Elenco blog personale

Visualizzazione post con etichetta ALESSANDRO GILIOLI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ALESSANDRO GILIOLI. Mostra tutti i post

sabato 20 ottobre 2012

SE IN PENSIONE CI ANDASSE ANCHE GIULIETTI?

DAL SITO ART 21 DI GIULIETTI

Lo ”smemorato” Scalfari e il calo di consensi per Monti

scalfarieugenio A volte la memoria fa dei brutti scherzi. Anche al più grande giornalista e commentatore dei fatti italiani, il “decano” Eugenio Scalfari, che da alcuni mesi da quando Monti è diventato presidente del consiglio, non smette ogni domenica di fornire lezioncine di economia politica alla sinistra e alla CGIL. La sua deriva neoliberista è ormai straripata. La sua trasformazione da analista-editorialista a grande guru, “padre nobile” di una nuova maggioranza politica di centro-centro-sinistra, affinchè si instauri un governo “montiano”, magari evitando anche che si svolgano le elezioni politiche del 2013, stridono con il suo senso di rigore costituzionale, mostrato in varie occasioni durante la strenua battaglia del suo giornale, “La Repubblica”, al ventennale regime ingannatore di Berlusconi. Ma in quella battaglia tutto il fronte del giornale era unito come un sol uomo, anche perché così voleva il suo editore, l’ingegner De Benedetti, acerrimo rivale del Cavaliere; mentre oggi la linea editoriale e politica del quotidiano-partito è quanto meno divisa tra pro-Monti e gli scettici. Qualcosa però è cambiato da qualche settimana, da quando cioè il “patron” del gruppo editoriale, l’ingegner De Benedetti, ha rilasciato una dura intervista a “Servizio pubblico”, dove criticava senza mezzi termini l’operato del governo Monti, l’incapacità del PD di svolgere un ruolo propositivo e soprattutto sparava a zero sulla trattativa per la riforma del mercato del lavoro, decretando la parola fine al “simbolo ideologico” da abbattere: l’Articolo 18. Per l’ingegnere questo accanimento sullo Statuto dei lavoratori è assurdo e dannoso, perché non è vero che sia d’impaccio agli investimenti stranieri in Italia né blocchi le aziende nel loro percorso di sviluppo e di ampliamento dell’occupazione.
Un monito che in parte “Repubblica” ha recepito, ma che ha colto in affanno il suo direttore Ezio Mauro, scopertamente ancora pro-Monti, seppure con qualche ravvedimento; ma che certo non ha smosso di un millimetro il neoliberista Scalfari.

Questo giornale-partito, cui va l’onore delle armi per la sua battaglia antiberlusconiana, ha spesso cercato di imporre nell’opinione pubblica di centrosinistra personaggi e progetti politici ad uso e consumo proprio: dal democristiano “di sinistra” De Mita, al socialista “ravveduto dal craxismo”, Amato, al “bacio del rospo” durante il governo Dini, per finire con Veltroni e Rutelli e oggi Monti. Forse abbiamo saltato qualcuno dei leader toccati dalla “mano infausta” di “Barbapapà” (soprannome che circolava un tempo nella sua redazione), ma certo non dimentichiamo le pulci che il suo giornale ha sempre fatto contro il “troppo democristiano” Prodi, quando era presidente del consiglio e quando fu uccellato tutto il centrosinistra con lo scoop “bufala” dello scandalo Telekom Serbia.
Forse qualcuno ha dimenticato gli editoriali plaudenti il “patto scellerato” tra De Benedetti e Berlusconi quando fu siglata l’intesa tra la Mondadori e il gruppo L’Espresso, poi finito in carte bollate e processi ultradecennali? Forse qualcuno ha dimenticato il plauso per l’infausta Bicamerale D’Alema-Berlusconi? Forse qualcuno ha dimenticato l’appoggio alle conversioni interessate, poi subito tramontate, dell’ingegnere con il suo fondo d’investimenti che voleva fare affari comuni col Cavaliere?

Quando si tratta di commentare affari di grande livello politici o finanziari, il nostro “improvvisato Cuccia de noantri” non si tira indietro e ogni volta, alla luce della storia, sbaglia cavallo. E con lui vengono abbagliati anche vasti strati di opinione pubblica progressista. Perché Scalfari è un signor giornalista, che si è formato alla scuola antifascista di quello che fu il grande Raffaele Mattioli, mitico presidente della Comit, la “banca dei massoni” come veniva sprezzantemente definita dai banchieri di scuola cattolica e democristiana. Mattioli fu sempre convinto che si potesse unire le diverse componenti ideologiche del paese (liberali, cattolici e comunisti) per il supremo interesse del paese e per garantire l’equilibrato sviluppo delle grandi imprese familiari. A questo scopo fondò Mediobanca e durante il fascismo ospitò i grandi intellettuali resistenziali, cercando anche di aiutare in segreto Antonio Gramsci, fondatore del PCI, recluso nelle carceri fasciste. Grazie a lui furono salvati e fatti conoscere i “Quaderni dal carcere” del grande intellettuale marxista sardo.

Forse Scalfari, in tarda età, ha scambiato la sua funzione professionale in quella di “padre nobile della patria”, in compagnia del Presidente della Repubblica Napolitano. Certo è che con le sue ultime esternazioni deve aver urtato i sentimenti laici, di azionista, di autentico emulo di Mattioli, che è stato il presidente della repubblica Ciampi.
L’ex-governatore di Bankitalia riuscì nel 1993 a traghettare il nostro paese fuori dalla palude Stigia della bancarotta e della crisi della Lira, grazie anche all’intuizione della cosiddetta Concertazione, patto tra governo e parti sociali per trovare punti di convergenza in grado di far riprendere il cammino dello sviluppo e della speranza all’Italia. Fu anche decisa una forte accelerazione delle privatizzazioni, che però Ciampi voleva fossero attuate secondo il “modello renano” (adottato in Germania con la compartecipazione nei Consigli di sorveglianza delle grandi imprese, anche bancarie, di rappresentanti dei Lander, le regioni-stato, i sindacati e gli azionisti privati), e non quello inglese, che fu poi invece largamente utilizzato seguendo le ricette neoliberiste del professor Andreatta, economista bolognese, senatore della sinistra DC.
Le grandi imprese del “Capitalismo familistico italiano” (definizione quanto mai azzeccata del professor Guido Rossi) ringraziano ancora. Scalfari appoggiò quella scelta ideologica e ancora oggi rimpiange una certa riluttanza della sinistra e della CGIL a proseguire il cammino allora intrapreso.

