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giovedì 21 settembre 2017

COME DON CHISCIOTTE


Lettera ai miei amici americani


DI  THE SAKER
Introduzione del Saker: durante l’evacuazione dalla Florida dovuta all’uragano, ho avuto il piacere di vedere alcuni buoni amici (emigrati russi bianchi ed ebrei americani che adesso si considerano americani e che aderiscono completamente alla propaganda ufficiale sugli USA) che pensano sinceramente di essere liberali, progressisti ed anti-imperialisti. Si tratta di persone gentili, dignitose e sincere, ma nel corso dei nostri incontri hanno fatto un certo numero di affermazioni che contraddicevano completamente le idee che professavano. Dopo aver scritto loro questa lettera, mi sono reso conto che avrebbero potuto esserci altre persone che, come me, stanno disperatamente cercando di aprire gli occhi delle brave, ma del tutto fuorviate, persone riguardo alla reale essenza dell’Impero. Condivido questa lettera nella speranza che possa offrire alcuni argomenti di discussione ad altri nei loro sforzi di aprire gli occhi dei loro amici e parenti.
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Cari amici:
Nel corso della nostra discussione avete fatto le seguenti affermazioni:
  1. Gli USA necessitano di forze armate
  2. Tra i motivi per cui gli USA necessitano di forze armate vi sono regimi come quello nordcoreano
  3. Gli USA hanno il diritto di intervenire al di fuori dei propri confini in base a considerazioni a) pragmatiche e b) morali
  4. Durante la Seconda Guerra Mondiale gli USA “hanno salvato” l’Europa e quindi hanno acquisito il diritto morale di “proteggere” i propri amici ed alleati
  5. Gli Alleati (URSS-USA-GB) erano moralmente superiori ai Nazisti
  6. Gli Americani hanno portato la pace, la prosperità e la libertà in Europa.
  7. Sì, sono stati fatti degli errori, ma questa non è certo una ragione per rinunciare al diritto di intervento
Credo che sia possibile dimostrare la falsità di tutte queste tesi, la loro fallacia in quanto basate su assunti profondamente errati e che possano essere tutte smentite dal buon senso e da fatti non contestabili.
Ma per prima cosa, lasciatemi affrontare il tema dell’aforisma delfico “conosci te stesso” in quanto centrale, credo, per la nostra discussione. Con tutte le nostre differenze, io penso che ci sia un certo numero di cose su cui sarete d’accordo nel considerarle come assiomaticamente vere, compresa quella per cui tedeschi, russi, americani e altri sono grosso modo di uguale intelligenza. Sono anche all’incirca ugualmente capaci di pensiero critico, approfondimenti personali e istruzione. Giusto? Eppure, concorderete che durante il regime nazista in Germania, i tedeschi sono stati indottrinati da una propaganda molto efficiente e che i russi in Unione Sovietica sono stati sottoposti ad una propaganda altrettanto efficiente da parte delle loro istituzioni. Giusto? Avete qualche motivo per supporre che noi siamo in qualche modo più intelligenti o migliori di quei tedeschi e di quei russi che hanno così bene aderito alla propaganda e che, se fossimo stati al loro posto, avremmo visto immediatamente la verità attraverso le bugie che venivano loro raccontate?
È inoltre innegabile che la storia della Seconda Guerra Mondiale è stata scritta dai vincitori. Questo è vero per tutte le guerre – i regimi sconfitti non hanno la possibilità di raccontare liberamente la propria versione della storia. Avessero vinto i nazisti la Seconda Guerra Mondiale, ci troveremmo davanti ad una narrazione di ciò che è avvenuto, drasticamente differente. Punto fondamentale, se i nazisti avessero vinto la Seconda Guerra Mondiale, non c’è assolutamente alcuna ragione per credere che il popolo tedesco avrebbe dimostrato chissà quanto scetticismo riguardo alla versione della storia presentata nelle scuole. Non solo, ma immagino che la maggior parte dei tedeschi crederebbe di essere stata libera e che il regime sotto il quale vivevano fosse benevolo.
Avete dubbi al riguardo?
Pensate solo al numero di tedeschi che dichiararono di non avere idea di quanto fosse malvagio in realtà il regime nazista. Perfino la segretaria personale di Hitler, Traudl Junge, usò quella scusa per spiegare come avesse potuto lavorare così tanti anni con Hitler e addirittura le piacesse così tanto. C’è un modo di dire americano “Where I sit is where I stand” [letteralmente “dove sono seduto è dove mi trovo”]. Bene, posso chiedere – dove siamo seduti e siamo così sicuri di avere un’opinione indipendente non definita da dove siamo seduti (geograficamente, politicamente, socialmente e perfino professionalmente)?
Si potrebbe domandare riguardo a tutte le vittime del regime nazista, sarebbero state in grado di presentare le loro testimonianze al popolo tedesco e a quelli come Traudl Junge? Certo che no: i morti non parlano molto, e i loro assassini raramente lo fanno (per paura di fare la stessa fine). Oh certo, ci sarebbero tutti i vari dissidenti ed attivisti politici che saprebbero la verità, ma il consenso “mainstream” in una Germania nazista vittoriosa sarebbe stato che Hitler e i nazisti hanno liberato l’Europa dalle orde giudeo-bolsceviche e dai capitalisti anglo-massonici.
Questo non vale solo per la Germania, in ogni caso. Se si prende la popolazione russa di oggi, è composta da molti più discendenti da esecutori di condanne che da condannati, e questa non è certo una sorpresa, dato che i morti non si riproducono. Ne viene, che la moderna storiografia russa è pesantemente inclinata verso lo sbianchettamento dei crimini e delle atrocità sovietiche. Entro un certo limite, ciò è un bene, perché fa da contraltare a decenni di propaganda statunitense anti-sovietica, ma spesso si spinge troppo oltre e finisce per minimizzare l’effettivo costo umano dell’esperimento bolscevico in Russia.
Dunque in che modo gli USA possono essere confrontati con Germania e Russia in questo contesto?
