sullo sfruttamento della manodopera nei paesi in via di sviluppo, da parte delle grandi multinazionali del tessile.
Impegnato in prima linea, insieme ai sindacati e alle ONG che si occupano dei diritti dei lavoratori, anche Avaaz, la piattaforma di petizioni online che, in meno di un mese, ha raccolto oltre un milione di firme per spingere le aziende a sottoscrivere l’accordo. Oltre ad H&M hanno aderito fino ad oggi 30 aziende, tra cui Inditex, proprietario delle catene di abbigliamento spagnole Zara e Mango, Primark e Tesco, Marks & Spencer, Abercrombie & Fitch e l’italiana Benetton, che proprio nel Rana Plaza aveva allocato una parte della produzione.
Unico gigante del tessile che non sembra preoccuparsi della sicurezza dei lavoratori, nè della minaccia alla reputazione del brand, rimane la multinazionale Gap che continua a rifiutarsi di firmare, adducendo preoccupazioni per le implicazioni in termini di responsabilità giuridica. Proprio Avaaz in previsione dell’incontro annuale degli azionisti della società che si terrà domani, sta portando avanti una campagna firme, per fare sì che durante il meeting Gap decida di finalmente di accettare le condizioni dell’accordo e di sottoscrivere l’accordo.

domenica 26 maggio 2013

ANNA MAGNANI


FRANCO GABRIELLI - PROTEZIONE CIVILE...

Terremoti, Gabrielli ‘Italia inevitabilmente soggetta ad altro importante sisma’

Dichiarazioni forti del Capo della Protezione Civile, il quale vuole che venga data maggiore importanza all’organo del volontariato

Durante il Festival del volontariato, il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, si sofferma anche sul tema della prevenzione sismica ed “Il Tirreno”, riporta un estratto delle sue dichiarazioni: “è dal terremoto dell’Irpinia – precisa il prefetto Gabrielli – che l’Italia non vive un altro fenomeno di quella portata. Il nostro paese è inevitabilmente soggetto ad un altro importante terremoto. Non sapremo quando succederà, né come, né dove, ma sappiamo che succederà”. Lo stesso si augura successivamente che il Paese possa fronteggiare la futura emergenza con i mezzi adeguati.
Il Capo del dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli
Il Capo del dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli
Gabrielli, nel corso della conferenza, aggiunge anche l’importanza del ruolo della Protezione Civile che deve essere riconosciuto in maniera omogenea da tutti gli italiani, senza più perdersi in critiche senza significato e polemiche sterili ed insulse. Solo lo scorso 26 ottobre lo stesso coordinatore si trovò a dover fronteggiare un’altra emergenza, ossia quella relativa allo sciame sismico che tuttora sta interessando il massiccio del Pollino, giorno in cui non si mostrò particolarmente allarmato, ma particolarmente sereno vista l’organizzazione che ha ritrovato sul territorio colpito dal sisma di magnitudo 5.0
a cura della Redazione

Il Vaticano ritira i suoi soldi dalle banche italiane

TELECOM - DAGOSPIA

SUPERBONUS COLPISCE ANCORA! - TELECOM, IL GIOCO SPORCO DELLO SCORPORO: A PAGARE L’OPERAZIONE SARANNO I CITTADINI

Tutta la questione dello scorporo di Telecom è in realtà una grande pantomima messa su da Letta e Bernabè - Altro che successo: il risultato sarà che a pagare milioni di chilometri di cavo di rame obsoleto saranno come al solito i cittadini, mentre le banche e gli azionisti festeggeranno...