Oggi la “Stella polare” della Concertazione, come la definì Ciampi, che ci portò dritti a testa alta nell’Euro e che ha permesso all’Italia di superare le varie crisi finanziarie dell’immenso debito pubblico senza grossi strappi sociali, per Monti e Scalfari non ha più senso e i sindacati dovrebbero abbandonare le loro rendite di posizione, per il bene ultimo della stabilità economica e politica, pronube Mario Monti e la grande accoppiata PD-UDC e parte del PDL ripulito dalle scorie berlusconiane. Altrimenti, è la sua infausta previsione da Cassandra, lo spread tornerà a volare, la recessione si aggraverà e il “bau-bau” Berlusconi-Bossi tornerà a vincere. Da qui il suo plauso per la riforma “lacrime e sangue” delle pensioni, l’orrido decreto sulle finte liberalizzazioni, le riforme strutturali e istituzionali, compreso il famigerato mercato del lavoro con tanto di abolizione ideologica dell’Articolo 18. Se poi, il popolo italiano, dai metalmeccanici Fiat, ai cassintegrati, ai giovani precari e disoccupati, ai pensionati e alle famiglie non sanno più come tiare a campare, tutto questo va preso come un “male minore” per il bene sommo della stabilità dei conti pubblici e del sistema capitalistico “compassionevole”. Non si capisce, comunque, perché il PD e il resto della sinistra dovrebbero ingoiare una medicina così amara, quando per anni hanno contrastato con successo proprio queste ricette iperliberiste che Berlusconi e Tremonti cercavano di far passare, nonostante (o per fortuna!) l’opposizione interna della Lega di Bossi. Forse perché: “se lo dice Scalfari, è cosa buona e giusta”? Anche a costo di perdere le elezioni del 2013!
La crisi dei partiti  è forte e lacerante per il tessuto democratico del paese e la disaffezione per le elezioni sono un allarme minaccioso per il nostro futuro; il calo dei consensi del 20% quasi dell’opinione pubblica nei confronti dell’operato del governo Monti, la settimana dopo la disastrosa battaglia vinta dalla ministra Fornero sull’Articolo 18 e la ritrovata unità di azione dei sindacati confederali provano che non sempre le ciambelle escono con i buchi. Ecco, quindi, la virata a 180 gradi di “Repubblica” (il vicedirettore Giannini in primis e il direttore Mauro a ruota), che cerca di prendere le distanze e navigare verso nuovi lidi, per ora sconosciuti, dell’opposizione che verrà.
Chissà dunque se l’ultimo  “decano” del giornalismo democratico italiano (dopo la morte di Montanelli, Biagi e Bocca) se ne accorgerà!

Dimenticarsi la storia patria è un vezzo da grandi intellettuali. Chiudere gli occhi alla realtà che ci circonda, purtroppo, è frutto o di scelte ideologiche oppure di invecchiamento senile delle sinapsi.
29 marzo 2012

  • Italo Pattarini scrive:
    IL CREPUSCOLO DEGLI DEI. SE ANCHE GLI DEI ANDASSERO IN PENSIONE CI RISPARMIEREBBERO QUALCHE DELUSIONE.
    -------------------

    Caro Pattarini, signore che stava a p.zza Farnese col cartello in onore di Gilioli,  mentre io mi incazzavo per i soliti discorsi triti e ritriti, il rimpallo delle colpe, lui se ne stava zitto zitto lontano dal palco e si faceva i cavoli suoi, tanto avra' pensato: 
    quella è matta, ma come si permette di disturbare cotanti celebri giornalisti? pussa via...
    INSOMMA IO DIREI:
     E SE CI ANDASSE ANCHE GIULIETTI IN PENSIONE?  
    NON E' ORA DI SMETTERLA DI PRENDERE PER IL CU@O GLI ITALIANI?

venerdì 12 ottobre 2012

I SOGNI DI ALESSANDRO GILIOLI...che scopiazza il blog di Beppe grillo


Alessandro Gilioli dal Blog Piovono Rane, ha partorito un nuovo sito web, insomma un BLOG che si chiama:
SU LA TESTA L'ITALIA RICOMINCIA DA TE...
sembra un annuncio di Berlusconi, mi ricorda chesso' ITALIA ALZATI...
il blog è una imitazione di quello di Beppe Grillo, evvabbe' pazienza, l'importante sono le intenzioni, sicuramente buone. QUI

PS: Pardon devo dire a che serve? bene, tratta 10 punti di proposte concrete che sara' difficile che si realizzino in tempo breve, giudicate voi:

1. LA DEMOCRAZIA RUBATA, LA FINANZA E L’EUROPA DEI TECNOCRATI

Vogliamo un’Europa dei cittadini, non dei tecnocrati. Un’Europa cioè dove le persone possano scegliere con il voto un parlamento e un governo sovrani. Un’Europa dove ogni cittadino abbia diritti sociali come il reddito minimo garantito, la casa, maternità e paternità. Un’Europa che abbia il coraggio di tagliare le unghie la finanza e di mettere fine alla speculazione, tassando per esempio le transazioni finanziarie e regolando i mercati. Qui la versione estesa e commentabile.


2. BASTA PRECARIATO E SFRUTTAMENTO, NASCE IL NUOVO WELFARE

Precarietà zero e diritti sociali universali: cioè eliminare le forme contrattuali precarie e comunque pagare di più il lavoro temporaneo. Ma anche raddoppiare i posti negli asili nido e un piano di investimenti per garantire con i servizi pubblici quel lavoro di cura che oggi grava tutto sulle donne. Indennità di disoccupazione, malattia, maternità e paternità, affitti calmierati devono essere diritti di chiunque lavori: che sia dipendente, indipendente, o con altre forme contrattuali. Qui la versione estesa e commentabile.


3. TASSARE I RICCHI E GLI SPECULATORI, TAGLI ALLE SPESE MILITARI

Un sistema fiscale che chieda ai più ricchi, alla rendita e alla speculazione finanziaria i soldi per estendere a tutti i diritti sociali e per fare gli investimenti in un’economia nuova che ci faccia uscire dalla crisi. Tassare i redditi che vengono trasferiti nei paradisi fiscali, carcere per chi evade, lotta al riciclaggio di denaro e all’economia illegale sono solo alcuni esempi di dove andare a cercare i soldi. Tagli severi alle spese militari e ai costi della politica. Qui la versione estesa e commentabile.