La maggior parte degli americani credono alla versione della storia presentata dal loro “mainstream”. Perché? Quanto la loro situazione obiettivamente è differente da quella dei tedeschi in un Terzo Reich vittorioso? La nostra narrazione moderna della Seconda Guerra Mondiale è anch’essa stata scritta dai vincitori, vincitori che avevano un reale motivo di demonizzare tutte le altre parti (nazisti e sovietici) mentre ci presentavano la storia di un’eroica liberazione. Ed ecco la domanda che dovrebbe veramente non farci dormire la notte: come sarebbe se fossimo nati non russi o ebrei dopo una sconfitta dei nazisti, ma tedeschi dopo una sconfitta degli Alleati nella Seconda Guerra Mondiale? Saremmo stati in grado di dimostrare abbastanza scetticismo e coraggio di dubitare dei miti con cui siamo stati cresciuti? O saremmo anche noi degli arcipiùbenpensanti piccoli nazisti, tutti contenti di aver sconfitto le malvagie orde giudeo-bolsceviche e i capitalisti anglo-massonici?
Oh certo, Hitler considerava gli ebrei dei parassiti che dovevano essere esiliati e, in seguito, sterminati, e vedeva i russi come subumani che dovevano essere messi a lavorare per la Razza Padrona Germanica, e la cui intellighenzia doveva anch’essa essere sterminata. Non c’è da meravigliarsi che noi, ebrei e russi, non prestiamo particolare attenzione a questo genere di idee razziste genocide. Ma di sicuro possiamo essere umani prima di essere ebrei e russi, e possiamo accettare che ciò che è male per noi non è necessariamente male per altri. Certo, Hitler portava cattive nuove per ebrei e russi, ma era così male per i tedeschi “puri” (Tedeschi Ariani)? Fatto ancora più rilevante, se noi fossimo nati tedeschi “puri”, ci saremmo preoccupati molto degli ebrei e dei russi? Io certo, spero di sì, ma ho i miei dubbi. Non ricordo nessuno di noi spargere tante lacrime per i Nativi Americani che hanno subito un poli-genocidio (una parola coniata da me per un fenomeno unico nella storia: il genocidio di tutte le etnie di un intero continente!)! Oserei dire che noi siamo molto più propensi a lamentarci per l’”Olocausto” o lo “Stalinismo”, anche se nessuno dei due ci ha coinvolto personalmente, (solo le nostre famiglie ed etnie) piuttosto che per il poli-genocidio dei Nativi Americani. Dubito fortemente che le nostre priorità di lamento sarebbero state le stesse se la nostra etnia fosse stata Lakota o Comanche. Di nuovo, spero di sbagliarmi. Ma non ne sono così sicuro.
In ogni caso, il mio punto è il seguente:
Siamo programmati per essere creduloni e accettare acriticamente tutte le demonizzazioni dei nazisti e dei sovietici perché noi siamo ebrei e russi Bianchi. Attenzione qui, io NON sto dicendo che i nazisti e i sovietici non fossero malvagi – lo erano senza ombra di dubbio – ma quello che sto dicendo è che noi, ebrei e russi, siamo molto più disposti ad accettare ed avallare qualunque versione della storia che ritrae i nazisti e i sovietici come un genere di popolazioni eccezionalmente malvagia e che, al contrario, noi quasi istintivamente rigettiamo qualunque nozione che “la nostra” parte (in questo caso intendo per *vostra* parte, quella americana, visto che voi, diversamente da me, vi considerate americani) fosse altrettanto cattiva (solo perché la vostra parte non ha mai assassinato ebrei e russi). Dunque diamo un’occhiata per pochi minuti a questa “nostra/vostra parte”.
Nel momento in cui gli USA sono entrati nella Seconda Guerra Mondiale, avevano già commesso il peggior crimine della storia umana, il poli-genocidio di un intero continente, seguito dall’annessione completamente illegale e brutale delle terre rubate ai Nativi Americani. Hitler ne sarebbe stato veramente orgoglioso. Ma non finisce qui, gli invasori anglo sono passati ad un’altra guerra d’annessione, anche questa illegale e brutale contro il Messico, al quale hanno rubato un enorme territorio che comprende il Texas attuale, la California, il Nevada, lo Utah, l’Arizona e il New Mexico! Sì, tutta questa terra è stata occupata illegalmente e rubata dalla vostra parte non una volta, ma DUE! E serve che io menzioni  gli orrori della schiavitù da aggiungere alla “moralità” della vostra parte nel momento in cui gli Stati Uniti sono entrati in guerra? È proprio lì che io penso che ci siano prove più che sufficienti che la vostra parte fosse moralmente peggiore sia dei nazisti che dei sovietici. L’intera storia degli USA è fatta di infinita violenza, saccheggio, ipocrisia, sfruttamento, oppressione e guerre. Infinite guerre d’aggressione. Nessuna di esse difensiva, per quanto ci si sforzi con l’immaginazione. Caso piuttosto unico nella storia umana. Riuscite a pensare ad un regime più cattivo e assetato di sangue? Io no.
Devo anche menzionare le atrocità britanniche, per iniziare dalle Guerre dell’Oppio, l’invenzione dei campi di concentramento, la creazione dell’Apartheid, gli orrori dell’occupazione dell’Irlanda, ecc. ecc. ecc. ?
Lo so che mi direte che sì, tutto questo è stato orribile, ma non muta il fatto che nella Seconda Guerra Mondiale gli USA “hanno salvato l’Europa”. Ma è andata veramente così?
Per dimostrare la mia posizione, ho messo assieme un file PDF separato che elenca 5 fonti, 3 in inglese, 2 in russo. Potete scaricarlo qui:
Ho tradotto gli estratti più importanti delle fonti russe e ve li presento assieme a quelli delle fonti inglesi. Per favore date un’occhiata a questo PDF, se potete, per favore leggete per intero gli articoli che cito. Ho evidenziato in grassetto rosso le conclusioni chiave di queste fonti. Noterete che ci sono alcune variazioni nelle cifre, ma le conclusioni sono, penso, innegabili. Gli archivi storici mostrano che:
  1. All’Unione Sovietica si può accreditare all’incirca l’80% della distruzione della macchina militare nazista.  Le forze USA-GB combinate possono prendersi il merito di non più del 20% dello sforzo bellico alleato.
  2. L’ordine di grandezza e l’ambito delle battaglie sul Fronte Orientale, fa sembrare dei nani in paragone le più grandi battaglie del Fronte Occidentale. Le battaglie all’Ovest coinvolgevano divisioni e brigate, nell’Est intere armate e gruppi di armate. C’è per lo meno un ordine di grandezza di differenza.
