Elenco blog personale

lunedì 26 novembre 2012

BRUNELLI CUCINELLI...

Cucinelli, da re del cashmere a “babbo natale”: 6mila euro a ogni suo dipendente



Cucinelli, da re del cashmere a "babbo natale": regali per 5 mln ai dipendenti
Cucinelli, da re del cashmere a “babbo natale”: regali per 5 mln ai dipendenti (Foto LaPresse)
PERUGIA - Brunello Cucinelli, il re del cashmere italiano, diventa “babbo natale“. L’azienda di Cucinelli ha avuto un ottimo debutto in Borsa e Cucinelli ha annunciato che farà un “piccolo regalo” ai suoi 783 dipendenti. La cifra complessiva del regalo si aggirerebbe attorno ai 5 milioni di euro, circa 6385 euro per ogni dipendente dello stabile di Solomeo, in Umbria. Una cifra che non è stata confermata, né smentita, dal re del cashmere.
Cucinelli ha dichiarato: “E’ un piccolo dono che la famiglia fa ai suoi collaboratori, l’azienda non c’entra. E’ un dono che la nostra famiglia ha pensato quest’anno di fare a delle persone che sono cresciute con noi”. FONTE BLITZ

LE COOP...

Cara Luciana,
lo sai cosa si nasconde dietro il sorriso di una cassiera che ti chiede di quante buste hai bisogno? Una busta paga che non arriva a 700 euro mensili dopo aver lavorato sei giorni su sette comprese tutte le domeniche del mese. Le nostre famiglie fanno una grande fatica a tirare avanti e in questi tempi di crisi noi ci siamo abituate ad accontentarci anche di questi pochi soldi che portiamo a casa. Abbiamo un’alternativa secondo te?
Nei tuoi spot spiritosi descrivi la Coop come un mondo accattivante e un ambiente simpatico dove noi, quelle che la mandano avanti, non ci siamo mai. Sembra tutto così attrattivo e sereno che parlarti della nostra sofferenza quotidiana rischia di sporcare quella bella fotografia che tu racconti tutti i giorni.
Ma in questa storia noi ci siamo, eccome se ci siamo, e non siamo contente. Si guadagna poco e si lavora tanto. Ma non finisce qui. Noi donne siamo la grande maggioranza di chi lavora in Coop, siamo circa l’80%. Prova a chiedere quante sono le dirigenti donna dell’azienda e capirai qual è la nostra condizione.
A comandare sono tutti uomini e non vige certo lo spirito cooperativo. Ti facciamo un esempio: per andare in bagno bisogna chiedere il permesso e siccome il personale è sempre poco possiamo anche aspettare ore prima di poter andare.
Il lavoro precario è una condizione molto diffusa alla Coop e può capitare di essere mandate a casa anche dopo 10 anni di attività più o meno ininterrotta. Viviamo in condizioni di quotidiana ricattabilità, sempre con la paura di perdere il posto e perciò sempre in condizioni di dover accettare tutte le decisioni che continuamente vengono prese sulla nostra pelle.
Prendi il caso dei turni: te li possono cambiare anche all’ultimo momento con una semplice telefonata e tu devi inghiottire. E chi se ne frega se la famiglia va a rotoli, gli affetti passano all’ultimo posto e i figli non riesci più a gestirli.
Denunciare, protestare o anche solo discutere decisioni che ti riguardano non è affatto facile nel nostro ambiente. Ci è capitato di essere costrette a subire in silenzio finanche le molestie da parte dei capi dell’altro sesso per salvare il posto o non veder peggiorare la nostra situazione.
Tutte queste cose tu probabilmente non le sai, come non le sanno le migliaia di clienti dei negozi Coop in tutta Italia. Non te le hanno fatte vedere né te le hanno raccontate. Ed anche a noi ci impediscono di parlarne con il ricatto che se colpiamo l’immagine della Coop rompiamo il rapporto di fiducia che ci lega per contratto e possiamo essere licenziate.
Ma noi non vogliamo colpire il marchio e l’immagine della Coop, vogliamo solo uscire dall’invisibilità e ricordare a te e a tutti che ci siamo anche noi. Noi siamo la Coop, e questo non è uno spot. Siamo donne lavoratrici e madri che facciamo la Coop tutti i giorni. Siamo sorridenti alla cassa ma anche terribilmente incazzate.
Abbiamo paura ma sappiamo che mettendoci insieme possiamo essere più forti e per questo ci siamo organizzate. La Coop è il nostro posto di lavoro, non può essere la nostra prigione. Crediamo nella libertà e nella dignità delle persone. Cara Luciana ci auguriamo che queste parole ti raggiungano e ti facciano pensare. Ci piacerebbe incontrarti e proporti un altro spot in difesa delle donne e per la dignità del lavoro.
Con simpatia, un gruppo di lavoratrici Coop”

