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domenica 26 maggio 2013

FRANCO GABRIELLI - PROTEZIONE CIVILE...

Terremoti, Gabrielli ‘Italia inevitabilmente soggetta ad altro importante sisma’

Dichiarazioni forti del Capo della Protezione Civile, il quale vuole che venga data maggiore importanza all’organo del volontariato

Durante il Festival del volontariato, il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, si sofferma anche sul tema della prevenzione sismica ed “Il Tirreno”, riporta un estratto delle sue dichiarazioni: “è dal terremoto dell’Irpinia – precisa il prefetto Gabrielli – che l’Italia non vive un altro fenomeno di quella portata. Il nostro paese è inevitabilmente soggetto ad un altro importante terremoto. Non sapremo quando succederà, né come, né dove, ma sappiamo che succederà”. Lo stesso si augura successivamente che il Paese possa fronteggiare la futura emergenza con i mezzi adeguati.
Il Capo del dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli
Il Capo del dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli
Gabrielli, nel corso della conferenza, aggiunge anche l’importanza del ruolo della Protezione Civile che deve essere riconosciuto in maniera omogenea da tutti gli italiani, senza più perdersi in critiche senza significato e polemiche sterili ed insulse. Solo lo scorso 26 ottobre lo stesso coordinatore si trovò a dover fronteggiare un’altra emergenza, ossia quella relativa allo sciame sismico che tuttora sta interessando il massiccio del Pollino, giorno in cui non si mostrò particolarmente allarmato, ma particolarmente sereno vista l’organizzazione che ha ritrovato sul territorio colpito dal sisma di magnitudo 5.0
a cura della Redazione

domenica 20 gennaio 2013

TERREMOTO ALL'AQUILA...

L’Aquila, le finte lacrime dell'ex prefetto Iurato
davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani

Inchiesta a Napoli, dalle intercettazioni emergono sconvolgenti rivelazioni sul comportamento dell’ex prefetto - FONTE QUI