4. MA QUALI GRANDI OPERE: SALVIAMO TERRITORIO E AMBIENTE

Uscire dalla crisi con un Paese migliore e non peggiore rispetto a quello di prima. Tra cinque anni l’Italia deve produrre beni nuovi: tutela del suolo e trasporto pubblico anziché grandi opere, riciclaggio e riuso dei rifiuti invece che discariche e inceneritori, energie rinnovabili, produzioni culturali e creative. Qui la versione estesa e commentabile.


5. DIRITTI CIVILI, STATO LAICO, NO PRIVILEGI AL VATICANO

Uno Stato laico e diritti civili: per tutte e tutti. Estensione universale, indipendentemente dal genere e dall’orientamento sessuale, di tutti i diritti civili, inclusi matrimonio e adozione. Diritto di ognuno a morire con dignità e abolizione della legge proibizionista sulla procreazione assistita. Cancellazione dei privilegi delle Chiese. Dignità dei detenuti, certezza della pena, diffusione di pene alternative al carcere. Diritti fondamentali per tutti gli stranieri residenti in Italia. Qui la versione estesa e commentabile.


6. CAMBIAMO IL VOLTO ALLA POLITICA

Bisogna cambiare il volto della politica: una legge sui partiti che garantisca la democrazia interna agli iscritti e tetti severi e regole ferree sui finanziamenti. Sostituzione di indennità e vitalizi con normali stipendi, su cui pagare tasse e contributi, per i rappresentanti dei cittadini. Limiti severi ai finanziamenti privati alla politica. Una legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di eleggere i singoli parlamentari e l’obbligo per le liste di scegliere i candidati in base alle primarie. Qui la versione estesa e commentabile.


7. INFORMAZIONE LIBERA, CONFLITTO D’INTERESSI, DIRITTO A INTERNET

Una legge sul conflitto di interessi per impedire che si sommino potere economico o mediatico e potere politico. Vogliamo che i vertici della Rai siano scelti dai cittadini che pagano il canone. Internet deve diventare un diritto fondamentale inserito nella Costituzione. Vogliamo la neutralità della Rete, la digitalizzazione della burocrazia, opendata e trasparenza universale, carta dei diritti degli utenti del web, forte flessibilizzazione del copyright e open source per la pubblica amministrazione. Qui la versione estesa e commentabile.


8. UNA GIUSTIZIA DAVVERO UGUALE PER TUTTI

Una giustizia uguale per tutti. La prescrizione non deve cancellare il processo ed il reato. Confisca dei beni per i condannati per reati contro la pubblica amministrazione. Introdurre il reato di tortura. Possibilità di richiedere un processo civile online. Norme severe contro la corruzione. Qui la versione estesa e commentabile.


9. SCUOLA, UNIVERSITA’ E RICERCA PUBBLICHE, LAICHE, LIBERE

Vogliamo una scuola pubblica, laica, libera. Estendere il tempo pieno per combattere le disuguaglianze. Eliminare i finanziamenti alle scuole private e portare il sistema di diritto allo studio (case, mense, borse, trasporti) a livelli europei. Piano straordinario di reclutamento massiccio e con tempi certi sia nella scuola che nell’università. La ricerca, universitaria e non, come strumento per una nuova economia. Qui la versione estesa e commentabile.


10. UNA SANITA’ APERTA, UNIVERSALE E UMANA

Ogni politica sul tema della sanità deve basarsi sul principio che la garanzia della salute è un fattore di crescita e di benessere prima che un costo da tagliare. Vogliamo ridurre del 70 per cento in 5 anni la quantità di servizi e personale affidati all’esterno. Il diritto alla salute deve venire prima di ogni autonomia locale: se una regione non è in grado di tutelare la salute di una persona malata deve intervenire lo Stato centrale. Qui la versione estesa e commentabile.


giovedì 11 ottobre 2012

.MASSIMO D'ALEMA...ULTIMO POST SULLA SINISTRA ..E' MORTA'...





linda scrive: sul blog di GILIOLI PIOVONO RANE...
11 ottobre 2012 alle 09:04
Racconta Mussi grande amico di D’Alema:

Qualche anno dopo vanno ad inaugurare la barca di D’Alema costruita in un cantiere di Cervia. Un comet di dodici metri color amaranto ribattezzato Margherita dal nome della nonna di Massimo D’Alema e comprato insieme alla Cugina Carla Modesti ( sistemata alla Camera dei deputati) e a un cugino Massimo Bologna (datore di lavoro di mio marito per circa 15 anni tra nero e non). Carla Modesti e Massimo Bologna, un piccolo imprenditore dell’abbigliamento che, dopo aver sfondato nei mercati orientali, ha venduto la sua azienda e si è messo a fare lo skipper . La prima uscita del Margherita non è esaltante. Appena arrivati non possono metterla in acqua perche’ il mare è grosso, il giorno dopo la bassa marea manda in secco la barca.
Mussi D’Alema e parenti iniziano a navigare, si unisce anche Veltroni, fanno grandi pescate in mare profondo con le lenze piene di bolentini preparate da Mussi.
i conti della serva in casa D'Alema...