PRIMARIE A SINISTRA...BERSANI ROTTAMATO DA RENZI, MA VINCERA' LE PRIMARIE?

Le roccaforti rosse espugnate da Renzi, ma Bersani è "stracontento"...anche vincesse BERSANI è gia' rottamato.
BALLOTTAGGIO PROSSIMA DOMENICA 2 DICEMBRE.

NOTIZIE DALL'ANSA
A Castelfiorentino, uno dei centri della provincia di Firenze, dove fino agli anni Settanta il Pci raggiungeva consensi record attorno al 70%, Matteo Renzi ha ottenuto il 61,4% e Bersani il 31,9% mentre Vendola si ferma al 5,1%.

A Capalbio, il centro maremmano meta estiva di vip ed intellettuali, ribattezzata 'la piccola Atene', è il sindaco di Firenze Matteo Renzi a vincere le primarie del centrosinistra: il 'rottamatore' ha totalizzato 207 voti, mentre per Pier Luigi Bersani hanno votato in 123. A Nichi Vendola solo andati 26 voti, 4 a Bruno Tabacci e uno a Laura Puppato.

Matteo Renzi ha raccolto il 56,9% dei consensi a Prato, la città laniera guidata dal centrodestra ma che per anni è stata una delle piazzaforti industriali della Toscana. Pierluigi Bersani si è attestato al 32,2% e Nichi Vendola a 8,8%. Laura Puppato si è fermata all'1,8% e Bruno Tabacci allo 0,2%.

A Pontedera, città toscana dove ha sede lo storico stabilimento della Piaggio, ha vinto Renzi. Secondo i dati ancora ufficiosi diffusi da fonti del Pd, Renzi ha ottenuto il 48,51% e Bersani il 40,67%.

Pier Luigi Bersani vince le primarie del centrosinistra a Torino, dove hanno votato 44 mila cittadini, ma a quasi metà scrutinio Matteo Renzi è avanti in Piemonte.
A Londra, per lo meno nei seggi fisici, vince il sindaco di Firenze. A spoglio effettuato Matteo Renzi risulta infatti al primo posto con 163 voti. Segue Nichi Vendola con 124. Ultima posizione per il segretario del PD Pier Luigi Bersani con 68 voti. A Oxford, invece, ha trionfato il leader di Sel con 22 preferenze; 14 per Renzi e 7 per Bersani. A Glasgow Vendola ha totalizzato 12 voti contro i 2 (a testa) di Renzi e Bersani. In tutto il Regno Unito Laura Puppato e Bruno Tabacci si sono invece fermati, rispettivamente, a 22 voti e 1 solo voto. I dati sono stati resi noti dal comitato per Matteo Renzi.
Malgrado i tafferugli, il traffico impazzito e la situazione di tensione, le primarie del centrosinistra italiano si sono svolte regolarmente al Cairo. Il voto si è tenuto nell'unico seggio allestito nella capitale egiziana nei pressi di piazza Tahrir, in una galleria d'arte gestita da un'italiana. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, Nichi Vendola ha vinto con 13 voti, seguito da Matteo Renzi con 11 voti, Laura Puppato se ne è aggiudicati quattro, come il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Due voti sono andati a Bruno Tabacci. Gli italiani all'estero potevano esprimere il loro voto anche online.
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La legge elettorale ancora sta a carissimo amico.

domenica 25 novembre 2012

TELEPATIA RAI TRE OLIVERIO BEHA...