L’AQUILA. Lacrime finte. E risate. L’ultimo tradimento agli aquilani arriva ancora da intercettazioni-choc. Stavolta a ridere non è un imprenditore senza scrupoli che pensa a come fare i soldi dopo il terremoto. È un prefetto della Repubblica che finge di commuoversi davanti al lutto, alle macerie, al dramma. Il telefono di Giovanna Maria Rita Iurato, già prefetto dell’Aquila ora interdetta dai pubblici uffici per decisione del gip del tribunale campano, all’epoca dei fatti era già sotto controllo nell’ambito di un’inchiesta su appalti e favori. «Una risata non giustificabile», che non si addice soprattutto a chi ricopre un ruolo istituzionale», scrivono i magistrati. La penosa vicenda è ripercorsa in un capitolo della richiesta di misure cautelari firmata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dai pm della Dda Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli. I magistrati ricordano che poco dopo la tragedia che mise in ginocchio il capoluogo abruzzese la Iurato «scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani». Un atteggiamento che viene fortemente stigmatizzato. I magistrati napoletani fanno riferimento alla telefonata tra la stessa Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata il 28 maggio 2010.
«Commentando la sua prima giornata ufficiale», scrivono i pm, «nella città martoriata dal terremoto (definita dalla Iurato “una città inesistente, che non c’è”), scoppiava a ridere, ricordando come si era (falsamente) commossa davanti alle macerie e ai bambini rimasti orfani. Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore, che avrebbero imposto al rappresentante del governo di assumere comportamenti ben diversi e non certo (a proposito di cinismo) legati alla predisposizione di condotte e strumenti atti a prevenire o scongiurare indagini in corso».
Una lettura del tutto diversa viene fornita dai legali della Iurato, che respingono le accuse di insensibilità. «Nei due anni di presenza all’Aquila il prefetto Iurato ha dato ampia prova di attenzione, rispetto e grande senso di abnegazione nei confronti dei cittadini così duramente colpiti dalla tragedia del terremoto», affermano gli avvocati Claudio Botti e Renato Borzone.
«Appena metti piede in città, subito con una corona, vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente». È il consiglio che la Iurato, appena trasferita, ricevette dal padre. È uno dei passaggi della conversazione tra la donna e Gratteri.
LE INTERCETTAZIONI.
Iurato: «Allora senti... sono andata... sono arrivata, subito mio padre, che è quello che mi dà i consigli, quelli più mirati...»
Gratteri: «Sì, lo so».
Iurato: «... perché è un uomo di mondo, saggio, dice: “...appena metti piede in città subito con una corona vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente...». Gratteri: «Brava».
Iurato: «Eh, allora sono arrivata là, nonostante la mia... cosa che volevo... insomma essere compita... mi pigliai, mi caricai questa corona e la portai fino a ...».
Gratteri: «Ti mettesti a piangere... sicuramente!».
Iurato: «Mi misi a piangere».
Gratteri: «Ovviamente, non avevo dubbi (ride)».
Iurato: «E allora subito... subito... lì i giornali: “le lacrime del prefetto”».
Gratteri: «Non avevo dubbi (eh, eh, ride).
Iurato: «Ehhhhhhh (scoppia a ridere) i giornali : “le lacrime del prefetto”».
Gratteri: Non avevo dubbi (eh, eh ride).
Iurato: «Poi si sono avvicinati i giornalisti: “perché è venuta qua?”. Perché voglio cominciare da qui, dove la città si è fermata, perché voglio essere utile a questo territorio. Punto».
Gratteri: «Eh».
Iurato: «L’indomani conferenza stampa con tutti i giornalisti».
L’ARRIVO ALL’AQUILA. Il 26 maggio del 2010 la Iurato pianse davvero davanti alle telecamere e alle macchinette fotografiche della città. Scortata dai vertici di polizia e carabinieri e accolta dal sindaco Massimo Cialente e dal presidente della Provincia Antonio Del Corvo, il prefetto fece esattamente i passi suggeriti dal padre e riportati nella telefonata. Strinse mani, guardò negli occhi gli aquilani ancora provati dalla tragedia senza fine del terremoto. Poi rese l’omaggio alle giovani vittime della Casa dello Studente, deponendo un cuscino di fiori che lei stessa volle sistemare con le proprie mani davanti alla struttura distrutta. Proprio davanti alle foto e ai tanti messaggi lasciati sulle transenne, il neo prefetto non riuscì a trattenere le lacrime. Anche se non erano, a quanto si evince dalle intercettazioni, lacrime vere. «Per me è un grande onore poter lavorare in questa città», disse singhiozzando.
L’INTERDIZIONE. E proprio mentre le agenzie di stampa diffondono le intercettazioni-choc, arriva la decisione del gip circa la richiesta della Procura partenopea di disporre l’interdizione dai pubblici uffici per l’ex vicecapo della Polizia Nicola Izzo e per l’ex prefetto dell’Aquila Iurato. Una decisione assunta dal giudice del tribunale di Napoli Claudia Picciotti nell’ambito dell’inchiesta sul trasferimento del Cen (Centro elettronico nazionale) da Roma a Napoli. Nei giorni scorsi il prefetto Giovanna Maria Rita Iurato era stata interrogata per sette ore dal magistrato, mentre il prefetto Izzo si era rifiutato di essere sottoposto a interrogatorio in quanto i suoi legali di fiducia hanno ritenuto che la Procura di Napoli non fosse quella competente per l’indagine. Secondo l’accusa, per trasferire a Napoli il Cen sarebbero stati sperperati milioni di euro di fondi pubblici. Gli avvocati dell’ex prefetto dell’Aquila, intanto, esprimono «stupore per l’adozione del provvedimento di interdizione nonostante i precisi chiarimenti dati al gip durante il lungo interrogatorio, al quale Iurato si è sottoposta». I legali si dicono «certi che quanto prima si riuscirà a dimostrare la completa estraneità ai fatti contestati».

martedì 23 ottobre 2012

TERREMOTO L'AQUILA...