———————————-

Quando questo SIGNORE di nome Massimo D’Alema detto “O PRINCIPE” oppure come scrisse Ostellino “IL PIU’ BEL FICO DEL BIGONZO”…non si preoccupo’ minimamente di tutto il personale che venne buttato in strada dal caro nullafacente cugino Massimo Bologna…l’azienda la mandava avanti un suo amico e compagno di scuola con la sorella DANIELA MAZZA che creava modelli e capi di abbigliamento veramente belli, tanto che ancora oggi lei ha una sua azienda. Il tipo Massimo Bologna, licenzia tutti scioglie la societa’ e comincia a navigare con D’Alema…e qui naturalmente la faccenda che io ho portato e porto in rilievo è:

un privato datore di lavoro con azienda al di sotto dei 15 dipendenti puo’ licenziare come e quando vuole ( come scrisse Piero Ottone quando venne a conoscenza della faccenda, conservo l’articolo) certamente lo hanno sempre fatto, i sindacati sempre zitti, salvo sbraitare per la FIAT L’ALITALIA e i grandi carozzoni dello stato…certamente che si poteva licenziare, ma il licenziamento del personale deve essere motivato e la liquidazione che si deve dare anche per una giusta causa (ma in questo caso la causa non mi sembrava giusta ma piuttosto leggera e superficiale) Legge 604 del 1966…Art. 8 che prevede la TUTELA OBLIGATORIA… obbliga il datore di lavoro a risarcire il danno versando una indennita’ da un minimo di 5′ ad un massimo di 12 mensilita’.Segue la legge 108 del 1990 che per evitare il referendum per estendere l’Art. 18 a tutte le imprese, stabilisce che per la TUTELA OBBLIGATORIA le piccole aziende al di sotto dei 15 dipendenti per licenziamento senza giusta causa deve versare un indennita’ pari a 2,5 e massimo 6 mesi mensilita’.

Stabilito che Massimo Bologna e tutta la famiglia felice D’Alema che andava in barca dopo aver buttato in mezzo alla strada 15 persone, non rispetta la giusta causa…nega le liquidazioni adducendo motivi miseri e meschini, rimanda di giorno in giorno e provoca l’agonia di diverse persone, nella indifferenza della “stimata” famiglia D’Alema/ Modesti.

Io ho fatto pubblicare tutta la faccenda da IL GIORNALE di Berlusconi, ripagandolo con la stessa moneta, lui inciuciava con silvio io lo usavo per sputtanarlo.

D’Alema mi manda un fax dove mi dice che lui non rispondera’ mai tramite IL GIORNALE di silvio…ma a me si, quindi mi invitava da lui a chiarire…ma cosa c’era da chiarire? le ho consegnato a mano una lettera al vetriolo nella sua meravigliosa residenza di ITALIANIEUROPEI, un luogo meraviglioso in una traversa di P.zza Fontanella Borghese…la lettera c’è l’ha anche Gilioli, che non mi ha comunicato se gli è piaciuta o no, glilo chiesto due volte ma non mi ha mai risposto.

Con quella lettera che io pubblichero’ sul mio blog si chiudera’ la mia vita in una casa passata all’INPS per i buffi creati dall’impiego pubblico, di cui non ho piu’ diritto a restare essendo morosa, ma sfido chiunque a pagare un affitto anche minimo con 490 euro al mese di pensione per 25 anni di versamenti INPS – impiegato al 3°livello…questa è la storia che puo’ capitare ad un lavoratore delle piccole aziende al di sotto dei 15 dipendenti…si finisce ad abitare sotto i ponti.

Pero’ una soddisfazione io l’ho avuta, comunicare a Massimo D’Alema tutto il mio disprezzo, l’ho pagata cara ma volete mettere la gioia provata?
mio padre con la sua storia di generoso operaio litografo comunista licenziato dal Ministero della Difesa perche’ aveva la tessera del PCI e della CGIL, lo perseguitera’ nei suoi sogni…non avra’ pace.

Ci siamo amici e compagni…ci hanno preso per il cu@o per tanti anni, ma la loro fine è prossima!

PS: Caro De Benedetti, capisco che lei al contrario di me ha paura di diventare povero, ma gli sembra giusto che prima dichiari a Paolo Guzzanti che D’Alema ha fatto tantissimi errori e non capisce piu’ la sua gente, il caso Puglia insegna, lei dichiara che persino silvio ha fatto qualcosa, e dice ancora che Bersani è un leader inadeguato…perche’ ha cambiato idea? ha paura di che?

Vai D’Alema scendi dalla barca, dalla tua vita dorata, e fatti una bella nuotata come Grillo!
linda scrive:
11 ottobre 2012 alle 09:06

Pardon qualche anno dopo (la morte della compagna di D’Alema)
linda scrive:
Il tuo commento è in attesa di moderazione
11 ottobre 2012 alle 09:17

Non ho fatto causa a Massimo Bologna per il suo indegno comportamento e per aver chiuso con una liquidazione non adeguata ai termini di legge…mi sono riservata il disprezzo nei loro confronti…i soldi non sono tutto per una persona come me, forse non ho mai dato il “giusto” valore al denaro, ma non me ne sono mai pentita e neanche oggi che sto perdendo la casa sono pentita.
L’unico dolore me lo danno i figli, pensando che io non sono normale.
La fine degli onesti, il trionfo del denaro senza odore, dolore, valore, silvio ha trionfato, grazie ai nostri amati compagni!
-------------

LETTERA CONSEGNATA A MANO A MASSIMO D'ALEMA datata 28 settembre 2002:

Egr. "SIGNORE", finalmente sono riuscita a comunicare con lei, ci voleva una provocazione lanciata da un giornale di Berlusconi, per un fatto doloroso, molto doloroso, perche' perdere un lavoro a 57 anni in Italia è drammatico.
Io "SIGNORE" sono cresciuta in una famiglia comunista "plebea", mio padre era litografo e lavorava al Ministero della Difesa dal 1938 - fu licenziato nel 1953 perche' attivista comunista - ero una bambina di 7 anni, molto legata a mio padre, non trovo' lavoro per molto tempo, con il marchio di comunista non lo voleva assumere nessuno , i padroni erano di destra - dopo privazioni di ogni genere, fu riassunto dove aveva lavorato da ragazzino, all'IGAP una litografia attaccata a Botteghe Oscure, vi rimase molti anni con un idea solo in testa: riavere giustizia per l'ingiusto licenziamento, la CGIL si batte' per anni affinche' a questa gente fossero ridati i propri diritti. Quando questo accadde, mio padre era morto di crepacuore, mia madre ebbe tutti gli arretrati come se mio padre avesse lavorato presso il Ministero fino al compimento della pensione. Finalmente per mia madre dopo tanta sofferenza e privazioni, arrivo' un po' di tranquillita.
Io con un diploma commerciale non ptendo proseguire gli studi, andai a lavorare a 17 anni come segretaria, felice di aiutare materialmente i miei genitori.
Caro "SIGNORE" mentre lei cresceva coccolato e al sicuro e si preparava la sua carriera politica, io conoscevo la vita vera al di fuori di ogni protezione familiare, sperimentando il lavoro nelle aziende private con dignita' e responsabilita, come mi aveva insegnato mio padre.
Mi diceva: quando hai qualcosa in piu' la devi dividere con chi non ne ha.
Alla domanda in cui mi chiede perche' mi sono rivolta a lei, glielo spiego subito:
quando Massimo Bologna licenzio' mio marito, rimase dall'oggi al domani senza una lira, il caro cugino che faceva parte della sua bella famiglia molto unita, la conferma sta' anche nella sua biografia - andavate in barca assieme divertendovi molto - ebbe un comportamnento a dir poco vergognoso, che non mi sarei mai aspettata da un compagno. Presi in mano la situazione perche' mio marito era cascato in una depressione tremenda e contattai Massimo Bologna chiedendo la liquidazione di mio marito , erano scaduti i termini. Dopo trattative vergognose - chiesi piu' volte di parlare con lei - ammise di essere un incapace, aveva l'abitudine di far lavorare gli altri, lui mangiava merendine al cioccolato tutto il giorno, alle spalle aveva il padre che da operaio comunista diventato ricco palazzinaro, lo salvava dalle sue incapacita'. Minacciando che avrei detto tutto ad un giornale mi ha dato una misera liquidazione in due giorni, per chiudere 13/15 anni di lavoro tra nero e regolare, non certo conforme alla legge e al contratto, che come lei sa i commercialisti aggirano le leggi molto bene, sono stata una segretaria di diverse piccole aziende, so benissimo come vanno queste cose, per togliere una lira ad un dipendente ci studiano la notte e poi sbandierano di essere tutti di sinistra.
Questa storia mi fece cadere la stima per la sua bella famiglia ed anche verso di lei che stava inciuciando con tutta quella parte democristiana che aveva ammazzato mio padre e quel poveraccio di Pautasso - con gli ordini che venivano dall'America.
Caro "Signore" l'Italia è un brutto paese, ci viono troppi furbi, tra pubblico e privato c'è un abbisso di trattamento, è stato creato da voi tutti per farvi un bel serbatoio di voti - Marco Travaglio scrive nel "Manuale del perfetto impunito" :
gli italiani si sono prostituiti per un posto di lavoro fisso. Io non la penso cosi, non li giustifico, le prostitute danno del loro, invece questi PARASSITI lo stato li paga, facendo crescere a dismisura il famoso buco e facendo pagare a TUTTI questa vergogna. La famosa flessibilita' la proviamo solo noi nel privato - ci siamo piegati cosi tanto che una parte del nostro corpo è assai dolorante.
La mia condanna nei suoi confronti "SIGNORE" è morale, SOLTANTO MORALE, NON ACCETTO LA SUA LINEA POLITICA, NON SE LA PUO' PERMETTERE, E' DI DESTRA E NON DI SINISTRA - E ALLORA LA LASCI FARE A BERLUSCONI, con tanta merda che abbiamo avuto in 50 anni di "democrazia", ma veramente crede che consideriamo Berlusconi peggiore di Agnelli? sono state fatte anni di lotte con il sindacato ma non siamo mai arrivati a pagare l'affitto e a mangiare o una cosa o l'altra, forse avete inciuciato troppo e per mantenere i vostri privilegi vi siete addomesticati ,. e adesso? non riusciamo neanche piu' a mangiare, contento "SIGNORE"?
Lei "SIGNORE" ama il mare , ma quel mare si sta riempendo di cadaveri di poveri diavoli in cerca di sopravvivenza, disoccupati al sud che si danno fuoco - giovani che per lavorare vengono umiliati da queste agenzie di lavoro private, li mandano da una parte all'altra come pacchi postali, tutto questo nella indifferenza completa di voi politici, sindacati, e cittadini, nel mentre lei pensa a farsi una barca piu' grande, piu' bella, mi chiedo "SIGNORE" se lei ha un cuore, e mi chiedo cosa ha provato quando il telegiornale ha dato la notizia che Bernardo Romano disoccupato napoletano era morto con ustioni in tutto il corpo e l'anno prima sempre di agosto ne era morto un altro nello stesso modo.
Potrei continuare "SIGNORE" ma penso sia sufficente per farle capire perche' mi sono rivolta a lei.
Lei "SIGNORE" mi scrive che è a mia disposizione per ogni cosa mi sia utile, la ringrazio SIGNORE, la sento molto lontana - I DANNI CI SONO STATI TUTTI _ la ringrazio ma ho bispogno solo di buona salute per lavorare con i contratti co co co a euro 4.60 l'ora lorde per collaborazione di marketing.
Un saluto e tolgo il disturbo.

PS: Che strano "SIGNORE" che lei mi scriva che non risponde al giornale del fratello di Berlusconi, ma lei non si è fatto pubblicare un libro da Berlusconi?
Un ultima cosa "SIGNORE" L'Ulivo è morto.



martedì 18 settembre 2012

LA POLVERINI E' CASCATA DAL PERO...LO SAPEVO...


Un commento che ho lasciato sul blog: PIOVONO RANE di Gilioli

Lo sapevo che la Polverini cascava dal pero e adesso strilla si agita e minaccia. Bene signora Polverini amica di Rositani e partecipante alla sagra del peperoncino con l’elicottero a spese nostre e che poi ha strillato come una lavandaia protetta da Rositani uomo di Fini nella Rai, nel consiglio di amministrazione. A proposito immagino come si troveranno a disagio il magistrato Colombo e la Tobagi quando si tratta di assumere con la spartizione politica, o non lo fanno piu’? ma dai lo hanno fatto fino a ieri, e lo faranno ancora, basta vedere tutte le facce nuove che si muovono la dentro, il covo dei privilegiati Rai, il covo dei milionari, il covo nella Regione Lazio che vanno ad ostriche e champagne. Montino che fa’? lo dice come ha speso i soldi che si è cuccato?
Gilio’ io so cretina, hai fatto bene a far passare il post con l’offesa di Desmond, lui si che puo’ dare del nazista a Walter, ma se io lo do a lui perche’ mi annoia a morte con le sue nozioni imparate a memoria e certificate da un pezzo di carta, io so cretina.
La NATO non doveva controllare il territorio campano, bene, alla Rai tutti beccano milioni su milioni, la NATO che c’entra? nulla… c’entra il consiglio di amministrazione…che ca@@o amministra? c’entra lo statuto stravolto da quintali di pubblicita’, quindi c’entra la Sipra, e ancora si parla di servizio pubblico…c’entra che famije famose la occupano da anni e pantalone paga, c’entra che silvio cia’ piazzato (venduto)tutti i suoi prodotti endemol …persino quella faccia da bambino gnucco di Fazio lavora e becca un sacco di soldi con un prodotto di silvio…ma lui si sente tanto de sinistra…tantissimo de sinistra, spero che se lo becchi la 7 cosi pure lui rimarra’ disoccupato ma milionario, come la Dandini, La Guzzanti e che investiranno i proventi de sinistra con l’ennesimo imbroglione pariolino.

