L’imprenditore edile romano Alfio Marchini ha annunciato oggi, nel corso
della trasmissione
In 1/2 ora, che si candiderà a sindaco di Roma alle
elezioni previste per il prossimo anno. Secondo giornalisti e commentatori, la
sua candidatura è appoggiata dalla famiglia Caltagirone, l’altra grande famiglia
di imprenditori edili della capitale. Marchini intende creare una lista civica
perché, ha detto: «L’offerta politica e partitica non soddisfa né le mie
aspettative né quelle del 40-50% della gente».
Da quando, circa un mese fa, cominciarono ad uscire le prime indiscrezioni su
una sua possibile candidatura, negli ambienti giornalistici si è discusso molto
sulla possibilità che Marchini divenga il candidato del centrodestra o del
centrosinistra. E per giustificare l’una o l’altra ipotesi è stata spesso citata
l’estesa rete di amicizie e conoscenze che Marchini ha nella politica e nella
finanza italiane.
Alfio Marchini ha 47 anni ed è sposato con tre figli. Sua moglie, Franca
Ferruzzi, fa parte di una delle famiglie storiche del capitalismo italiano.
Anche la famiglia Marchini ha una storia importante. Qualche anno fa il
settimanale
Il Mondo scriveva che, assieme ai
Caltagirone, i Marchini da quarant’anni si spartiscono i grandi affari
immobiliari della capitale. L’edilizia è la colonna portante dell’impero di
famiglia, che viene controllato dalla Astrim, una
holding, cioè una
società creata per controllare altre società. Alfio è diventato amministratore
delegato della Astrim nel 1990, quando aveva 25 anni. Ne ereditò la guida dopo
la morte del nonno, soprannominato a Roma “Calce e Martello”, per via della sua
vicinanza al partito comunista.
La famiglia Marchini è considerata tradizionalmente vicina al
centrosinistra. Il nonno Alfio fu un partigiano comunista dei GAP – i Gruppi di
Azione Partigiana che compivano attentati e azioni mirate nelle grandi città – e
insieme al fratello Alvaro costruì e donò al Partito Comunista la sede di via
delle Botteghe Oscure a Roma. Il
Corriere della Sera descrisse il
nonno come un “comunista romano”, cioè cattolico e vicino alla Chiesa. Anche il
nipote Alfio, sempre secondo il
Corriere, sarebbe vicino all’Opus Dei e
amico di Rocco Buttiglione. Di sicuro c’è che una ventina di anni fa investì nel
Sabato, il settimanale di CL chiuso nel 1993, e ne nominò direttore
proprio Rocco Buttiglione.
I giornalisti però, lo descrivono vicino anche alla sinistra, come il nonno.
In particolare, Alfio sarebbe un buon amico di Massimo D’Alema. Proprio in un
palazzo di sua proprietà ha sede la fondazione Italianieuropei, presieduta da
D’Alema, e di cui fino al 2008 Marchini era consigliere
di amministrazione. Nel 1997, quando D’Alema era segretario del PDS,
Marchini investì per breve tempo anche nel quotidiano del partito,
l’Unità. Nel 1994 venne nominato consigliere d’amministrazione della
RAI in quota Progressisti, cioè centrosinistra. Al governo allora c’era Silvio
Berlusconi. Marchini si dimise poco tempo dopo per un disaccordo sulle nomine e
sulla strategia aziendale.
Anche sul versante della finanza le sue amicizie e i suoi contatti sono
numerosi. Marchini è stato per qualche tempo membro del CdA di Banca di Roma –
poi Capitalia e oggi parte di Unicredit – dove venne chiamato da Cesare Geronzi,
uno dei più importanti personaggi della finanza italiana. Una quota della
holding Astrim è posseduta dalla Mittel, una società presieduta da
Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa San Paolo –
e altro personaggio molto importante della cosiddetta “finanza cattolica”.
Ma secondo molti giornalisti e commentatori, l’amicizia più importante per la
sua corsa a sindaco di Roma sarebbe quella con l’immobiliarista esponente
dell’altra dinastia di palazzinari romani, Francesco Gaetano Caltagirone. I due
hanno partecipato assieme ad alcune operazioni finanziarie in Spagna e sono soci
dentro Acea, l’azienda che gestisce il servizio idrico di buona parte del Lazio,
ma sono anche personalmente amici. Caltagirone è il padre di Azzurra
Caltagirone, moglie di Pierferdinando Casini.
Nelle indiscrezioni che lo vedono sponsorizzato da Caltagirone, Marchini
potrebbe diventare il candidato di un’alleanza PD-UdC. Altre indiscrezioni, non
confermate, descrivono Caltagirone in cattivi rapporti con la dirigenza del PD
laziale. Marchini quindi sarebbe il candidato di un’alleanza tra PdL e UdC,
appoggiata da Comunione e Liberazione e fortemente voluta dall’attuale sindaco
di Roma, Gianni Alemanno.
FONTE: IL POST