Superbonus per Dagospia
enrico letta e alfanoENRICO LETTA E ALFANO
Letta e Bernabè stanno per rifilarci la "sola" del secolo.
La pantomima sullo scorporo della rete Telecom è iniziata. Da un lato Bernabè fa finta di negoziare una cessione solo dei cavi e non dei server e dei software che servono a gestirli e dall'altra Letta farà finta di ottenere il grande risultato di togliere a Telecom un asset che in mano della Cassa Depositi e Prestiti proietterà l'Italia nell'era digitale.
In realtà il pagamento a caro prezzo, con denaro pubblico, di milioni di chilometri di cavo di rame obsoleto servirà a far rientrare le banche (con Intesa in prima fila) della propria esposizione verso Telecom e contemporaneamente a liberare la società di un asset costoso ed ormai inutile.
Enrico Letta potrebbe scorporare la rete con un decreto legge costringendo Telecom a separare la gestione dei cavi in una società quotata e gestita separatamente, non fu fatto così anche con Enel?
Questa volta però le banche sono preoccupate dal continuo deterioramento dei conti, e del rating, di Telecom e quindi intendono vendere una ciofeca alla CdP per non rimanere con il cerino in mano di un debito crescente e di lucri calanti.
IGNAZIO VISCO BANKITALIAIGNAZIO VISCO BANKITALIA
Questa volta riceveranno un applauso dall'assemblea degli azionisti che festeggerà l'aumento del valore in borsa di una società che è riuscita a scaricare sul pubblico il costo di una rete obsolescente, riceveranno un applauso anche gli amministratori di CdP che hanno salvato le banche presenti nel CdA da perdite colossali.
GIANNI LETTA FRANCO BERNABEGIANNI LETTA FRANCO BERNABE
Chi non potrà applaudire perché non potrà decidere saranno i cittadini italiani e i correntisti delle Poste. A ben guardare l'operazione Telecom aumenterà di almeno 12 miliardi la già preoccupante esposizione a lungo termine della cassa a fronte di una raccolta fatta prevalentemente a vista.
Bankitalia potrebbe costringere CdP ad uno stress test sulla differenza di attivo e di passivo impedendo così sia l'acquisto della rete Telecom che, come si mormora, la fusione di Poste con Monte dei Paschi.
Ma questo è chiedere troppo, vorrebbe dire che in Italia ognuno fa il suo mestiere invece di partecipare agli eventi Bildemberg organizzati a Roma da Bernabè.

venerdì 24 maggio 2013

WALTER RIZZETTO...M5S


Rizzetto (M5S): "Mai interviste in una stanza insieme a responsabili comunicazione"

23/05/2013 ore 17.40

Contrario a black list giornalisti, non ho bisogno di assistenti


Rizzetto ( M5S): "Mai interviste in una stanza insieme a responsabili comunicazione"
"Non andrò mai a rilasciare un'intervista in una stanza con un componente della comunicazione. Non so chi ha partorito questa cosa, ma ci stiamo occupando di altro. Non c'è bisogno di occuparsi di queste cose". 

Lo dice Walter Rizzetto, deputato del M5S, a La Zanzara su Radio 24, criticando le regole rese note dai responsabili del Movimento. "Non sono d'accordo sulle black list di giornalisti - dice ancora Rizzetto - non lo ero quando ero giovane, figuriamoci adesso che ho 38 anni. Se a questa età devo avere bisogno di un assistente per fare le interviste avrei scelto di fare altro. Però qualcuno potrebbe avere bisogno di aiuto e allora ben vengano gli assistenti. Qualche indicazione all'inizio può essere utile, ma tra un pò questi addetti alla comunicazione faranno altro. Quando deputati e senatori saranno 'maggiorenni' se la caveranno egregiamente senza". 

"Ho messo da parte tutti gli scontrini - dice Rizzetto - e restituirò quello che non spendo. Ma dobbiamo essere elastici. Se c'è qualcuno che per le sue necessità, la sua gestione familiare, ha bisogno di qualche centinaia di euro in più non sarà un problema. Importante che non sia per comprare le gomme da neve per il Suv".

giovedì 23 maggio 2013

Roma, il Pd candida Stefano Mentana, il figlio di Enrico sceglie la politica - stefano, mentana, enrico, tg, la7 - Libero Quotidiano

PROTESTE A STOCCOLMA ...SVEZIA...


Stoccolma, quarta notte di scontri
La protesta continua a estendersi

Centinaia di giovani mettono
a ferro e fuoco la città: tre feriti
MONICA PEROSINO
Sono tutti giovani, organizzati e pieni di rabbia. Per la quarta notte consecutiva in centinaia hanno messo a ferro e fuoco Stoccolma. Il bilancio dei danni è arrivato a 340 auto, due scuole, una stazione della polizia, un ristorante e un centro di arti e mestieri dati alle fiamme. Non si contano le finestre colpite dalle sassaiole e gli attacchi a polizia e vigili del fuoco. Tre agenti sono rimasti feriti durante le rivolte.  

