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lunedì 14 aprile 2014

DIPENDENTI PUBBLICI FALSI POVERI...

Denunciati 5 mila dipendenti pubblici
Ecco chi sono i nuovi falsi poveri

La Guardia di Finanza: la corruzione costa all’Italia tre miliardi di euro

ROMA - Il 2013 doveva essere l’anno dei tagli e dei risparmi. Invece la spesa pubblica in Italia è rimasta ancora una volta su livelli da record. Perché la corruzione dei dipendenti pubblici e le truffe dei cittadini continuano a drenare le casse dello Stato provocando una vera e propria voragine nei conti. È l’ultimo rapporto della Guardia di Finanza, che ha intensificato i controlli riuscendo così ad incrementare l’entità delle somme recuperate rispetto all’anno precedente, a fornire il quadro desolante di quanto accaduto nei dieci mesi appena trascorsi. E a confermare come i «furbetti» - dai falsi poveri ai finti consulenti - abbiano avuto ancora una volta vita facile. Bastano due cifre per mostrare l’entità del fenomeno: i danni erariali provocati da funzionari e impiegati infedeli fino allo scorso ottobre ammontano a 2 miliardi e 22 milioni di euro; quelli per le truffe sono pari a un miliardo e 358 milioni di euro. I dipendenti pubblici denunciati nei primi dieci mesi dell’anno sono stati 5.073, ma numerose indagini sono tuttora in corso.

I falsi poveri
Rubano gli amministratori, ma non sono gli unici. Perché sfruttando i mancati controlli interni ai vari enti, decine di migliaia di persone riescono ad ottenere benefici senza averne i requisiti. Scrivono nella relazione gli specialisti della Finanza: «Nell’ambito delle verifiche imposte dai processi di spending review sono state predisposte campagne massive di controllo su forme diffuse di irregolarità, relativamente alla fruizione dei ticket sanitari e delle prestazioni sociali agevolate, per incrementare i livelli di compliance tra i potenziali beneficiari di tali agevolazioni».
A goderne sono soprattutto i «falsi poveri». E infatti viene evidenziato come «su 8.000 controlli effettuati, sono stati trovati 2.500 soggetti che hanno indebitamente beneficiato di prestazioni sociali agevolate come l’accesso in corsia preferenziale ad asili nido ed altri servizi per l’infanzia, la riduzione del costo delle mense scolastiche, i “buoni libro” per studenti e le borse di studio, i servizi socio sanitari domiciliari, le agevolazioni per i servizi di pubblica utilità, quali luce o gas. Sono state accertate frodi al sistema previdenziale ed assistenziale per oltre 77 milioni di euro. Le principali truffe hanno riguardato la corresponsione del cosiddetto “assegno sociale” a favore di cittadini extracomunitari fittiziamente residenti, l’indennità per falsi invalidi, le misure di sostegno alla disoccupazione per falsi braccianti agricoli ed il pagamento di pensione a soggetti deceduti».

Le consulenze inutili 
Quella dei cosidetti «esperti» assoldati dalla pubblica amministrazione continua ad essere una vera e propria «piaga». Perché serve a moltiplicare gli incarichi, nella maggior parte dei casi, inutili. E a provocare una vera e propria emorragia di fondi. È solo uno dei casi contestati agli amministratori pubblici «corrotti». Ma certamente è tra i più odiosi. Tra gennaio e ottobre 2013 la Guardia di Finanza ha denunciato alla Corte dei Conti 150 casi di consulenze non necessarie, calcolando un esborso illecito pari a 8 milioni e 454 mila euro. Ben più alte sono le altre spese causate dalla mala gestione delle istituzioni.
Le truffe e gli abusi compiuti nel settore del patrimonio pubblico - primi fra tutti gli alloggi popolari spesso assegnati con affitti a prezzi stracciati - hanno causato un danno di oltre 170 milioni di euro. La mancata riscossione di tasse e tributi ha fatto perdere ben 150 milioni 480 mila euro, mentre le frodi relative ai finanziamenti erogati da enti pubblici nazionali e comunitari hanno provocato un mancato introito di ben 353 milioni di euro.