FEMMINICIDIO

IN ITALIA NON CI FACCIAMO MANCARE NULLA, NEANCHE IL FEMMINICIDIO..vengono accoppate donne per "TROPPO AMORE" dai signori uomini...100 VITTTIME da gennaio ad oggi...una donna ammazzata ogni due giorni...peggio di una guerra...quando poi non arrivano ad accoppare anche figli innocenti.

L'ONU E' PREOCCUPATO? DA QUANTI ANNI?



Afghanistan, cresciuta del 18%
la produzione di oppio FONTE QUI

​Continua a crescere la produzione di oppio in Afghanistan, dove la superficie destinata a questo tipo di voltivazione è aumentata del 18% quest'anno, spingendo le Nazioni Unite a lanciare un serio allarme".Secondo l'ultimo rapporto dell'Agenzia dell'Onu per la lotta alla droga e al crimine (UNODC), gli alti prezzi dell'oppio (circa 196 dollari al chilo) stanno spingendo sempre più contadini verso questo tipo di coltivazione, un business che rappresenta sempre fra il 4 e il 7% del prodotto interno lordo del paese. In Afghanistan, dove viene prodotto il 90% dell'oppio di tutto il mondo, sono stati oltre 100 gli agenti delle forze di sicurezza che sono rimasti uccisi quest'anno mentre cercavano di smantellare i campi di produzione e i talebani guadagnano almeno 100 milioni di dollari ogni anno riscuotendo tasse dai coltivatori. Un incremento del 18% rappresenta un serio segnale di allarme, è come una sveglia, ha commentato il rappresentante dell'UNODC per l'Afghanistan, Jean Luc Leahieu, nel corso di una conferenza stampa a Kabul. I progressi fatti negli scorsi anni sono stati cancellati. fonte: AVVENIRE

POSSONO SFUGGIRE GLI IMMENSI CAMPI DI PAPAVERI AI SATELLITI?

Scuola di scrittura Omero Sezione Rivista Omero

LA TERRA VISTA DAI SATELLITI...






PEACE REPORTER







La verità della Corte dei conti Usa sugli F-35

27 luglio 2012


Enrico Piovesana
I nostri politici, ‘tecnici’ e non, forse non hanno letto l’ultimo rapporto della Corte dei conti statunitense (il Gao) sul programma F-35 Joint Strike Fighter, reso pubblico lo scorso 20 marzo. O forse lo hanno ignorato, come hanno fatto del resto i mass media italiani.

Nel rapporto viene detto che i nuovi cacciabombardieri (di cui l’Italia vuole comprare 90 unità a un costo di almeno 10 miliardi di euro) sono gravemente difettosi e richiederanno modifiche progettuali che ne faranno lievitare ulteriormente i costi. Dalla lettura del documento del Gao emerge chiaramente che gli Usa, e noi alleati, stiamo gettando miliardi in un pozzo senza fondo per delle macchine che ancora non funzionano perché non collaudate”.
“Lo sviluppo dei sistemi che garantiscono la capacità di combattimento del Joint Strike Fighter rimane in ritardo e a rischio: ad oggi – si legge nel documento – solo il 4 percento dei requisiti sono stati verificati (…). I caschi dei piloti con i display integrati si sono rivelati il problema più rischioso (…). Altri problemi ci sono con i radar, con il processore integrato, con gli equipaggiamenti di comunicazione e navigazione e con le capacità di guerra elettronica” (…). “Lo scorso ottobre i collaudatori hanno denunciato problemi anche con il sistema di visione notturna e con la manovrabilità del velivolo e in generale una scarsa affidabilità”
“Lo sviluppo del software di bordo, il più complesso mai realizzato, sta prendendo più tempo del previsto e pone rischi tecnici sgnificativi” (…). “La variante del velivolo per le portaerei non si è dimostrata adatta all’imbarco per problemi con l’uncino di coda, richiedendo una riprogettazione” (…). “Vanno ancora fatti i collaudi sul volo a bassa quota, sul funzionamento dei sistemi d’arma e di attacco in picchiata e potrebbero riservare altre sorprese”.
Il rapporto spiega come le modifiche resesi necessarie finora per “rimediare alle deficienze emerse nel corso dei collaudi” abbiano già fatto raddoppiare dal 2001 a oggi il costo complessivo del programma (da 183 a 312 miliardi di euro) e di ogni singolo aereo (da 63 a 127 milioni di euro): ma il peggio, lascia intendere il Gao, deve ancora venire.
“Il numero di modifiche al programma rimarrà molto elevato fino al 2019 (…). Con il passaggio alla fase di sviluppo dei software più complessi e delle capacità avanzate, il Jsf presenterà problemi costosi. Con la maggior parte dei collaudi di volo ancora da fare, il programma subirà ancora molte revisioni progettuali e continue modifiche del processo produttivo (…) con prevedibile ulteriore crescita dei costi”.