Bene speriamo che il pero dia i suoi frutti ancora…

martedì 28 agosto 2012

BEPPE GRILLO...alessandro gilioli


Erano anni che non lasciavo un commento sul blog di Beppe Grillo, lo seguivo e basta, delusa molto delusa dalla "mia" sinistra che oramai è diventata una sogliola sotto il governo Monti. Vogliono che a pagare la loro ingordigia i loro errori siamo tutti,tutti gli italiani anche quelli senza colpa ne peccato. A lasciare il commento sono stata stimolata dal giornalista Alessandro Gilioli che si ritiene in dovere di decidere quanto tu ti possa esprimere sul blog PIOVONO RANE... Io ho sperato ma la sinistra è sempre uguale. o cosi o pomi e io decido quanto tu possa dire.

Risposta di Gilioli...
Io vorrei dividere solo la quantità dei tuoi commenti, tipo che cinque al giorno bastano no?

Gilioli decide che uno puo' scrivere sul suo blog, ma non troppo...(...) piu' o meno girando sulla rete da 15 anni a nessun giornalista piace che si esprimano troppe opinioni personali o peggio denunce di vergognose prepotenze di nepotismo familismo cooptazione in posti pubblici. D'Altra parte perche' meravigliarsi, quando un giornalista come Gilioli ritiene che la sentenza emessa in Norvegia nei confronti di un uomo che ha commesso una strage di innocenti, sia un segno di civilta' farlo stare in celle comode e confortevoli tanto da essere paragonate ad un hotel a qualche stella? fregare un posto di lavoro con furbizia per Gilioli sara' una quisquiglia...per me è segno di incivilta' di prepotenza di squallido favoritismo e addebito vergognoso a tutta la comunita' aggravando il debito pubblico...infatti siamo alla merce' di chi ci potrebbe far precipitare in una voragine senza scampo, innocenti e colpevoli.




Caro Beppe, sono stata una delle prime ad entrare nel tuo blog per seguire una speranza di cambiamento.
Eravamo in tre a volere i meet ap...io
cima linda, elisabetta carosi e un altro che non ricordo, poi per delusioni varie non ho piu' partecipato. Ho continuato pero' a seguire te e ad approvare non proprio tutto di quello che scrivi e dici, ma sicuramente sono d'accordo su molte tue decisioni... sono stata d'accordo sul VAFFANCULO rivolto ai vari politici inverocondi....GRANDE LIBERAZIONE...(...)
Ti ho dedicato l'intestazione del mio blog che si chiama ITALIANISCOSTUMATI...ti ringrazio pubblicamente per come vai a riscaldare i cuori di noi italiani ridotti in miseria...ma sicuramente ci saranno anche tanti italiani furbetti ad ascoltarti e a volersi intrufolare nel tuo movimento. Sei severo e fai bene, di Scilipoti c'è ne basta uno.
Grazie Beppe, grazie di cuore, stai riscaldando i cuori di tanti giovani che ti voteranno alle prossime elezioni, ti voteremo in tanti, veramente tanti, grazie grazie grazie per come ti spendi e per quello che dici.
lc

PS: L'on. Napoli ieri sera sulla 7 ha detto che il tuo patrimonio da 2 milioni è aumentato a 4...bene bene mi fa piacere, ti auguro di portarlo a sei milioni di euro...te li meriti tutti!
28.08.12 09:42|

lunedì 30 luglio 2012

ALESSANDRO GILIOLI...



Caro Gilioli, noi ci siamo scritti privatamente e io ti ho raccontato cose che non amo dire pubblicamente, tornando ai nove milioni di poveri di cui mi ONORO di far parte, mai andata col cappello in mano da nessuno e te lo dimostrato, perche' solo carta canta...per questa gente quale sara' la soluzione? perdere la casa? finire sotto i ponti? certo se avessi usato il cappello e avessi bussato alla porta di D'Alema umile e convinta fans come fiordaliso, magari starei come la cugina carnale di D'Alema Carla Modesti, sistemata alla camera dei deputati nella biblioteca, ringraziata pubblicamente in un libro da Massimo Teodori "SOLDI E PARTITI" per il contributo dato nella stesura del libro per le notizie prelevate dalla biblioteca..."ammazza quanto è utile a noi" hahahahahah! certo sarebbe tutta un altra storia, non sarei finita tra i 9 milioni di poveri.

Non ne faccio una questione personale, ne faccio una questione di
G I U S T I Z I A...lo capisci?




PS. la biografia di D'Alema scritta da Fasanella e Martini mi hai scritto che c'è l'hai anche tu, a pag. 35 trovi che la Carla Modesti compra la barca in societa' con il cugino Massimo Bologna...per girare nel mare mediterraneo e divertirsi tanto... la Modesti si fa assumere alla Camera, cosi tanto per rimediare i soldi del gasolio!

lunedì 23 luglio 2012

ALESSANDRO GILIOLI...


Gli apprendisti stregoni


-mario-ciaccia-

L’aspetto tragico di tutta la vicenda è che adesso nemmeno loro – i super tecnici – riescono più a capire perché succede.

Prendete Mario Ciaccia, viceministro delle Infrastrutture: che oggi alla Stampa dice che lo spread «dovrebbe essere a 200 punti al massimo», che «i mercati ragionano per sentito dire» e «non capiscono l’economia italiana», la quale invece ha i fondamentali solidi.

Grazie al cazzo, signor viceministro.

Quello che i mercati dovrebbero fare lo sa anche il mio ortolano.

Voi invece siete stati messi lì perché in teoria di questi mercati conoscevate le logiche, ne eravate i maghi acclarati, insomma sapevate se non gestirli almeno domarli. In nome di questa vostra iniziatica conoscenza avete ridotto il welfare, le pensioni, i redditi reali, i diritti dei lavoratori, insomma tutto: con il contorno delle saputelle lezioncine di vita dei vari Fornero e Martone.