A CONDANNA INFLITTA DAL GIUDICE UNICO MARCO BILLI

Processo l'Aquila, condannati tutti i membri della commissione «Grandi rischi»

Sei anni per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose: rassicurazioni circa l'improbabilità di una forte scossa

Storica condanna per i membri della commissione Grandi rischi: sei anni di reclusione per tutti gli imputati, sei esperti e il vice direttore della protezione civile, Bernardo De Bernardinis. È questa la decisione del giudice unico Marco Billi che ha condannato i componenti della commissione Grandi rischi, in carica nel 2009. I sette avevano rassicurato gli aquilani circa l'improbabilità di una forte scossa sismica che invece si verificò alle 3.32 del 6 aprile 2009.
L'ACCUSA - L'accusa nei loro confronti era di omicidio colposo, disastro e lesioni gravi, per aver fornito rassicurazioni alla popolazione aquilana, in una riunione avvenuta solo una settimana prima del sisma. I pm hanno chiesto per loro la condanna a quattro anni di carcere, mentre i legali degli imputati hanno chiesto per tutti la piena assoluzione. Grande era l'attesa all'Aquila sulle sorti degli imputati. La sentenza è stata letta dal giudice unico Marco Billi alle 17 circa, dopo quattro ore di camera di consiglio. A intervenire per ultimo l'avvocato difensore Antonio Pallotta, legale di Giulio Selvaggi. Sette gli esperti e scienziati imputati, accusati di aver dato ai residenti avvertimenti insufficienti del rischio sismico. Precisamente si contesta loro di aver dato «informazioni inesatte, incomplete e contraddittorie» sulla pericolosità delle scosse registrate nei sei mesi precedenti al 6 aprile 2009. La difesa ha puntato sulla impossibilità di prevedere i terremoti, posizione sostenuta da ricercatori internazionali. Tutta la comunità scientifica si interroga ora su un punto: le rassicurazioni eccessive possono indurre la gente ad adottare comportamenti rischiosi, ma può un errore di comunicazione valere una condanna per omicidio colposo?
LA SENTENZA - Il giudice ha ritenuto i sette membri della commissione tutti colpevoli di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. A Franco Barberi, Enzo Boschi, Mauro Dolce, Bernardo De Bernardinis, Giulio Selvaggi, Claudio Eva e Gianmichele Calvi sono state concesse le attenuanti generiche. Oltre alla condanna a sei anni, sono stati condannati anche all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. È «una sentenza sbalorditiva e incomprensibile in diritto e nella valutazione dei fatti» ha commentato l'avvocato Marcello Petrelli, difensore di Franco Barberi. «Una sentenza che - ha aggiunto - non potrà che essere oggetto di profonda valutazione in appello».
LE REAZIONI - Si è detto «avvilito, disperato» Enzo Boschi, ex presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). «Pensavo di essere assolto - ha aggiunto - ancora non capisco di cosa sono accusato». «Mi ritengo innocente di fronte a Dio e agli uomini» ha aggiunto Bernardo De Bernardinis, ex vicecapo della Protezione civile e attuale presidente dell'Ispra. «La mia vita da domani cambierà, ma se saranno dimostrate le mie responsabilità in tutti i gradi di giudizio - ha aggiunto - le accetterò fino in fondo». Levata di scudi, sulla sentenza, da parte dei professori del mondo scientifico: «È la morte del servizio prestato dai professori e dai professionisti allo Stato - ha detto il fisico Luciano Maiani, attuale presidente della commissione Grandi rischi - non è possibile fornire una consulenza in termini sereni, professionali e disinteressati sotto questa folle pressione giudiziaria e mediatica. Questo non accade in nessun altro Paese al mondo».
POLITICI - Sorpreso e amareggiato anche il mondo politico. «È una sentenza un po' strana e un po' imbarazzante: chi sarà chiamato in futuro a coprire questi ruoli si tirerà indietro» ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani. «Questa sentenza è la morte dello stato di diritto e una follia allo stato puro - ha commentato il leader Udc, Pier Ferdinando Casini - . L'obbligo previsionale in ordine a eventi tellurici è sancito». «Le sentenze vanno sempre rispettate - ha puntualizzato Pierluigi Bersani - ma l'importante è che prosegua la solidarietà. La giustizia deve fare il suo corso ma anche la ricostruzione deve farlo».

martedì 29 maggio 2012

IL TERREMOTO IN EMILIA CONTINUA...