Gli appalti truccati 
Il capitolo relativo alle gare di appalto «truccate» ha portato a un «buco» nei bilanci statali pari a 330 milioni di euro. Sono 360 i funzionari pubblici segnalati alla Corte dei Conti per il danno causato all’erario e molti di loro dovranno subire anche il procedimento penale visto che la maggior parte ha percepito tangenti per orientare le scelte dell’amministrazione.
Uno dei casi più eclatanti è certamente quello scoperto dal Nucleo di polizia tributaria a Brindisi dove è finita sotto inchiesta l’attività dell’Area Tecnica della Asl per l’assegnazione di lavori a ditte «amiche» dei componenti delle commissioni aggiudicatrici. Annotano gli investigatori: «Il meccanismo fraudolento prevedeva l’apertura e successiva chiusura delle buste contenenti le offerte economiche delle ditte concorrenti; la comunicazione a ditte conniventi delle informazioni così acquisite, affinché fosse possibile formulare l’offerta più idonea per vincere la gara; la sostituzione furtiva delle buste contenenti le originarie offerte presentate dalle medesime imprese con delle nuove predisposte fraudolentemente in base al vantaggio conoscitivo indebitamente ottenuto». Risultato: 19 commesse truccate per un danno di 23 milioni e 161 mila euro.

La sanità malata 
Il settore della salute pubblica è certamente uno dei più «saccheggiati». Sono 626 i dipendenti pubblici che dovranno rendere conto dei propri illeciti e di aver provocato un danno di ben 233 milioni di euro. E sono migliaia i cittadini che hanno truffato lo Stato riuscendo ad ottenere prestazioni pur non avendone i requisiti o comunque rimborsi non dovuti. Le denunce finora presentate nel 2013 sono state 5.300 con un danno calcolato di oltre 9 milioni di euro.
Vicenda simbolo - molte altre analoghe sono state verificate in numerose parti d’Italia - è stato scoperta dai finanzieri di Caserta dove la Asl non aveva aggiornato da anni gli iscritti nelle liste dei medici di base. Sfruttando sia pur inconsapevolmente queste omissioni circa 400 dottori di tutta la provincia hanno continuato a percepire compensi relativi a «1.215 soggetti deceduti, 2.010 emigrati all’estero e 2.763 emigrati fuori provincia». Danno accertato: 1,5 milioni di euro.

Le case e i buoni scuola 
Da Padova a Lecco, arrivando a Roma, sono migliaia i casi di «falsi poveri» scoperti dai finanzieri. A Padova è stata denunciata una pensionata settantenne che abitava in una villa con piscina, aveva altri 14 immobili di proprietà affittati «in nero» per un canone mensile che oscillava tra i fino a 4.600 e i 5.000 euro al mese. Non solo non aveva denunciato introiti per oltre 220 mila euro, ma negli anni scorsi aveva ottenuto il rimborso delle tasse universitarie sostenute per il figlio e chiesto al Comune le prestazioni economiche assistenziali, dichiarando di appartenere a un nucleo familiare indigente. A Lecco sono state denunciate 53 persone che hanno percepito illecitamente dal Comune il sostegno dovuto a chi si trova in «stato di bisogno». Si tratta di una somma mensile che oscilla tra i 500 e i 3.000 euro al mese, quindi un vero e proprio stipendio pur non facendo nulla e soprattutto potendo contare su altre «entrate».
Lungo il litorale laziale, da Civitavecchia fino a Nettuno, sono stati scovati 207 cittadini titolari di buoni scuola, borse di studio, gratuito patrocinio legale e altri benefici che però vivevano in ville prestigiose e si spostavano su auto di lusso. Alcuni di essi sono risultati proprietari di prestigiose dimore nelle zone di Casal Palocco e dell’Infernetto, periferia sud di Roma, «con un tenore di vita inconciliabile con l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee), determinato sulla base delle autodichiarazioni presentate». 
©Corriere della sera

martedì 11 dicembre 2012

CORRUZIONE...

Corruzione a ministero Agricoltura, 11 arresti: sequestrati 22 mln

Anche il capo della segreteria del ministro. Giro di mazzette e contributi statali illegali per 32 milioni di euro - Fonte qui


Roma, 11 dic. (TMNews) - Corruzione e tangenti al ministero dell'Agricoltura. Sono undici gli arresti tra imprenditori, dirigenti e funzionari, tra cui Giuseppe Ambrosio, capo della segreteria del sottosegretario Braga già capo gabinetto dei ministri Zaia e Galan. La Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro 22 milioni di euro: 43 tra terreni e fabbricati, 10 tra autoveicoli e motocicli e numerosi conti correnti, depositi titoli e polizze assicurative. Ammontano invece a 32 milioni di euro i contributi statali illecitamente percepiti da alcuni imprenditori grazie alla corruzione dei funzionari del MIPAAF.

"E' stato accertato un diffuso sistema corruttivo radicato nell'ambito del Mipaaf, posto in essere sistematicamente e con modalità seriali in occasione di elargizioni di denaro pubblico". Così scrive il gip Flavia Costantini in un passaggio dell'ordinanza di custodia cautelare che riguarda 11 persone, tra cui Giuseppe Ambrosio, alto dirigente del ministero delle politiche agricole.