Otto mesi e molti sacrifici dopo, con la catastrofe più vicina di prima, venite a dirci quello che i mercati dovrebbero fare e che toh, invece non fanno.

Bisogna avere molti anni e molta pazienza per non desiderare di prendervi a calci.

mercoledì 27 giugno 2012

ALESSANDRO GILIOLI


Mettiti a correre

Euro, mica euro, debiti, banche, mercati, finanza: bah.

L’altra sera per rendermi un po’ meno nebbioso questo bah, davanti a uno spritz ho cercato di fare il terzo grado a un mio amico: uno che ci capisce, certo più di me, insomma, anche perché di queste cose legge e scrive da una vita. Gli ho detto: senti, fa caldo, è quasi luglio, c’è ’sto consiglio d’Europa, insomma spiegami un po’ tutto come se io avessi quattro anni, ok?

E lui:


Allora, facciamo finta che l’Italia di oggi sia un atleta, diciamo uno che deve correre gli ottocento metri, d’accordo?

Ecco, la prima cosa da dire è che invece delle scarpette da corsa ci siamo presentati in pista con degli stivaloni fatti di piombo, roba da cinquanta chili l’uno. E’ il debito pubblico che ci siamo costruiti negli ultimi trent’anni.

Poi, nel 2002, ci siamo legati le caviglie con uno spago bello grosso: l’euro, che ci ha tolto la possibilità di svalutare, di governare la moneta, eccetera.

Alla fine sono arrivati dall’America dei tizi fuori di testa e ci hanno tirato una salva di calci nei coglioni, da farci piegare in due dal dolore: la crisi mondiale esplosa coi derivati.

Ecco, adesso siamo come un corridore con le scarpe di piombo, i piedi legati e il fisico piegato in due per la sofferenza.

In queste condizioni arriva un altro tizio – diciamo l’Europa, la Merkel, chi ti pare – e ci fa: okay, potremmo anche darti una mano, forse. Però tu mettiti a correre.

venerdì 25 maggio 2012

COMINCIAMO BENE...DAL BLOG DI GILIOLI - PIOVONO RANE


Tutti gli animali sono uguali
25 maggio, 2012
grillo-casaleggio


Se l’articolo del Fatto (non certo un giornale nemico, al soldi poteri forti etc) riporta il vero, c’è semplicemente da chiedersi per quale ragione il neosindaco di Parma abbia telefonato a Gianroberto Casaleggio per parlargli di una nomina nel suo comune. Non risulta che Casaleggio abbia alcuna carica né a Parma né nel M5S, dove peraltro le cariche non esistono dato che, come noto, ‘uno vale uno’.

Ed è tanto vero che ‘uno vale uno’ che un altro ha deciso che quella nomina «è una scelta impossibile, incompatibile e ingestibile politicamente», quindi ha invitato chiunque volesse a mandargli il curriculum per sostituirlo.

Interessante anche la versione del non desiderato, molto simile a quello che aveva detto a questo blog un’altra ex aderente al movimento di Grillo.

Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri, diceva George Orweli.

In questo caso mi pare che gli animali più uguali degli altri siano giusto un paio, cioè il proprietario del simbolo e il suo guru coi capelli lunghi.

sabato 24 marzo 2012

DAL BLOG DI ALESSANDRO GILIOLI - L'ESPRESSO

MORTI SUL LAVORO
«Buongiorno, mi chiamo Rosario D’Amico e Le scrivo da San Giorgio a Cremano (Na). Le scrivo con la speranza di trovare la voce giusta.
La storia che Le racconto vede come protagonista un uomo semplice, che ha lasciato nel mio cuore e nei cuori di tutta la famiglia, tanti insegnamenti ricchi di bellissimi valori e di tanta onestà.
Questo eroe senza medaglia è mio padre D’amico Antonio, una vittima sul lavoro.


Nel marzo del 2002 alle ore 6.30 nello Stabilimento Fiat di Pomigliano D’arco, quella maledetta mattina è stato travolto dal muletto violentemente, come descrive la dottoressa Castaldo nell’esame autoptico.
Un carrello guidato da un operaio con contratto a scadenza, quindi privo di ogni diritto lavorativo.
Dopo l’incidente ci siamo affidati alla giustizia, volevamo giustizia.
Purtroppo la giustizia non esiste, ieri nell’aula 5 della Corte di Appello di Napoli il giudice prescrive il reato.
Ci siamo sentiti trattati male, la polizia ci ha circondato e noi senza dire una parola ,ma increduli cercavamo di capire.
Mio padre non può finire cosi!
Vorrei far sapere all’opinione pubblica la mia storia fatta di vera ingiustizia.
Cordiali saluti.
Rosario D’Amico

vicenda di Antonio D’Amico si è già occupata in queste ore Samanta Di Persio . Grazie aMarco Bazzoni che mi ha inoltrato la mail del figlio di Antonio, Rosario, chiedendomi di darle risalto pubblico.

DAL BLOG DI ALESSANDRO GILIOLI - L'ESPRESSO

Buongiorno, mi chiamo Rosario D’Amico
morte-sul-lavoro
«Buongiorno, mi chiamo Rosario D’Amico e Le scrivo da San Giorgio a Cremano (Na). Le scrivo con la speranza di trovare la voce giusta.
La storia che Le racconto vede come protagonista un uomo semplice, che ha lasciato nel mio cuore e nei cuori di tutta la famiglia, tanti insegnamenti ricchi di bellissimi valori e di tanta onestà.
Questo eroe senza medaglia è mio padre D’amico Antonio, una vittima sul lavoro.