Modena, 29-05-2012
NUMERI DI EMERGENZA: Ferrara: 0532771546 - Modena: 059200200 - Mirandola: 0535611039 - San Felice: 800210644 - Cento: 3332602730
Appello a togliere le password dalle reti wi-fi private, per permettere l'accesso più ampio possibile per le comunicazioni. Usare i cellulari solo per emergenze per non intasare la rete. Crollano capannoni: operai sotto le macerie a Medolla, Mirandola, e Finale Emilia. La scossa è avvertita intorno alle 9, in tutto il nord Italia, epicentro nel modenese, profondità intorno ai 10 chilometri. Panico a Bologna, scuole evacuate


Una forte scossa di terremoto ha interessato il nord Italia. Secondo i primi dati dell'Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia, la scossa è stata di 5.8 di magnitudo con epicentro nel Comune di Finale Emilia, nel modenese, con profondità intorno ai 10 chilometri.



Almeno undici morti
Sono almeno 11 le vittime accertate del sisma, tutte nel modenese, lo rende noto la regione Emilia Romagna.

Di queste:

Tre a San Felice, nel crollo della azienda Meta, due a Mirandola, una a Concordia (un anziano ucciso da un cornicione), una a Finale.

Morto il parroco di Rovereto di Novi, Don Ivan Martini, vittima di un crollo.

Una donna è morta a Cavezzo, sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi.

E' vivo il parroco di Carpi
In fase di evacuazione l'ospedale di Carpi, nel modenese, dove si trova, tra gli altri, il parroco del paese. L'uomo, rimasto ferito nel crollo del duomo, era stato è ricoverato. Anche un vigile del fuoco, che era intervenuto per i soccorsi in duomo, è rimasto ferito

Crollano capannoni industriali, operai sotto le macerie a San felice
Ci sarebbero delle vittime sotto le macerie dei capannoni di San Felice sul Panaro, provincia di Modena. Lo si apprende da fonti della Protezione civile. Nei capannoni del Polo industriale erano al lavoro delle gru che stavano rimuovendo le macerie causate dal terremoto del 20 maggio.

Operai sotto le macerie a Mirandola, uno estratto vivo
A Mirandola è crollato un capannone in via Di Mezzo: quattro operai sono rimasti sotto le macerie e i vigili del fuoco stanno cercando di trarli in salvo.

E' stato estratto vivo un operaio della ditta Bbg di Mirandola. Lo riferisce l'emittente 'Telemodena'. Continuano le ricerche dell'altra persona.

Risulta particolarmente difficile contattare la Protezione civile a causa del black out dei telefoni. Dal 118 numerose chiamate. Decine le ambulanze dirette verso la zona dell'epicentro.

Crollano capannone a Medolla, e Finale Emilia operai sotto le macerie
Un capannone industriale è crollato a Medolla a seguito del terremoto e ci sarebbero delle persone coinvolte. Anche a Finale Emilia crolli in capannoni. I Vigili del Fuco stanno scavando per trarre in salvo le persone.

Due operai feriti nel piacentino: uno è grave
Due operai di un caseificio sono rimasti feriti, uno in modo gravissimo, a Castelvetro piacentino, nel deposito di stagionatura formaggi 'Aimi', per la caduta di un ingente quantitativo di forme di grana padano dagli scaffali. Riccardo Poli, cremonese, 20 anni, residente a Castelvetro, ha subito lo schiacciamento del torace ed e' stato trasportato all'ospedale civile di Cremona in prognosi riservata. Laurentin Danut Popa, romeno, 44 anni, ha subito un trauma al piede giudicato guaribile in 30 giorni.

Nuovi crolli, distrutto il Duomo e la Chiesa di San Francesco a Mirandola
Dopo la scossa di terremoto di questa mattina nuovi crolli si sono registrati a Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro, paesi già colpiti dalla scossa del 20 maggio. Il duomo e la chiesa di San Francesco a Mirandola sarebbero crollati .