  3. Gli USA sono entrati in guerra un anno dopo Stalingrado e la battaglia di Kursk, quando era assolutamente chiaro che i nazisti avrebbero perso la guerra.
La verità è che gli Americani sono entrati in guerra solo quando fu chiaro che i nazisti sarebbero stati sconfitti, e il loro reale motivo non fu la “liberazione dell’Europa oppressa” ma impedire ai sovietici di occupare tutta l’Europa. Agli Americani non è mai importato nulla dei massacri di ebrei o russi, tutto quello che a loro interessava era un massiccio accaparramento territoriale (ancora una volta).
[Nota a margine: in ogni caso, per evitare che pensiate che io affermi che solo gli Americani agiscono in questo modo, ecco un altro insieme interessante di date:
Bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki: 6 e 9 agosto, 1945
Offensiva strategica sovietica in Manciuria: 9-20 agosto, 1945
Possiamo vedere chiaramente all’opera lo stesso schema: i sovietici hanno atteso che fosse assolutamente sicuro che gli USA avevano sconfitto l’impero giapponese, prima di attaccarlo essi stessi. È anche degno di nota il fatto che ci sono voluti solo 10 giorni ai sovietici per sconfiggere l’intera Armata del Kwantung, l’Armata più prestigiosa dell’Impero Giapponese con oltre un milione di soldati ben addestrati e ben equipaggiati! Questo dovrebbe dirvi qualcosina riguardo al genere di macchina militare che l’Unione Sovietica aveva sviluppato nel corso della guerra contro la Germania nazista (si veda qui [in inglese] per un superbo studio americano su questa operazione militare)]
Gli Americani hanno portato pace e prosperità in Europa occidentale?
In Europa occidentale, entro un certo limite sì, e questo perché per loro è stato facile: hanno finito la guerra quasi “intatti”, il loro territorio (rubato) non ha sofferto gli orrori della guerra, e quindi, sì, hanno potuto portare burro d’arachidi, sigarette ed altri beni materiali. Si sono assicurati anche che l’Europa Occidentale diventasse un immenso mercato per i beni e i servizi statunitensi, e che le risorse europee sarebbero state a disposizione dell’Impero USA, in special modo contro l’Unione Sovietica. E come l’hanno finanziata questa “generosità”? Derubando il cosiddetto Terzo Mondo, questo è tutto. C’è da esserne orgogliosi? Non aveva forse Lenin avvertito già nel 1917 che “l’imperialismo è lo stadio culminante del capitalismo”? La ricchezza dell’Europa Occidentale è stata costruita sulla abietta povertà di milioni di africani, asiatici e latinoamericani .
Ma cosa ne sarà del futuro dell’Europa e del popolo europeo?
C’è un certo numero di cose su cui gli Anglo e Stalin si sono messi d’accordo alla fine della Seconda Guerra Mondiale: le quattro D: de-nazificazione, disarmo, demilitarizzazione, e democratizzazione di una Germania unita, oltre che le riparazioni per ricostruire l’URSS. Sì, Stalin voleva una Germania unita e neutrale. Non appena è finita la guerra, gli Anglo hanno rinnegato tutte queste promesse: hanno creato una Germania Ovest fortemente militarizzata, hanno immediatamente reclutato migliaia di ufficiali superiori nazisti per i loro servizi di intelligence, i loro programmi missilistici e per sovvertire l’Unione Sovietica. Peggio, hanno immediatamente sviluppato piani per attaccare l’Unione Sovietica. Proprio alla fine della Seconda Guerra Mondiale, le potenze anglo avevano almeno TRE piani per iniziare una guerra contro l’URSS: Operation DropshotPlan Totality and Operation Unthinkable [tutti in inglese]. Eccovi alcuni promemoria di base da Wikipedia riguardo al genere di operazioni di cui si parla:
Operation Dropshot: comprendeva profili di missione secondo cui si sarebbe fatto uso di 300 bombe nucleari e 29.000 bombe ad alto potenziale su 200 obiettivi in 100 grandi e medie città per spazzare via l’85% del potenziale industriale dell’Unione Sovietica con un unico colpo. Tra 75 e 100 delle 300 armi nucleari avevano lo scopo di distruggere al suolo l’aeronautica da combattimento sovietica.
Plan Totality: identificava 20 città sovietiche come destinate all’obliterazione al primo attacco: Mosca, Gorki, Kujbyšev, Sverdlovs’k, Novosibirsk, Omsk, Saratov, Kazan, Leningrado, Baku, Tashkent, Čeljabinsk, Nižnij Tagil, Magnitogorsk, Molotov, Tbilisi, Stalinsk, Grozny, Irkutsk, e Jaroslavl’.
Operation Unthinkable: presumeva un attacco a sorpresa da parte di 47 divisioni britanniche e americane nell’area di Dresda, nel mezzo delle linee sovietiche. Questo rappresentava quasi la metà delle 100 divisioni (circa due milioni e mezzo di uomini) all’epoca a disposizione dei quartier generali britannico, americano e canadese. (…) La maggior parte delle operazioni d’attacco sarebbe stata svolta dalle forze americane e britanniche, oltre che formazioni polacche e fino a  100.000 soldati tedeschi della Wehrmacht.
[Eravate a conoscenza di questi fatti? Se no, ve lo siete chiesti il perché?]
Non me le sto inventando queste cose, potete cercarle da voi stessi su Wikipedia o altrove. Questa è l’idea degli Anglo di come si tratta con gli “alleati” russi: si pugnalano alla schiena con un attacco nucleare a sorpresa, se ne oblitera la maggior parte delle città e gli si lancia contro la Wehrmacht nazista.
Non mi addentro nella creazione della NATO (precedente a quella del Patto di Varsavia che venne creato per risposta) o piccoli crimini come gli attacchi terroristici sotto falsa bandiera (Operazione Gladio[in inglese, qui in italiano].
[Avete mai sentito parlare di Operazione Gladio o della “strage di Bologna”, la bomba alla stazione ferroviaria di Bologna piazzata dalle formazioni terroristiche segrete della NATO, un attacco terrorista sotto falsa bandiera (85 morti, oltre 200 feriti) concepita per screditare il Partito Comunista Italiano? Se non ne avete sentito parlare – adesso non ve lo chiedete come mai?]