In sostanza - continua il giudice - "i pubblici ufficiali, anche se non direttamente competenti alla adozione degli atti amministrativi, contattano o vengono contattati dai privati beneficiari al fine di concordare, da un lato, la sovvenzione di denaro pubblico da elargire e dall'altro il compenso corruttivo da corrispondere; emerge evidente la sistematicità e ripetitività delle condotte nonchè la circolarità dei vantaggi corruttivi corrisposti ai pubblici ufficiali interessati da una futuribile ma certa turnazione nella percezione dei compensi".

"Laddove la misura ridotta della sovvenzione - aggiunge il gip - non consente la retribuzione di tutti i pubblici ufficiali partecipi al patto corruttivo, il privato corruttore, seguendo percorsi ben collaudati, provvede a soddisfare la richiesta di uno soltanto con la certezza per gli altri di essere a loro volta soddisfatti alla prima utile occasione, che si presenterà senz'altro essendo il Mipaaf dicastero che nonostante la crisi finanziaria dello Stato, riesce a reperire risorse per finanziare progetti di dubbia utilità per la Comunità ma di ingente impegno economico e di sicuro tornaconto per i funzionari corrotti".

Per le stesse ipotesi di reato sono indagate nel complesso 37 persone, tra cui 13 dirigenti e funzionari pubblici. "Questa vicenda dimostra che nell'amministrazione c'è della spesa pubblica inquinata dalla corruzione, dove progetti virtuosi vengono alterati o distorti per portare beneficio a pochi e non a tutti". Così ha detto il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi.

Il magistrato ha poi continuato: "Quello che è emerso dalle indagini è un vasto giro di privilegi e malaffare dove alla corruzione si sono unite rivelazioni di informazioni, potere di influenza, comportamenti ispirati a parzialità".

Oltre a Giuseppe Ambrosio in carcere è finita anche la moglie Stefania Ricciardi, dirigente dell'ufficio promozione e valorizzazione presso la direzione generale della qualità agroalimentare. Analoga misura cautelare è stata adottata nei confronti di Ludovico Gay, già direttore generale di 'Buonitalia Spa'; e di Alfredo Bernardini, dirigente della Confederazione italiana agricoltori; la lista è chiusa da Michele Mariani che è un impiegato del Mipaaf. Gli arresti domiciliari sono stati adottati invece per gli imprenditori Claudia Maria Golinelli, Luigi Cardona ed Oliviero Sordini. Ai domiciliari anche Riccardo Deserti, attuale direttore del consorzio del Parmigiano Reggiano e Luca Gaudiano funzionario del Mipaaf. Le contestazioni a Deserti riguardano fatti relativi a quando era in servizio al ministero, hanno spiegato gli investigatori della Guardia di finanza.

venerdì 30 novembre 2012

EPAC...

Grecia e Italia erano assenti alla conferenza annuale dell’EPAC adducendo di non avere i fondi necessari per pagare il viaggio

Grecia e Italia non partecipano alla Conferenza sulla corruzione per mancanza di fondi


Expresso
Esistono “sfide in campo giuridico e pratico sulle denunce” di corruzione, precisa uno dei punti della “Dichiarazione di Barcellona 2012”, che ha riunito in Spagna i rappresentanti di 31 paesi.
Grecia e Italia erano assenti alla conferenza annuale dell’EPAC (European Partners against Corruption) iniziatasi mercoledì e conclusasi oggi a Barcellona [21-23 novembre 2012, NdT], adducendo di non avere i fondi necessari per pagare il viaggio, secondo quanto risulta all’Expresso.
Durante l’incontro i partecipanti di 31 paesi, tra cui il Portogallo, hanno eletto alla presidenza dell’EPAC Giovannni Kessler, attuale direttore dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode [italiano, NdT], che sostituirà Martin Kreutner, e alla vicepresidenza Antony Dugan, della Commissione del Controllo giuridico irlandese.
Al termine dell’incontro è stato firmato un testo congiunto intitolato “Dichiarazione di Barcellona 2012” in cui si riconosce che esistono “sfide teoriche e pratiche sulle denunce” di corruzione.
Oggi è stato deciso che nel 2013 la Conferenza, che ogni anno riunisce i responsabili degli istituti nazionali che combattono la corruzione e quelli dell’ Ufficio Europeo per la lotta Antifrode (OLAF), si terrà a Cracovia, in Polonia.
(pubblicato il 23 novembre 2012)

martedì 23 ottobre 2012

CORRUZIONE IN ITALIA...