Crolli nella Rocca Estense di Finale Emilia
Si registrano altri crolli nella Rocca Estense di Finale Emilia, provincia di Modena, uno dei comuni epicentro del terremoto di questa mattina. Lo si apprende da fonti della Protezione civile. La Rocca era già stata danneggiata dal terremoto del 20 maggio, le cui scosse avevano sbriciolato la torre dei modenesi, uno dei simboli della cittadina.

Twitter: centro di Cavezzo distrutto
Il centro di Cavezzo è stato chiuso pochi minuti dopo il sisma delle 9. I danni sono ingenti: sono crollati molti edifici storici e il tetto della chiesa, già danneggiata dal terremoto della scorsa settimana. Per ora non si hanno notizie di vittime, ma i controlli sono ancora in corso.

Appello su twitter: togliere le password dalle reti wi-fi private
L'informazione viaggia su twitter: sono centinai i cinguettii con hastag "terremoto" che vengono immessi in rete in tempo reale, con foto, video, rilanci dai mezzi di informazione (che a loro volta rilanciano twitter) ma anche notizie utili come i numeri di emergenza o della protezione civile. E un appello a togliere le password dalle reti wi-fi private, per permettere l'accesso il più ampio possibile per eventuali comunicazioni, e a usare i cellulari solo per emergenze per non intasare la rete.

Panico a Bologna
A Bologna, la terra ha tremato per diversi secondi in maniera prolungata, sussultoria e ondulatoria. Tanti i bolognesi scesi in strada: il movimento tellurico, per forza e intensità, ha ricordato quello del 20 maggio scorso.

A Bologna, dopo la forte scossa di terremoto delle 9 di questa mattina, sono andati fuori uso i collegamenti telefonici cellulari. A causa della scossa che si è sentita nettamente in tutta la città e anche a San Lazzaro di Savena alcune scuole sono state temporaneamente evacuate. Gli studenti sono stati fatti uscire dalle aule dagli insegnanti in via precauzionale.

39 scosse scosse dalle ore nove, 5 sopra magnitudo 4
Sono 39 le scosse registrate dalle 9,03, quando c'è stata quella devastante di magnitudo 5,8, alle 11,24. Di queste, 32 sono uguali o maggiori a magnitudo 3. La lista è quella pubblicata su Internet dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La scossa da magnitudo 5,8 è stata preceduta, soltanto dalla mezzanotte da 11 scosse di magnitudo inferiore a 3

Dopo la scossa delle 9,03, lo sciame e' stato intenso, con 39 movimenti in 2 ore e mezzo. In questo sciame, si segnalano quattro scosse per la loro intensità: magnitudo 4 alle 9,07 (quattro minuti dopo la prima); 4,1 alle 9,10; 4,5 alle 10,25; 4,7 alle 10,27; 4,2 alle 10,40.

Riaperte le linee ferroviarie
Sono state riaperte tutte linee ferroviarie interessate dal terremoto che ha colpito il Nord Italia. Ferrovie dello Stato fa sapere che sta tornando alla normalità la circolazione dei treni sulla Bologna-Verona, Bologna-Padova, Bologna-Piacenza e Verona-Modena. Il transito dei convogli, che in alcuni tratti procede a velocità ridotta, è stato sospeso per circa 30 minuti per fare il punto sulla situazione delle infrastrutture e i necessari controlli a seguito della scossa tellurica.FONTE: RAI NEWS 24

sabato 26 maggio 2012

TERREMOTO EMILIA...



MODENA - Non smette di tremare la terra tra le province di Modena e Ferrara. Dalle 20 di ieri sera alle 7 di stamani, le scosse, di bassa e media intensità, sono state 58, la più forte delle quali è stata di magnitudo 2.7, con epicentro a Finale. A Finale Emilia circa 2000 persone dormono in tenda, in auto o in roulotte parcheggiate vicino alla propria abitazione. Una scossa di magnitudo 2.4 è stata avvertita dalla popolazione alle 23:46 di ieri sera nella provincia di Latina, tra il capoluogo e i comuni di Sermoneta e Norma. Un'altra scossa di magnitudo 2.0 si è registrata in provincia di Cosenza, tra i comuni di Castrovillari, Frascineto e San Basile.