Nel marzo del 2002 alle ore 6.30 nello Stabilimento Fiat di Pomigliano D’arco, quella maledetta mattina è stato travolto dal muletto violentemente, come descrive la dottoressa Castaldo nell’esame autoptico.
Un carrello guidato da un operaio con contratto a scadenza, quindi privo di ogni diritto lavorativo.
Dopo l’incidente ci siamo affidati alla giustizia, volevamo giustizia.
Purtroppo la giustizia non esiste, ieri nell’aula 5 della Corte di Appello di Napoli il giudice prescrive il reato.
Ci siamo sentiti trattati male, la polizia ci ha circondato e noi senza dire una parola ,ma increduli cercavamo di capire.
Mio padre non può finire cosi!
Vorrei far sapere all’opinione pubblica la mia storia fatta di vera ingiustizia.
Cordiali saluti.
Rosario D’Amico

vicenda di Antonio D’Amico si è già occupata in queste ore Samanta Di Persio . Grazie aMarco Bazzoni che mi ha inoltrato la mail del figlio di Antonio, Rosario, chiedendomi di darle risalto pubblico.

martedì 28 febbraio 2012

ACCADDERO COSE CHE NON AVRESTE MAI IMMAGINATO POTESSERO ACCADERE... EPPURE ACCADDERO...(...)



La notte surreale dell’ispettore Caico

Comunque c’è un poliziotto di mezza età a cui stamattina vorrei dare la mia solidarietà: trattasi dell’ispettore Giuseppe Caico, del commissariato di Taormina, che ieri al processo ha raccontato come nella famosa notte di Ruby in questura lui alle due e mezza è stato spedito «per una questione di Stato» a casa dei genitori della ragazza, nel buio della contrada Sanfilippo, e ha dovuto pure guadare un torrente, e quelli non gli volevano aprire, e alla fine lo hanno mandato via dicendogli che era fuori di testa a chiedergli se la figlia era nipote di Mubarak.
FONTE: PIOVONO RANE DI GILIOLI

martedì 7 febbraio 2012

PIOVONO RANE...

L’arrocco »
Liberisti col culo degli altri

Va di moda, non c’è dubbio, strillare ai ragazzi che si devono svegliare, basta monotonia, basta stare con mamma, e mettetevi in testa che il posto fisso non c’è più.

Del resto, si sa, il bamboccionismo parassitario sta sulle scatole a tutti – e da che mondo è mondo gli anziani accusano i giovani di essere dei fancazzisti.

Però, però.

Però lo saprà, Cancellieri, che proprio la famiglia (purtroppo) è l’unico welfare che funziona in Italia, e se non ci fosse quella rete di protezione sociale avremmo la gente che si ammazza per strada?

Mah.

E lo saprà Cancellieri che, nonostante la pretesa modernità, la sua è una frase di trent’anni fa, perché oggi la grande maggioranza dei ragazzi se ne andrebbe volentieri dal borgo natio se non fosse impossibile trovare altrove un letto in affitto a prezzi decenti – e restare a casa è vissuto come una sconfitta da loro molto prima che da lei?

Mah.

E lo sapranno – Cancellieri, Fornero e Monti – che il posto fisso è monotono, certo, ma è la precondizione senza la quale non solo nessuna delle loro amate banche ti dà un mutuo, ma nessun Unieuro ti vende nemmeno una lavatrice a rate?

Mah.

E allora, il compito dei ministri che oggi hanno in mano il futuro, è quello di schiaffeggiare i ragazzi perché non possono fare le cose che vorrebbero o di mettere loro in condizioni di farlo?

mercoledì 1 febbraio 2012

ALESSANDRO GILIOLI ...E IL LADRO DELLA MARGHERITA...ANZI DEL PD...


Scrive il giornalista Gilioli sul suo blog: PIOVONO RANE
A me interessa poco sapere quanto costerà al Pd, in termini di consenso, la storia del tesoriere della Margherita che si è fregato 13 milioni di contributi pubblici.

Il problema semmai è che il senatore Lusi è un parlamentare in carica – con relative immunità – e che i soldi che si è portato a casa facevano parte dei contributi elettorali che lo Stato continua a erogare per anni anche ai partiti che non ci sono più (e la Margherita si è sciolta nell’ottobre del 2007).

Due elementi che messi insieme fanno gridare vendetta a Dio, o più semplicemente sono destinati a interrare sotto un’altra tonnellata di vergogna quella stessa classe politica che ha appena beffato i suoi cittadini con il primo caso al mondo di taglio dello stipendio in cui la busta paga netta non cala di un euro.

Il tutto in un Paese dove già il 96 per cento degli elettori non ha alcuna fiducia nei partiti.

Già: a questo punto il problema non è più questo o quel partito. E’ che a forza di antipolitica – quella che fanno loro, s’intende – qui della democrazia rischiano di restare solo macerie.




Il ladro è il senatore Lusi, la foto non la metto è troppo brutto!

lunedì 30 gennaio 2012

GUAI A DIRE CHE LA PANDA E' STRONZA...


Scrive il giornalista Alessandro Gilioli

Nasce la nuova Panda: ed è già un po’ stronza

non metto la foto di Marchionne è troppo brutto...

Succede che a Pomigliano la Fiat sta spostando un po’ di operai dalla vecchia fabbrica destinata alla chiusura a quella nuova strafiga che deve fare la Panda. Cioè, non è che li sposta e basta: offre loro di licenziarsi dalla Fiat e di farsi contestualmente assumere da una nuova apposita società chiamata Fip.

Succede che, curiosamente, su mille neoassunti in Fip nemmeno uno (oh: nemmeno uno) è della Cgil.

Per la cronaca e la statistica, circa il dieci per cento degli operai della vecchia fabbrica sono della Cgil.

Qui i casi sono due: o per una singolarissima coincidenza nessun operaio della Cgil è capace di fare bene il suo lavoro, o alla Fiat fanno le assunzioni con criteri politici.



La Panda si è un po’ offesa scrive di nuovo il giornalista Gilioli...

Mi scrive l’avvocato Giovannandrea Anfora, a nome di Fiat Group Automobiles S.p.A

«Faccio riferimento, nell’interesse di Fiat Group Automobiles S.p.A. con sede in Torino, all’articolo pubblicato sul sito web de “l’Espresso”, nel blog del giornalista Alessandro Gilioli dal titolo “Nasce la Nuova Panda: ed è già un po’ stronza”.
L’inappropriata espressione in questione è – all’evidenza- inutilmente e grossolanamente volgare e offensiva.
In difetto di immediata eliminazione della frase, procederò per via giudiziaria alla tutela della Società mia assistita.
Avv. Giovannandrea Anfora»

Gentile avvocato, il titolo era solo una battuta un po’ ironica e mi dispiace che la Panda, unanimemente definita «simpatica» dai giornali che ne hanno parlato, si sia sentita offesa. Non c’era evidentemente alcun riferimento alla qualità del prodotto.