I SUPER EVASORI...

Luca Galassi
I super ricchi nel mondo evadono più di tutti. Una ricerca – citata dal quotidiano britannico Guardian – elaborata dal gruppo Tax justice network dal titolo ‘The Price of offshore revisited’ (Il costo delle economie off-shore rivisitato), denuncia un dato impressionante: alla fine del 2010 l’élite mondiale dei Paperoni di tutto il mondo ha custodito almeno 21 trilioni di dollari in conti correnti segreti nei cosiddetti paradisi fiscali off-shore (come la Svizzera e le isole Cayman). Tale cifra assomma a più del valore del pil di Stati Uniti e Giappone messi insieme.

Secondo l’ex economista capo dell’agenzia di consulenza finanziaria McKinsey, James Henry, che ha compilato la stima, la più dettagliata relativa al mondo sommerso dei paradisi fiscali, la cifra potrebbe arrivare a 32 trilioni di dollari. Nel rapporto, viene infatti tenuto in conto solo il capitale finanziario e non le proprietà, fra cui le barche di lusso, che spesso sono iscritte ai registri navali proprio dei Paesi dove è più facile evadere il fisco.
Ad aiutare gli evasori, le banche private: la ricchezza di questi individui – relaziona Henry – è protetta da “un branco di professionisti altamente retribuiti, appartenenti all’industria bancaria, legale, contabile e di investimento che si avvantaggia delle frontiere porose dell’economia globale”.
Sempre secondo la ricerca dell’economista, le prime dieci banche private, tra cui Ubs e Credit Suisse, così come la banca di investimenti Goldman Sachs, hanno gestito oltre 5,8 trilioni di euro nel 2010, contro i 3 milioni di euro del 2007. Lo studio, redatto con dati provenienti da una varietà di fonti, incluso la Banca dei Regolamenti Internazionali (Bank of Settlements) e il Fondo Monetario Internazionale, suggerisce che in numerosi Paesi emergenti il valore cumulativo del capitale uscito dalla loro economie dagli anni ’70 a oggi sarebbe abbastanza per pagare il debito col resto del mondo.
I Paesi ricchi di petrolio, con un’élite mobile a livello internazionale sono particolarmente soggetti a vedere la loro ricchezza scomparire in conti bancari off-shore anziché essere investiti in patria. Oltre sette miliardi di euro hanno lasciato la Russia dai primi anni ’90. Dagli anni ’70, sono usciti dall’Arabia Saudita 290 miliardi di euro. Dalla Nigeria, nello stesso periodo, una somma di poco inferiore: 288 miliardi di euro.
Il capitale che evade il controllo delle autorità fiscali nazionali è così imponente che nuovi parametri sono necessari per calcolare il divario tra ricchi e poveri. Secondo i calcoli di Henry, 9,2 trilioni di capitale sono nelle mani di appena 92mila persone, lo 0,001 percento della popolazione mondiale. “La disuguaglianza – scrive Henry – è molto peggiore delle statistiche ufficali, ma i politici attuano ancora il trickle-down (sconti fiscali e agevolazioni a imprese e soggetti benestanti) per trasferire ricchezza ai poveri. La gente per strada non si fa più illusioni su quanto ingiusta sia di diventata la situazione”.

sabato 24 novembre 2012

SCIOPERO DELLA FAME...PROTESTA...

LEGGE ELETTORALE - IL PARLAMENTARE GIACHETTI  DEL PD IN SCIOPERO DELLA FAME DAL 2 SETTEMBRE ...MEDICI STOP AL DIGIUNO...


CARCERI - IN SCIOPERO DELLA FAME ANCHE  LA DEPUTATA RADICALE RITA BERNARDINI  E LA SEGRETARIA DELL'ASSOCIAZIONE IL DETENUTO IGNOTO IRENE TESTA...