GLI INDAGATI Primi indagati per il crollo dei capannoni, causato dal terremoto, che domenica mattina ha ucciso quattro operai in Emilia. Una ventina di persone, tra legali rappresentanti delle aziende coinvolte, tecnici e progettisti, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Ferrara. Il reato ipotizzato è omicidio colposo. Un atto dovuto, per consentire il proseguimento degli accertamenti, mentre la terra continua a tremare. Anche oggi le scosse, alcune di forte intensità, hanno seminato il panico nei centri già colpiti dal sisma, in provincia di Modena e Ferrara. La 'psicosì da terremoto tiene i cittadini lontani dalle case, anche quelle già dichiarate agibili dai vigili del fuoco, e così il numero degli sfollati è salito ancora. A cinque giorni dal sisma sono infatti quasi settemila le persone sparse tra i 12 campi d'accoglienza allestiti o le 46 strutture al coperto - palestre o edifici comunali - e i 14 alberghi che danno ospitalità ai terremotati. Li assistono 1.200 volontari della Protezione Civile, che intanto sta definendo con le autorità locali e le forze dell'ordine un piano per i primi interventi, quelli cioè in grado di garantire la pubblica incolumità e il rapido svolgimento delle operazioni di soccorso. «L'obiettivo è quello di accelerare la ricostruzione. Dobbiamo dare la speranza ai cittadini, alle imprese e ai lavoratori che vogliamo anticipare la ripartenza», afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, che oggi pomeriggio ha riunito in Regione le forze sociali e imprenditoriali - 5 mila le persone rimaste senza lavoro - per fare il punto sui danni subiti. «Il continuare dello sciame sismico produce una situazione di tensione permanente», aggiunge Errani, ribadendo che questa deve essere considerata «un'emergenza nazionale» e che «occorre l'impegno solidale di tutto il Paese». Il governo ha stanziato, con il decreto che ha proclamato l'emergenza nazionale, i primi 50 milioni di euro e altre risorse arriveranno grazie al taglio dei rimborsi elettorali ai partiti, come prevede un emendamento approvato ieri dalla Camera. Le banche, invece, hanno messo a disposizione un plafond di 800 milioni di euro, tra finanziamenti a tassi agevolati e una moratoria sulle rate dei mutui. Ed è probabile che arriveranno altri aiuti per far fronte ai danni di un terremoto che - dicono gli esperti in base alle rilevazioni satellitari - ha sollevato di 15 centimetri quell'area della Pianura Padana. Una forza pari a quella del sisma che ha distrutto l'Aquila. Non a caso la scossa delle 4.04 di domenica mattina ha distrutto torri, castelli e chiese, cancellando in pochi secondi un patrimonio culturale che era stato conservato nei secoli. E da cui ancora emergono nuove ferite nascoste. Come le crepe che oggi hanno spinto il sindaco di Sant'Agostino, Fabrizio Toselli, a ordinare l'evacuazione di un centinaio di persone dalle loro abitazioni di San Carlo. Oppure quelle che tengono ancora chiusa la parte centrale degli uffici della Procura di Ferrara. Gli stessi che indagano sul cedimento dei capannoni alla Tecopress, alla Sant'Agostino Ceramiche e alla Ursa di Bondeno che hanno provocato in tutto quattro delle sette vittime del terremoto. Operai al lavoro, uccisi mentre stavano terminando il turno di notte. I primi funerali si svolgeranno domani.

I FIORI DA NAPOLITANO Sono arrivati al campo sportivo comunale di Bondeno, allestito per ricevere il feretro di Leonardo Ansaloni, l'operaio morto il 20 maggio nel crollo della ceramica Sant'Agostino (di Ferrara), i fiori inviati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. I fiori, rose bianche, margherite rosse e tuberose, sono state portate da due carabinieri in alta uniforme.