La triste realtà è che l’intervento statunitense in Europa è stato semplicemente un accaparramento territoriale, che la Guerra Fredda è stata una creazione anglo, come lo è stata la partizione dell’Europa, e che dalla Seconda Guerra Mondiale gli USA hanno trattato l’Europa come una colonia da cui combattere la minaccia “Comunista” (cioè, la Russia).
Ma, diciamo pure che io sono completamente in errore. Per amor di discussione. Facciamo finta che gli americani dal buon cuore siano venuti in Europa per liberare il suo popolo. Hanno eroicamente sconfitto Hitler e portato in Europa (occidentale) pace, prosperità, libertà, felicità, ecc. ecc. ecc..
Questa buona azione dà forse agli USA l’autorizzazione per futuri interventi? Avete menzionato la Seconda Guerra Mondiale sia come un esempio, sia come una giustificazione alla necessità che gli USA mantengano forze armate grandi abbastanza per contrastare regimi come quello nordcoreano, giusto? Quindi permettetemi di chiedervelo di nuovo,
Il fatto che gli USA altruisticamente, benevolmente ed eroicamente hanno liberato l’Europa dai nazisti e dai sovietici, consegna loro la legittimazione morale per altri successivi interventi militari statunitensi contro altri regimi/stati ripugnanti, aggressivi o malvagi?
Se rispondete “no” – allora perché ne avete parlato come di una giustificazione?
Se rispondete “sì” – allora perdonatemi per essere così ottuso e chiedervi per quanto tempo questa “autorizzazione all’intervento militare” continua ad essere valida? Un anno? Cinque? Forse dieci o addirittura settanta? O forse questa autorizzazione conferisce questo diritto morale agli USA per sempre, ad aeternum? Seriamente, se gli USA hanno liberato l’Europa e vi hanno portato pace e prosperità, dobbiamo quindi dare per scontato che ciò sarà vero per sempre e in ogni luogo?
Voglio chiedervi inoltre questo: ammettiamo, per amor di discussione che la licenza morale dovuta alla partecipazione degli Stati Uniti alla guerra in Europa valga davvero per sempre. Diamolo come assunto, d’accordo? Lasciate però che vi chieda: può essere revocata (moralmente, concettualmente)? Diciamo che gli USA hanno fatto qualcosa che è assolutamente meraviglioso in Europa. Vorrei sapere cosa ne pensate dei successivi orrori nel Sudest asiatico, in America Latina o in Medio oriente. Quanti “non Europei occidentali” assassinati, storpi, imprigionati, terrorizzati, bombardati, e in generale vittime di genocidio ci vogliono per bilanciare i (forse) “felicemente liberati” Europei che, secondo voi, forniscono agli USA la licenza per intervenire? Perfino se gli Stati Uniti in Europa fossero stati assolutamente nobili e puri, davvero i successivi settant’anni di efferati omicidi di massa in tutto il mondo non contano proprio nulla, o si arriverà ad un punto in cui “adesso basta” e la licenza potrà essere revocata, dal punto di vista morale, da gente proprio come noi, come voi?
Posso farvi notare che le vostre parole spese in difesa di una supposta necessità per gli USA di mantenere forze armate in grado di effettuare operazioni oltremare lascia fortemente pensare che voi crediate che gli USA hanno un diritto morale (se non un dovere!) di condurre tali operazioni, il che significa che la lista di atrocità post Seconda Guerra Mondiale degli USA non è, a vostro parere, sufficiente a stimolarvi una reazione del tipo “adesso basta”. Siete sicuri di sentirvi a vostro agio in questa posizione?
In teoria potrebbe esserci un altro motivo per revocare una licenza morale di questo genere. Dopo tutto, uno può avere il diritto morale di fare qualcosa, ma non necessariamente le capacità per farla.  Se vedo qualcuno che affoga in un’alluvione, di sicuro ho il diritto morale di tuffarmi in acqua per provare a salvare questa persona, no? Ma questo non vuol dire che ho la forza o le abilità necessarie a farlo. Giusto? Dunque quando dite che gli USA devono mantenere forze armate in grado di proteggere amici ed alleati da regimi canaglia e pericolosi come quello in Corea del Nord, l’implicazione è che oltre ad avere il diritto di estendere tale protezione, gli USA hanno anche le capacità e la competenza per farlo?
Davvero?
E posso chiedervi quali prove avete per affermarlo?!
Vi ho chiesto di nominarmi un solo intervento militare statunitense coronato dal successo dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, e non siete stati in grado di dirmene uno. Bene! Io sono d’accordo con voi. La verità è che ogni singola operazione militare statunitense dopo la Seconda Guerra Mondiale ha finito per essere un disastro a livello umanitario, o politico e militare (e spesso a tutti i livelli). Perfino Grenada è stata un fallimento (militare) totale!  Inoltre, lo vedete chi c’è adesso alla Casa Bianca? Volete veramente che The Donald in carica protegga “i nostri amici e alleati”, e vi fidate che lui abbia le abilità necessarie a svolgere questo compito con competenza? O Hillary per quello che conta? Perfino Sanders ha in archivio la difesa di operazioni militari catastrofiche, come l’invasione israeliana del Libano nel 2006 che, come avrete indovinato (o no), è finita con una pesante sconfitta per gli Israeliani e indicibili orrori per i civili in Libano. Ma lasciamo stare il Presidente, diamo un’occhiata ai generali statunitensi – vi ispirano a credere che essi siano il tipo di persone di cui ci si può affidare affinché eseguano abilmente un intervento militare ispirato da motivi etici e morali?! E cosa ne pensiamo del Congresso? Vi fidate di loro? Dunque dove li vedete tutti questi onesti e competenti “salvatori degli altri” nella scena politica statunitense?