In Italia si aggrava la corruzione
nella classifica mondiale
siamo con Ghana e Macedonia

Il ministro della Giustizia Paola Severino
Il trend peggiora, ma scendono
le denunce e le condanne
Il Ghana è vicino, l’Europa lontana. Si diffonde sempre di più la corruzione in Italia, nonostante il calo di denunciati e condannati. Il fenomeno causa danni per diversi miliardi di euro e rappresenta un freno alla crescita del Paese. È il quadro che emerge dal Rapporto sulla corruzione elaborato dalla commissione di studio nominata dal ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi e coordinata dal magistrato del Consiglio di Stato Roberto Garofoli.

I dati giudiziari mostrano tutti un trend discendente. I delitti di corruzione e concussione consumati sono passati dai 311 casi del 2009 ai 223 del 2010 (-88 casi). Le persone denunciate sono calate nello stesso periodo da 1.821 a 1.226 (-595). I condannati da 341 a 295 (-46). Le condanne per reati di corruzione sono passate da un massimo di 1.700 nel 1996 ad appena 239 del 2006.
Il discorso si capovolge quando si parla di percezione della corruzione. Il Corruption perception index di Transparency International, che misura la percezione percepita, colloca infatti l’Italia al 69/o posto, a pari merito con Ghana e Macedonia, con un progressivo aggravamento negli ultimi anni. L’Italia si è attestata a 3.9 contro il 6.9 della media dei Paesi Ocse, su una scala da 1 a 10 dove 10 individua l’assenza di corruzione. Un altro indice, il Rating of control of corruption della Banca mondiale relega l’Italia agli posti in Europa, con una tendenza negativa negli ultimi anni. L’indice Rcc va da 0 a 100, dove 100 indica l’assenza di corruzione; ebbene, l’Italia è passata dal valore 82, rilevato nel 2000, ad un indice pari a 59 per il 2009.

Ed un fenomeno così pervasivo comporta costi economici pesanti, stimati dalla Corte dei Conti in diversi miliardi di euro. C’è inoltre, rileva il Rapporto, un aumento dei costi strisciante ed un rialzo straordinario che colpisce i costi delle grandi opere, calcolata intorno al 40%. Vanno poi considerati i costi economici indiretti, come i ritardi nella definizione delle pratiche amministrative, il cattivo funzionamento degli apparati pubblici, la non oculata gestione delle risorse pubbliche, la perdita’ di competitività e freno alla crescita del Paese. A questo proposito viene ricordato come un valore nell’indice di percezione della corruzione di Transparency International al livello di uno dei Paesi meno corrotti avrebbe garantito all’Italia un tasso di crescita’ economica di oltre il triplo a breve termine e di circa il doppio a breve termine (1970-2000).

Il Rapporto propone infine una serie di misure per prevenire e contrastare la corruzione. Si va dall’adozione di piani organizzativi in funzione di prevenzione della corruzione da parte delle singole amministrazioni all’elaborazione di un sistema organico affidato ad un’Autorità nazionale indipendente che formuli linee guida per le singole amministrazioni e ne controlli l’attuazione, dall’indicazione per legge dei contenuti minimi dei piani organizzativi che le amministrazioni dovranno adottare (rotazione incarichi, obblighi di informazione, ecc.) allo scioglimento del Consiglio per il reiterato inadempimento nell’adozione del Piano di prevenzione. Si auspica poi l’integrazione delle ipotesi di licenziamento disciplinare per i responsabili di reati contro la pubblica amministrazione e l’innalzamento del livello di trasparenza. 

venerdì 19 ottobre 2012

Il Washington Post e la corruzione italiana

Il Washington Post e la corruzione italiana

Il celebre quotidiano americano non usa mezzi termini: l'Italia sarebbe una potenza se la corruzione fosse una nazione a sé



Il celebre quotidiano americano non usa mezzi termini: l'Italia sarebbe una potenza se la corruzione fosse una nazione a sé
Se la corruzione italiana fosse una nazione a sé, sarebbe la 76esima potenza mondiale. Con un bilancio pari a 60 miliardi di euro all'anno (sottratti allo stato), il "paese Corruzione" avrebbe un'economia superiore a quella della Serbia, e pari a quella della Croazia.

Questa particolare economia sarebbe più o meno equivalente al PIL della Croazia. Inoltre, si legge sul celebre quotidiano americano, il debito pubblico italiano è al 120% del PIL, l'ottavo più alto del mondo, con un valore che supera i 2.500 miliardi di dollari.

L'economia sommersa italiana, considerata anche l'evasione fiscale, sfiora i 320 miliardi di euro all'anno, pari al PIL di nazioni come Austria e Ucraina.

Il quotidiano chiude con una battuta ironica: una proposta di legge anti-corruzione, dopo 2 anni trascorsi in Parlamento, potrebbe finalmente essere ratificata. Ma che fretta c'è? 
FONTE  BLOG: RISCHIO CALCOLATO