IN ARRIVO I CONTAINER CON FARMACI Sei container, vere e proprie farmacie mobili adeguatamente attrezzate arriveranno entro lunedì nelle zone colpire dal sisma in Emilia e permetteranno di ristabilire, per quanto possibile, la rete delle farmacie, nei comuni di Mirandola, Finale e San Felice, dove su 11 solo 2 farmacie non hanno subito danni significativi. L'iniziativa è dovuta all'aiuto di Federfarma, Associazione dei titolari di farmacia, dell'Ordine dei Farmacisti e di tutti i farmacisti della zona. «Sin dalla notte di domenica scorsa i colleghi colpiti dal terremoto si sono adoperati per ripristinare, sia pure in una situazione di grave emergenza, il servizio sia di giorno che di notte. Li ringrazio pubblicamente perchè con il loro comportamento hanno sottolineato quanto sia importante la nostra funzione di servizio - ha detto Silvana Casale, presidente di Federfarma Modena - ugualmente desidero ringraziare l'Azienda Usl e tutti medici che con grande concretezza e professionalità si stanno adoperando per contenere i disagi di persone già così duramente provate. Ora stiamo cercando di rafforzare ulteriormente la nostra capacità di risposta e di offrire, in condizioni di totale sicurezza, dei punti di riferimento essenziali per l'assistenza, collocandoli vicini alla gente e dove maggiori sono le criticità». Tre container saranno collocati a San Felice, due a Finale Emilia e uno a Mirandola, vicino alla farmacia di Mortizzuolo di Mirandola e si andranno ad aggiungere ai due camper attrezzati, già attivi da alcuni giorni, uno a Finale Emilia presso il centro sportivo, il secondo a Mirandola di fronte alla farmacia Del Borghetto, nella frazione di Cividale di Mirandola. Federfarma ricorda poi che nei tre comuni più duramente colpiti dal sisma è aperta senza soluzione di continuità, la Farmacia San Camillo De Lellis di Massa Finalese (piazza Caduti per la Libertà, 2 0535.99150). Per aggiornamenti è possibile consultare il sito www.federfarmamodena.it.FONTE:LEGGO QUI

PARMIGIANO REGGIANO TERREMOTATO...


Terremoto, Coop e Consorzio aiutano i produttori di Parmigiano-Reggiano

Coop provvederà a destinare ai produttori colpiti un contributo straordinario sulle vendite di formaggio in tutti i supermercati e ipercoop del territorio nazionale


Un magazzino di formaggio devastato dal terremoto
Coop Italia e Consorzio del Parmigiano-Reggiano hanno deciso di sostenere i caseifici che hanno subit danni per il terremoto (300.000 le forme cadute, e circa la metà quelle che hanno subito danni) e, al tempo stesso, per evitare speculazioni che produrrebbero ulteriori danni ai produttori già colpiti dal sisma e potrebbero alterare la concorrenza in fase di consumo.

"Il primo obiettivo dell'accordo sul quale stiamo lavorando, e che sarà pronto nella giornata di lunedì - spiegano Vincenzo Tassinari, presidente Coop Italia, e Giuseppe Alai, presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano - è innanzitutto quello di realizzare una iniziativa di concreta solidarietà rispetto a quei caseifici e produttori bolognesi, modenesi e mantovani che, insieme a significative quote di prodotto, hanno perso strutture di magazzinaggio e impianti, con seri problemi, in diversi casi, di continuità della trasformazione del latte: proprio per questo Coop provvederà a destinare a questa causa un contributo straordinario sulle vendite di Parmigiano-Reggiano in tutti i supermercati e ipercoop del territorio nazionale.

"Allo stesso tempo - proseguono Tassinari e Alai - gli acquisti della catena distributiva avverranno senza alcun ribasso sulle quotazioni correnti, garantendo così stabilità di introito ai caseifici e puntando a stroncare proprio le speculazioni o fenomeni di sciacallaggio che potrebbero farsi strada anche in una situazione così drammatica; a garanzia di questo percorso, Coop Italia non effettuerà, per un periodo che stiamo definendo, alcuna iniziativa di ribasso dei prezzi, che finirebbe inevitabilmente per ripercuotersi anche sulle quotazioni all'origine".FONTE QUI