Avete notato che non c’era nessuno Stato Islamico in Iraq prima dell’invasione statunitense? O vi siete accorti che dal momento in cui gli Stati Uniti hanno dichiarato guerra all’ISIS, questo è diventato sempre più forte e ha preso il controllo di altri stati. Sì, naturalmente, una volta che i Russi sono entrati in gioco, l’ISIS ha iniziato a subire una sconfitta dopo l’altra, ma tutto quello che gli americani avevano da dire riguardo all’intervento russo è stato denunciarlo e prevederne il fallimento. Quindi, come mai i Russi sono così bravi a combattere contro l’ISIS e gli americani e i loro alleati, così scarsi? Volete veramente che siano gli americani ad incaricarsi della sicurezza mondiale con risultati di questo genere in archivio?!
Non è pazzia ripetere in continuazione le stesse cose ed aspettarsi risultati differenti?
Adesso ho nelle orecchie la risposta che mi avete dato questo punto. Avete detto “sì, sono stati fatti degli errori”.
Errori?!
Non penso che milioni di persone assassinate, tra cui centinaia di migliaia di bambini siano “errori” (come reagireste se qualcuno tentasse di vendervi la tesi secondo cui Hitler e Stalin hanno fatto degli “errori”?).
Ma c’è qualcosa di ancora più insidioso in questa nozione di “errori”.
Come definireste voi il “successo”?
Ammettiamo che le forze armate statunitensi fossero capaci non solo ad ammazzare gente (lo sono), ma anche di vincere le guerre (non lo sono). Supponiamo che gli USA avessero avuto successo non solo nell’invasione di Iraq e Afghanistan, ma anche nella completa pacificazione di questi stati. Diciamo che le insurrezioni in Iraq ed Afghanistan fossero state sconfitte, che la loro economia fosse in crescita, e che si instaurassero dei regimi democratici: capitalismo ovunque, 100 canali in ogni TV, Mc Donalds in tutti i villaggi afghani, sfilate del gay pride al centro di Kabul, toilette unisex in ogni moschea, elezioni ogni 4 anni all’incirca e neanche un colpo sparato, non una sola bomba esplosa? Questo sarebbe un “successo”?
Io prego Dio e spero con tutto il mio cuore che la vostra risposta a questa domanda sia un sonoro “no!!”. Perché se voi rispondeste “sì” allora siete veramente degli imperialisti genocidi messianici. Sì, dico proprio questo. Perché? Perché la vostra nozione di “successo” è la morte spirituale, psicologica e culturale di un’antica civiltà e questo vi rende, quasi letteralmente, un nemico mortale dell’intera umanità. Non posso neanche immaginare un tale orrore. Dunque io sono sicuro che voi rispondiate “no!!” come farebbe qualunque essere umano con un minimo di dignità, giusto?
Ma allora cosa è un “successo”? Voi chiaramente non intendete per successo quello definito dai vostri governanti (essi sosterrebbero entusiasticamente un tal risultato; infatti – addirittura continuano a prometterlo ogni volta, ancora e ancora!). Ma la loro idea di “successo” non è la vostra, e se voi non volete mai che qualunque altra nazione, popolo o etnia diventi mai la vittima di un intervento militare così “riuscito”, perché volete ancora che i vostri governanti con la loro satanica nozione di “successo” abbiano i mezzi per “riuscire” in futuro? E questo, nonostante il fatto che gli archivi storici dimostrino che essi non riescono ad ottenere, neanche il loro tipo di “successo”, figuriamoci il vostro?!
Avete notato che in nessun punto nelle mie argomentazioni qua sopra ho menzionato il fatto che gli USA non hanno mai chiesto al popolo (in opposizione alle élite dei compradore locali) se volesse essere salvato dallo zio Sam o no? Né hanno mai chiesto al popolo Americano se volesse andare in guerra, da cui tutte le famose false flag, da “ricordiamoci del Maine” all’affondamento del RMS Lusitania, a Pearl Harbor all’”incidente del Golfo del Tonchino”, all’11 settembre: tutte le volte si è dovuta architettare una bugia per convincere il popolo americano che doveva andare in guerra. È davvero questo il potere del popolo? È questa la democrazia?!
Ci sono persone là fuori, quali che siano, veramente a favore degli interventi militari statunitensi? Sì, suppongo che ce ne siano. Come gli Albanesi del Kosovo. Sospetto che i Tagichi e gli Hazara afghani fossero piuttosto contenti di vedere i Talebani fatti a pezzi dalle bombe. Quindi ci possono essere dei casi. Oh, e mi dimentico dei nostri amici baltici e ucraini (ma a suo tempo, loro erano felici anche quando sono arrivati i nazisti, non sono certo un buon esempio). Ma si può dire con una certa sicurezza che in realtà nessuno voglia essere liberato dallo zio Sam, da cui l’uso mondiale dello slogan “Yankee go home” .
Questa lettera è già sin troppo lunga, rinuncio quindi a elencare tutte le ragioni per cui gli USA sono piuttosto odiati in tutto il pianeta, non dalle élite governative, ovviamente, ma dalla gente della strada. E quando dico “gli USA” non intendo Paul Newman, Mark Twain, Miles Davis, Quentin Tarantino, James Taylor o il Bill of Rights, o quel paese meraviglioso chiamato “gli USA”. Ma il regime, non uno specifico governo o amministrazione a Washington, il regime è ciò che è veramente universalmente odiato. Non ho mai visto nessun genere di anti-americanismo diretto contro il popolo americano da nessuna parte, neanche in Francia, in Grecia o in America Latina. Ma al momento, l’odio per l’Impero è quasi universale. Solo le élite politiche il cui status, potere e benessere sono dipendenti dall’Impero, in effetti sostengono l’Impero e ciò che rappresenta. Tutti gli altri disprezzano quello che gli USA rappresentano oggi. E ogni intervento militare peggiora questa situazione.
E voi volete assicurarvi che tutto ciò continui? Davvero?
Proprio in questo momento gli Stati Uniti stanno disperatamente cercando di salvare al-Qaeda (altresì nota come IS, ISIS, Daesh, al-Nusra, ecc.) dalla sconfitta in Siria. Com’è possibile questo per una posizione morale come quella dell’11 settembre (questo se voi accettate la narrazione ufficiale sull’11 settembre; se voi convenite che l’11 settembre sia stata una demolizione controllata in cui dei burattini di al Qaeda sono stati usati per stendere una cortina fumogena, allora tutto ciò in ogni caso ha senso).
Comunque – chi sono gli alleati che gli Stati Uniti sono così impegnati ad aiutare ora?