CAOS..

Il successo di Morsi è stato breve, contestato in Egitto dalla popolazione.

Un altro Palestinese accoppato...la tregua che fine fara'?

Domani primarie ridicole nel PD...si scannano come  animali, mi chiedo come si potra' parlare di vittoria, chiunque vinca, sia Bersani che Renzi....ridicoli semplicemente ridicoli.

Ridicolo è anche Alfano, all'improvviso vuole solo candidati non indagati...e prima come faceva a convivere con decine di indagati?

Oggi manifestazioni a Roma, manifestera' anche Casa Pound, ma seguira' altro tragitto...speriamo bene che non ci sia violenza,  che non si spacchino teste, ma che si possa cominciare a DIALOGARE ...se veramente si ama questa Italia massacrata da ingiustizie profonde e non si vede luce di una vera GIUSTIZIA,  lo status quo continua, Monti si fa grande di cosa?

RAID A CAMPO DE FIORI...CHI PAGHERA' I DANNI?


MICHELE SANTORO ...BRUNETTA E VESPA...


Servizio Pubblico, lo scontro tra Santoro e Brunetta

Al termine della puntata di ieri sera di Servizio Pubblico (La7) scontro tra Michele Santoro e l’ex ministro Renato Brunetta. “Lei, Santoro, quanto guadagna, quanto ha guadagnato?”, chiede Brunetta. Santoro ribatte: “Guardi lei ci ha fatto un’interrogazione sui miei guadagni perché non chiede quelli di Vespa?”. Nasce un diverbio dai toni alti, alla fine Santoro, con eleganza, chiede scusa al deputato Pdl
23 novembre 2012 IL FATTO QUOTIDIANO...

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Si puo' dire la Rai lottizzata e saccheggiata...dai privilegiati giornalisti...tanto paga pantalone, e il canone Rai pagato da tanti poveracci  anziani al di sotto dei  70 anni, a Natale con quella misera tredicesima devono pagare per mandarli in tasca ai vari  lottizzati dalla politica.



EMILIO FEDE...PENSIONATI ALLA FAME...CHE UOMO SENSIBILE...(...)

Manifesto Emilio Fede
Manifesto Emilio Fede
MILANO – Spunta in strada a Milano il primo manifesto di “Vogliamo Vivere”, il nuovo movimento fondato da Emilio Fede. L’appuntamento con i suoi fedelissimi per il primo raduno è domenica  25 novembre, al Teatro Nuovo di Milano.
Il movimento si prefigge di cambiare la politica che oggi “è solo rissa”, e di aiutare i pensionati che “non sanno più a che Santo votarsi”. Secondo “Vogliamo vivere”, l’Italia non può più fare i “valletti della Germania”, ed i giovani “non hanno più la forza di sognare”.
Secondo il movimento”Grillo è poco credibile” e “Renzi vuole scalare il vertice del PDL”. Contro “tasse e corruzione”, “noi”, che “andiamo in giro per i mercati rionali”. La risposta ai nostri problemi è semplice: “Vogliamo Vivere”, il nuovo (partito?) di Emilio Fede.