Gli scontri più pesanti si sono svolti nella periferia sud della capitale, non nei sobborghi nord-occidentali dove è iniziata la protesta 4 giorni fa. Ma la protesta sta dilagando, tanto che nella notte sono state bruciate due auto anche Malmo, nella sud della Svezia. L’atto sembra confermare l’allarme lanciato dalle autorità svedesi di una possibile estensione delle violenze.  

La rivolta è cominciata a Husby, uno dei sobborghi più poveri della città, abitato in prevalenza da immigrati, dopo che la polizia aveva ucciso un anziano che aveva minacciato gli agenti con un machete. “La nostra società sta diventando sempre più divisa e le differenze, sia sociali che economiche, sono sempre più evidenti - ha detto Rami Al-khamisi, co-fondatore di Megafonen, un gruppo che lavora per il cambiamento sociale in periferia -. Le persone che vivono nei sobborghi sono quelle più colpite. Questo è razzismo istituzionale”. Anche il ministro della Giustizia, Beatrice Ask è preoccupato: “Capisco perché molte persone che vivono in questi quartieri e sono preoccupata, sconvolta e arrabbiata. L’esclusione sociale è un fatto molto grave ed è causa di molti problemi”.  LA STAMPA

LE NAVI DELLA LEGALITA' ...GLI STUDENTI A PALERMO....

Sono arrivate al porto di Palermo le Navi della legalità, simbolicamente ribattezzate “Giovanni” e “Paolo” con le gigantografie dei giudici uccisi 21 anni fa dal tritolo di Cosa nostra. A bordo circa tremila studenti partiti ieri da Napoli e Civitavecchia insieme al presidente del Senato, Pietro Grasso, al ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, il sottosegretario all’Istruzione, Marco Rossi Doria, il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, il commissario antiracket, Giancarlo Trevisone e il presidente Rai Anna Maria Tarantola. Ad accogliere le navi tra cori festanti, oltre a Maria Falcone e alle istituzioni, centinaia di studenti di Palermo e della Sicilia con addosso le magliette con su scritto «Le nuove rotte dell’impegno», in mano tanti palloncini, bandiere con il tricolore e striscioni.

RICORDO PER L'ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI GIOVANNI FALCONE

Foto: http://progettolegalita.it/it/prodotti_sociali/elenco_vittime_della_mafia.phpFoto: LA STAMPA

DAGOSPIA

Don Gallo, diretto e senza preamboli. Che meraviglia… - Monica Lanfranco - Il Fatto Quotidiano

martedì 21 maggio 2013

RAFANIELLO...POSSE 99...


ANNA FINOCCHIARO


Nel privato ci sono paghe e stipendi da fame, nel Pubblico impiego è tutta un altra storia, vero sindacalisti del cazzo?
per i lavoratori del privato l'incubo' inizio' quando quel bel
ladrone di Craxi penso' bene di mettere un blocco alla scala mobile, decreto di San Valentino...tutto cambio', nel privato naturalmente, perche' nel pubblico impiego hanno continuato ad avere gli aumenti e come.


Ladri farabutti i politici e sindacalisti della triplice, sono passati a difendere "SOLO" i super protetti, a praticare lo scambio di voto, ad assumere a iosa nel pubblico impiego, tanto pagava e paga pantalone. Ma non col criterio di assumere tramite il collocamento, gente in fila che aspettava da anni un lavoro...no assolutamente no, ad assumere parenti amici compari mogli amanti di politici e sindacalisti.
Avoglia a lavora' per mantenere tutta l'elefantiaca macchina dello Stato.
Per sistemarci meglio a noi del privato, hanno pensato bene di non lasciare in pace neanche L'INPS che raccoglieva i nostri contributi...ed era in attivo. No... troppa invidia e cosi hanno pensato bene di accorpare gli enti dello Stato pieni di buffi, distruggendo anche l'INPS - KAPUT...


rischiamo di non prendere piu' neanche la pensione.
E questa gente che ha distrutto l'Italia sta tutta ai loro posti di potere e parla parla parla.............................................................
Brava vecchia Finocchiaro, ingorda donna che non vuoi mollare la pappatoia, tira tira la corda si spezza...vedrai...