  • Il regime whabita in Arabia Saudita
  • Il regime nazista in Ucraina e
  • L’ultimo regime ufficialmente razzista del pianeta in Israele.
Sul serio vi sentite spinti a dare il vostro sostegno a questi alleati?!
E cosa ci sta guadagnando da questo il popolo americano? Niente che non sia povertà, oppressione, vergogna, odio, paura ed una indicibile sofferenza psicologica e morale.
Questi sono i frutti dell’Impero. Ogni Impero. Sempre.
Avete menzionato il fatto che tutte le volte che vedete un veterano lo ringraziate per il suo servizio. Perché? Credete davvero che abbia combattuto in una guerra giusta, che il suo servizio sia qualcosa di cui può essere orgoglioso? Ha combattuto per la sua gente? Ha difeso l’innocente? O è stato un occupante in terra straniera e, se è stato in combattimento, non ha ucciso gente che difendeva la propria terra, le proprie famiglie e il proprio modo di vivere? Per cosa esattamente ringraziate quel veterano? Per aver eseguito gli ordini? Ma questo non è ciò che i processi di Norimberga hanno specificamente condannato come immorale e illegale?
Ricordate che mi avete detto che il marito di xxxxx, nei Marines, viveva in una bella casa e che tutti i loro bisogni materiali soddisfatti? Avevate aggiunto “confrontalo coi militari russi”. Beh, voi chiaramente non siete a conoscenza di come vivono i soldati russi oggi, sotto il vostro odiato Putin, ma questo va oltre il punto. La domanda che volevo farvi in quel momento e che vi faccio adesso è questa: lo stile di vita confortevole garantito agli US Marines è una ragione sufficiente per essere un Marine – il che significa essere parte della prima forza inviata ad uccidere persone innocenti e invadere paesi? Ma avete idea di quello che i Marines hanno fatto a Fallujah recentemente? Qual è il prezzo di un’anima? E credete davvero che essere un killer stipendiato dell’Impero sia una vita onorevole? E se pensaste che sto esagerando, per favore leggete il famoso saggio “War is a Racket” [La Guerra è una Racket, in inglese] del Brigadier Generale dei Marines Smedley Butler, che ha avuto il grado più alto che un Marine potesse raggiungere ai suoi tempi e che è stato il Marine più decorato della storia. Se la guerra è un racket, ciò non rende forse i Marines dei trafficanti professionisti, teppisti a pagamento che lavorano agli ordini dei mafiosi al potere? Chiedetevi questo: quale sarebbe grosso modo la controparte equivalente degli US Marines nella Germania nazista o nella Russia sovietica? Per aiutarvi a rispondere, permettetemi di offrirvi una breve citazione dalla voce di Wikipedia sul Corpo dei Marines  [in inglese]: (grassetto aggiunto)
Il Corpo dei Marines venne fondato per servire come fanteria a bordo delle navi, ed era responsabile della sicurezza della nave e del suo equipaggio effettuando operazioni di combattimento offensive e difensive durante le azioni di abbordaggio, e di difendere gli ufficiali della nave negli ammutinamenti; per quest’ultimo scopo, i loro alloggi sulla nave venivano spesso posizionati strategicamente tra quelli degli ufficiali e il resto della nave.
Vi aiuta questo ad individuare le loro controparti naziste o sovietiche?
Fra tutte le persone, non siamo noi ebrei e russi, quelli che dovremmo riconoscere e rifiutare categoricamente le trappole dell’Impero e le razionalizzazioni usate per giustificare il servizio sottomesso agli Imperi?
Io credo che la storia mostri oltre ogni dubbio che tutti gli Imperi sono malvagi, intrinsecamente ed essenzialmente malvagi. Pertanto essi sono ugualmente maligni. Devo spiegarvi perché?
Lo sapete quale crimine è considerato il peggiore, il supremo, il più malvagio dal diritto internazionale? Non è il genocidio, o i crimini contro l’umanità. No, il peggiore dei crimini è quello di aggressione (il che comunque rende ogni singolo Presidente degli Stati Uniti un criminale di guerra secondo il diritto internazionale, pensateci!).  Nelle parole del capo procuratore americano a Norimberga, Robert H. Jackson [in inglese], il crimine di aggressione è il peggiore tra tutti perché “contiene in sé il cumulo dei mali” di tutti gli altri crimini di guerra. Bene, per parafrasare Jackson, l’imperialismo contiene in sé il cumulo di tutti i mali di tutti gli imperi. Guantanamo, Hiroshima, Fallujah, Abu Ghraib, Gladio e tutto il resto, “fanno parte del territorio”, non sono eccezioni, sono la regola.
La cosa migliore che potrebbe succedere a questo paese e al suo popolo è il crollo del suo Impero. Il sostegno, anche se tacito e passivo, di questo Impero da parte di persone come voi ritarda questo esito e permette a questo abominio di portare ancora più miseria e dolore su milioni di persone innocenti, tra cui milioni di vostri concittadini americani. Quest’Impero adesso minaccia il mio paese, la Russia, di guerra e forse di guerra nucleare, e questo a sua volta significa che questo Impero minaccia la sopravvivenza della specie umana. Che l’Impero Statunitense sia il più malvagio della storia o meno, è discutibile, ma il fatto che sia di gran lunga il più pericoloso non lo è. Non è questa una ragione sufficiente per voi di dire “basta”?  Cosa ci vuole ancora per farvi cambiare schieramento e aggiungervi al resto dell’umanità in quella che è una lotta per la sopravvivenza della nostra specie? O vi ci vorrà un inverno nucleare per aprirvi gli occhi alla vera natura dell’Impero che state apparentemente sostenendo contro ogni evidenza?