BEOOE GRILLO

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Le imprese italiane muoiono come mosche mentre a Roma si discute su come salvare il culo dei partiti e dei loro beneficiati, si discetta delle alchimie della nuova legge elettorale. Una legge pret a porter, su misura, per un Monti bis. Un signore che non si candida, ma che è già nuovo presidente del Consiglio per diritto divino alla faccia della democrazia. Investire in Italia non ha più senso, fare impresa è una lotta contro i mulini a vento. I piccoli e medi imprenditori, il tessuto sociale che tiene in piedi la baracca del Paese, sono i nuovi Don Chischiotte che combattono una lotta che sembra persa in partenza. Se falliranno, con loro fallirà il Paese. Quando cesserà il gettito fiscale, diretto e indiretto, garantito dai piccoli e medi imprenditori, la macchina Italia si fermerà e il problema non sarà più politico e nemmeno economico, ma sociale. Quanti soldati blu saranno necessari per mantenere l'ordine pubblico? A cosa serviranno allora le discussioni bizantine sulle elezioni, i premi di maggioranza, i premiolini, le primarie fatte da nullità e vendute come fustini di detersivo dalla propaganda dei media? Qui l'Italia va a fuoco e i nuovi Nerone suonano la cetra.
La società Price Waterhouse Coopers ha pubblicato una classifica delle PMI nei diversi Stati in base a tre indici: il numero adempimenti fiscali, il tempo necessario per il loro calcolo e gestione e la pressione fiscale. L'Italia è 131esima al mondo. E' più conveniente aprire un'azienda nelle Barbados (121), in Bielorussia (129), in Bosnia (128), a Capo Verde (102), in Colombia (99), persino in Etiopia (103) , Guatemala (124), Guyana (118), Iraq (65) , Moldova (109), Namibia (112), Nepal (114), Sierra Leone (117) e Uganda (93). La PMI italiana ha un carico fiscale del 68,3%, è sottoposta a 15 adempimenti fiscali che per essere smaltiti hanno bisogno di 269 ore di lavoro, circa 33 giorni lavorativi. Siamo nelle mani di pazzi in libertà che affermano di aver risanato il Paese attraverso successi come la crescita del debito pubblico, della disoccupazione, dell'inflazione insieme al crollo della produzione. L'Europa viene sempre citata dal governo "cicero pro domo sua", per difendere gli interessi e i privilegi di casta. In ambito fiscale però l'Europa non fa mai testo, come per l'introduzione della legge anticorruzione e del falso in bilancio, o abbassando il carico fiscale delle PMI. In. Europa. Si. Può. Fare. La Danimarca è 13sima con il 27,7% di tassazione, la Finlandia 23sima con il 40, 6%, la Germania 72sima con il 46,8%, l'Olanda 29sima con il 40,1%, la Gran Bretagna 16sima con il 35,5%. Tutti Paesi con servizi molto più efficienti e meno costosi dell'Italia, Stati dove la burocrazia è al servizio del cittadino e non autoreferenziale e matrigna. Qui, o si salvano le PMI o si muore. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere.

venerdì 23 novembre 2012

GIOVANI SOLI...


DOMANI GIOVANI SENZA FUTURO DI NUOVO IN PIAZZA...speriamo  che non ci sia violenza. ma che abbiano ASCOLTO.

LA PUPA E IL SECCHIONE...LA SIMONA ERCOLANI DAL PCI OCCHETTO E LA CIPRIANI...


La showgirl Francesca Cipriani, oggi in aula come teste al processo Ruby Bis a carico di Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora, ha confermato un “aiuto di diecimila euro”, ricevuto di recente da Silvio Berlusconi. “Dopo l’avvio di questa farsa”, ha detto la Cipriani fuori dall’aula, “non riesco più a lavorare. E Berlusconi mi ha aiutato”. Un aiuto che secondo lei le avrebbe permesso di continuare con la sua carriera di “comica”. “Perché”, aggiunge, “voglio far ridere l’Italia”. Un talento innato che non poteva sfuggire al Cavaliere: “Mi ha notata proprio per la mia ironia”, ha detto la teste rispondendo al pm Antonio Sangermano. In aula anche Alessandra Sorcinelli, altra assidua delle serate ad Arcore. Nel corso dell’esame la teste ha confermato di aver ricevuto nei primi mesi del 2010 bonifici da Silvio Berlusconi per un valore complessivo di 115mila euro. “Deve aver avuto problemi seri”, ha commentato il presidente del tribunale, innescando le risate dell’aula. Più modestamente, oggi la Sorcinelli percepisce un mensile di duemilacinquecento euro. La stessa cifra ammessa da molte altre testimoni al processo  di Franz Baraggino

La Cipriani e la vincitrice DEL PREMIO DI 500 MILA EURO della  trasmissione la PUPA E IL SECCHIONE  della SIMONA ERCOLANI: qui


Simona Ercolani - Roma 20 ottobre 1963. Giornalista tv. Nota soprattutto come autrice del programma Rai Sfide. È sposata col giornalista Fabrizio Rondolino. «Non mi interessa il calcio, ma il calciatore».
• «Producevo spot pubblicitari e piccoli documentari. Militante del Pci andai con una piccola telecamera al congresso di Rimini, quello che sancì la trasformazione del partito in Pds. In ballo c’era l’approvazione della linea Occhetto. La sua conferma alla segreteria sembrava una formalità, tanto che i giornalisti decisero di abbandonare l’aula in attesa di conoscere l’esito scontato delle votazioni. Qualcosa andò storto, Occhetto non fu confermato e io mi trovai, unica, a documentare il dramma di un leader tradito dai suoi compagni. Quelle immagini, esclusive, hanno fatto la mia fortuna. Iniziai a collaborare con Raitre. Prima Storie vere poi Chi l’ha visto?, una scuola tosta, quella di Guglielmi, che mi ha insegnato il mestiere. La collaborazione per il programma della Raffai fu notata da Freccero. Passai a Raidue con la possibilità di fare un programma tutto mio, di idearlo. Nacque il rotocalco Passioni».
• « Sfide ha incollato al televisore anche chi con il calcio ha poco a che fare, al punto tale da meritarsi il Premio Ennio Flaiano per la migliore trasmissione televisiva del 2001» (Alessandro Catapano). Autrice anche dei reality La pupa e il secchione (assieme al marito), La fattoria, Uno due tre... stalla!: « Sfide è la bottega artigiana, Fattoria è l’azienda. La bottega tiene con i piedi per terra, lavorare con un budget basso obbliga a risolvere in fretta, a decidere. Nell’azienda ci sono maggiori problemi di marketing, ma anche mezzi maggiori».
• «La “vera” Simona Ercolani qual è, quella di Sfide o quella de La pupa e il secchione? L’ unica risposta irricevibile è anche la più scontata: l’Ercolani è tutt’e due, l’alto e il basso, il cuore alla Rai e il portamonete a Mediaset. No, bisogna stabilire in fretta quale delle due mente» (Aldo Grasso).
• Nel 2008 ha diretto con Paolo Fattori La classe operaia va all’inferno, film sul rogo della Thyssen-Krupp (Torino nella notte tra il 5 e 6 dicembre 2007, 7 vittime).Giorgio Dell’Arti - Massimo Parrini
Catalogo dei viventi 2009, Marsilio
scheda aggiornata al 5 ottobre 2008


ALTRO PROGRAMMA DELLA ERCOLANI:

MENTANA, LERNER, SANTORO E VESPA, MATADOR DELLA TV

ENRICO Mentana è il primo protagonista di Matador, il nuovo programma in quattro puntate, in onda da domani alle 23.30 su RaiDue. La trasmissione di Simona Ercolani ripercorre le vite professionali di quattro tra i giornalisti italiani che da oltre 25 anni si distinguono nell' arena dell' informazione televisiva: Enrico Mentana, Bruno Vespa, Gad Lerner e Michele Santoro. Si tratta di autentiche biografie semi autorizzate di anchormen di successo raccontate nell' ineludibile intreccio che lega le loro carriere all' attualità e ai momenti cruciali della vita pubblica nazionale di quest' ultimo quarto di secolo. Con interviste esclusive, immagini di repertorio originali, testimonianze dirette dei protagonisti, Matador ripercorre i fatti fondanti della seconda Repubblica, raccontati da chi all' epoca li seguiva. Un punto di vista privilegiato che svela al pubblico il "dietro le quinte" di trasmissioni che hanno fatto la storia della tv, da Samarcanda, a Matrix, a Porta a Porta, a Milano Italia.

MICHELE SANTORO...A SANTACALLA...

MICHELE SANTORO SULLA  RETE TV 7 AL GIOVEDI SERA...manco dopo una decina di minuti dall'inizio della trasmissione io mi addormento.  LO TROVO VECCHIO, MA COSI VECCHIO CHE IO LO MANDEREI A SANTACALLA. 
IERI SERA  ERA PREDA DEI RICORDI...COME I VECCHI  che fanno sedere i bambini per raccontare la guerra la fame la miseria...ma lui pero' è grasso, ricco, e un bel para-furbo...levategli il microfonooooooooooooooooo ed anche  la  telecamera!!!!!!!!!!

CAOS...

CRISI 
IGNORANZA
RELIGIONI 
RAZZISMO 
VIOLENZA
DISUGUAGLIANZE 
INGIUSTIZIE
TERRORISMO

C A O S