The Saker
Fonte: http://sakeritalia.it
Link: http://sakeritalia.it/america-del-nord/lettera-ai-miei-amici-americani/
20.09.2017

Articolo pubblicato su TheSaker.is il 16 settembre 2017
Traduzione in italiano a cura di Mario B. per Sakeritalia.it

giovedì 31 agosto 2017

VITTORIO FELTRI


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VENEZUELA


VENEZUELA

Lettera dal Venezuela alle italiane e agli italiani

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Pubblichiamo una importante lettera sottoscritta da diversi connazionali in Venezuela e inviata agli italiani, sulla strumentalizzazione della “presenza italiana” in questo paese – fatta in più occasioni anche da dirigenti politici e di Governo – e sulla (dis)informazione a senso unico che è rilanciata dai maggiori media italiani sul paese sudamericano. (Segue testo integrale)
“Care italiane, cari italiani, cari connazionali,
leggendo nei siti on line di gran parte dei quotidiani italiani ed ascoltando i report radiofonici e televisivi emessi dalla Rai e da altre catene, abbiamo purtroppo registrato che rispetto ai fatti venezuelani, vige una informazione a senso unico che rilancia esclusivamente le posizioni e le interpretazioni di una delle parti che si confrontano.
Abbiamo anche letto e ascoltato spesso che l’attenzione prestata alla situazione venezuelana viene giustificata per la presenza in Venezuela di una ‘consistente comunità italiana o di origine italiana’ in sofferenza e che sembrerebbe essere accomunata in modo unanime alle posizioni dell’opposizione.
Noi sottoscrittori di questa lettera, siamo membri di questa comunità. Ma interpretiamo in modo assai diverso l’origine e le cause della grave situazione che attraversa il paese dove viviamo da tanti anni e dove abbiamo costruito la nostra vita e formato le nostre famiglie. Siamo in questo paese perché vi siamo arrivati direttamente o perché siamo figli e nipoti di emigrati italiani che raggiunsero il Venezuela nel dopoguerra per emanciparsi dalla situazione di povertà o di mancanza di opportunità e di lavoro in Italia.
In tanti abbiamo condiviso e accompagnato il progetto di socialismo bolivariano proposto da Chavez e proseguito da Maduro, sia come militanti o elettori, sia partecipando direttamente il progetto di un Venezuela più giusto e solidale.
Ciò che era ed è per noi inaccettabile è che in un paese così bello e ricco di risorse e di potenzialità, decine di milioni di persone vivessero da oltre un secolo in una situazione di oggettiva apartheid, al di fuori da ogni opportunità di emancipazione sociale e quindi senza i diritti essenziali che sono quelli di una vita dignitosa, cioè quello delle reali condizioni di vita, di lavoro, di educazione, di servizi sanitari pubblici, di pensioni per tutti.
Questa situazione è durata in Venezuela per oltre 100 anni e bisogna chiedersi perché, soltanto all’inizio di questo secolo, con Hugo Chavez, per la prima volta nella storia di questo paese, questi problemi sono stati affrontati in modo deciso. E come mai, prima, questo non era accaduto. Chi oggi manifesta nelle strade dei quartieri ricchi delle città del nostro paese, gridando ‘libertà!’ dove stava, cosa faceva, di cosa si occupava, prima che Chavez fosse eletto in libere elezioni democratiche?
In questi anni, diverse agenzie dell’Onu e l’Onu stessa, hanno certificato che il Venezuela è stato tra i primi paesi al mondo nella lotta alla povertà, all’analfabetismo, alla mortalità infantile, raggiungendo risultati che non hanno confronti per la loro entità, rapidità e qualità.
Si citano la mancanza di prodotti di primo consumo e di farmaci, ma nessuno dice che è in atto una azione coordinata di accaparramento e di speculazione che ha fatto lievitare i prezzi e fatto crescere in modo esponenziale l’inflazione. Chi ha in mano il settore dell’importazione di questi prodotti? Alcune grandi e medie imprese private per giunta sovvenzionate dallo Stato. La penuria di questi prodotti è in realtà l’effetto dell’inefficienza di questi gruppi privati nel migliore dei casi, o piuttosto dell’uso politico che essi stanno operando, analogamente a quanto avvenne in Cile, nel 1973 per abbattere il governo democratico di Allende.
E’ evidente che l’obiettivo principale di questa specie di rivolta dei ricchi (perché dovete sapere che le rivolte sono situate solo nei quartieri ricchi delle nostre città) sia rimettere in discussione tutte le conquiste sociali raggiunte in questi anni, svendere la nostra impresa petrolifera e le altre imprese nascenti che operano in settori strategici, come il gas, l’oro, il coltan, il torio scoperti recentemente e in grandi quantità nel bacino del cosiddetto arco minero: l’obiettivo di questi settori sociali è tornare al loro mitico passato, un passato feudale in cui una piccola elite godeva di tanti privilegi e comandava sul paese, mentre decine di milioni languivano nell’indigenza.
Noi non abbiamo una ‘verità’ da trasmettervi; abbiamo però tante cose che possiamo raccontare e far conoscere agli italiani in Italia. Che possiamo dire ai vostri giornalisti e ai vostri media. A partire dal fatto che la comunità italiana non è, come oggi si vuol dare ad intendere, schierata con i violenti e con i vandali che distruggono le infrastrutture del paese o con i criminali che hanno progettato e che guidano le cosiddette proteste che non hanno proprio nulla di pacifico.
La comunità italiana in Venezuela è composta di circa 150 mila cittadini di passaporto e oltre 2 milioni di oriundi. Questi cittadini, che grazie alla Costituzione venezuelana approvata sotto il primo governo di Hugo Chavez possono avere o riacquisire la doppia cittadinanza, hanno vissuto e vivono insieme agli altri venezuelani i successi e le difficoltà di questi anni. Gran parte di loro hanno sostenuto e sostengono il processo di modernizzazione e democratizzazione del Venezuela. Molti di loro sono stati e sono sindaci, dirigenti sociali e politici, parlamentari della sinistra, imprenditori aderenti a ‘Clase media en positivo’, ad organizzazioni cristiane come Ecuvives ed hanno sostenuto e sostengono il processo bolivariano. Diversi di loro hanno partecipato alla stesura della Costituzione, che molto ha preso dalla Costituzione italiana. In gran parte hanno sostenuto Hugo Chavez e sostengono Maduro, opponendosi alle manifestazioni violente e vandaliche organizzate dai settori dell’ultra destra venezuelana.
Un’altra parte, limitata, come è limitata l’elite venezuelana, è sulle posizioni dell’opposizione. Grazie a sostegni finanziari esterni svolgono una continua campagna di diffamazione del Venezuela bolivariano in molti paesi, compresa l’Italia.
L’Ambasciata italiana censisce una ventina di associazioni italiane in Venezuela. Si tratta di associazioni costituite sulla base della provenienza regionale dei nostri emigrati (veneti, campani, pugliesi, abruzzesi, siciliane, ecc.) che aggregano circa 7.000 soci e che intrattengono relazioni stabili con l’Italia e le proprie regioni. Solo alcune di queste associazioni, insieme a qualche giornale sovvenzionato con fondi pubblici italiani, hanno svolto in questi anni, in piena libertà, una campagna di informazione contro l’esperienza bolivariana; esse hanno costituito talvolta le uniche ‘fonti di informazione’ privilegiate e accreditate da diversi organi di stampa italiani.
Ma questa non è ‘la comunità italiana’ in Venezuela. Ne è solo una parte limitata, le cui opinioni vengono amplificate da alcuni organi di informazione. Il resto della comunità italiana e il resto del mondo degli oriundi italo-venezuelani si organizza e si mobilità in questo paese nello stesso modo in cui si mobilita e si organizza il resto del paese. Vi è chi è contro e chi è a favore del processo bolivariano.
Da questo punto di vista, non vi è alcun pericolo per la collettività italiana in Venezuela. Come in ogni paese latino americano, e come dovunque, si parteggia e si lotta con visioni politiche e sociali differenti.
Strumentalizzare la presenza italiana in Venezuela è un gioco sbagliato, pericoloso e che non ha alcun fondamento se non l’obiettivo di alimentare lo scontro e la menzogna.”
Caracas, Venezuela, 23 giugno 2017
*. Colectivo de Italovenezolanos Bolivarianos
* V.O.I. – Venezolanos de Origen Italiana;
* CEIC – Colectivo Estudiantes de Origen Italiano
* Circulo   Bolivariano Antonio Gramsci
E-Mail: CBantoniogramsci@hotmail.com
[seguono 83 firme individuali]

VENEZUELA

Storia_ Il 27 febbraio 1989 il CARACAZO in Venezuela

La vittoria e la conferma di Hugo Chávez viene da lontano, molto lontano.
27 FEBBRAIO 1989 CARACAS (VENEZUELA).
di Davide Matrone
CARACAZO 27 - 28 febbraio 1989 a Caracas in Venezuela
CARACAZO 27 – 28 febbraio 1989 a Caracas in Venezuela
Il 27 febbraio del 1989 ha inizio, nella città di Guaranas (40 km da Caracas) una delle più grandi ribellioni popolari mai registratesi in Venezuela. La protesta ben presto si allargò fino alle strade della capitale del paese, dove migliaia di persone scesero in piazza per protestare contro le misure liberiste del presidente venezuelano Carlos Andrés Pérez che aveva annunciato alcune politiche economiche antipopolari quali:
– liberalizzazione di tutti i prodotti in commercio (con alcune eccezioni)
– aumento delle tariffe dell’acqua, dell’energia elettrica, del gas domestico e del telefono
– aumento delle tariffe dei trasporti del 30%
– sottomissione ad un programma economico, sotto la supervisione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) con il fine di ottenere un  prestito di 4500 milioni di dollari in 3 anni.
In due giorni si registrarono dure contrapposizioni tra l’esercito e la popolazione civile. Il 28 febbraio, si terranno gli scontri più duri che porteranno alla morte di centinaia di persone. Il bilancio finale di questo massacro fu enorme. Le cifre, ancora oggi, non coincidono e vanno dai 300 morti (secondo le fonti ufficiali) ai 3500 morti (secondo le denunce avanzate da organizzazioni non governative).
La repressione durante il CARACAZO
La repressione durante il CARACAZO
Anche il Venezuela, ebbe la sua porzione di  desaparecidos (scomparsi) come in Argentina o in Cile degli anni precedenti. Secondo le relazioni di alcune O.N.G. in difesa dei diritti umani, tra le quali la COFAVIC, si calcolarono approssimativamente circa 2000 desaparecidos e 68 morti ritrovati in alcune fosse comuni.
I protagonisti principali di questa pagina dolente della storia del Venezuela, poco conosciuta nel primo mondo civile e democratico, furono il Presidente Carlos Andrés Pérez del partito Acción Democrática (partito social – democratico che insieme al Copei di ispirazione social – cristiano si sono alternati al potere per 50 anni dal 1958 al 1993) e il popolo che paralizzò l’intera città. Tra i responsabili figura anche l’italo – venezuelano, Italo del Valle, all’epoca Ministro della Difesa Venezuelana, che fece mobilitare interi reparti della Polizia Metropolitana, delle Forze Armate e dell’esercito.
Questa sollevazione popolare prese il nome di CARACAZO dalla città Caracas, ricordando un altro episodio di violenza passato in Colombia il 9 aprile del 1948 con l’uccisione di Gaitán (candidato indipendente per il Partito Liberale per le presidenziali): il BOGOTAZO.
Il BOGOTAZO avvenuto nell'aprile del 1948 a Bogotà (Colombia), sarà l'inizio di una lunga guerra civile
Il BOGOTAZO avvenuto nell’aprile del 1948 a Bogotà (Colombia), sarà l’inizio di una lunga guerra civile
Eppure di queste sollevazioni e di questi massacri nel nostro occidente non vi è traccia, non si ricordano immagini come invece accadde nel caso delle proteste di Piazza tien an men nella Cina Comunista (forse è questo l’elemento che fa la differenza) proprio nel 1989 tra il mese d’aprile e il mese di giugno.
Le proteste in Piazza Tien an men in Cina 1989
Le proteste in Piazza Tien an men in Cina 1989
Il nostro occidente sceglie, attraverso i suoi mezzi di informazione, quali stragi e massacri bisogna dar da bere ai propri popoli e quali no. E’ evidente che i massacri avvenuti in America Latina, con il bene placito dei vari Presidenti corrotti e fantocci degli Usa, non hanno mai avuto spazio nei nostri telegiornali perché ritenuti scomodi e imbarazzanti.
Questo del 17 febbraio del 1989, quando al governo non c’era nessun dittatore o populista pericoloso come Hugo Chávez (che vince ininterrottamente e democraticamente dal febbraio del 1999 attraverso elezioni popolari) ma un Presidente civile e democratico (che fece massacrare centinaia o forse migliaia di civili inermi), è solo uno dei tanti massacri nascosti.