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martedì 11 dicembre 2012

CORRUZIONE...

Corruzione a ministero Agricoltura, 11 arresti: sequestrati 22 mln

Anche il capo della segreteria del ministro. Giro di mazzette e contributi statali illegali per 32 milioni di euro - Fonte qui


Roma, 11 dic. (TMNews) - Corruzione e tangenti al ministero dell'Agricoltura. Sono undici gli arresti tra imprenditori, dirigenti e funzionari, tra cui Giuseppe Ambrosio, capo della segreteria del sottosegretario Braga già capo gabinetto dei ministri Zaia e Galan. La Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro 22 milioni di euro: 43 tra terreni e fabbricati, 10 tra autoveicoli e motocicli e numerosi conti correnti, depositi titoli e polizze assicurative. Ammontano invece a 32 milioni di euro i contributi statali illecitamente percepiti da alcuni imprenditori grazie alla corruzione dei funzionari del MIPAAF.

"E' stato accertato un diffuso sistema corruttivo radicato nell'ambito del Mipaaf, posto in essere sistematicamente e con modalità seriali in occasione di elargizioni di denaro pubblico". Così scrive il gip Flavia Costantini in un passaggio dell'ordinanza di custodia cautelare che riguarda 11 persone, tra cui Giuseppe Ambrosio, alto dirigente del ministero delle politiche agricole.

In sostanza - continua il giudice - "i pubblici ufficiali, anche se non direttamente competenti alla adozione degli atti amministrativi, contattano o vengono contattati dai privati beneficiari al fine di concordare, da un lato, la sovvenzione di denaro pubblico da elargire e dall'altro il compenso corruttivo da corrispondere; emerge evidente la sistematicità e ripetitività delle condotte nonchè la circolarità dei vantaggi corruttivi corrisposti ai pubblici ufficiali interessati da una futuribile ma certa turnazione nella percezione dei compensi".

"Laddove la misura ridotta della sovvenzione - aggiunge il gip - non consente la retribuzione di tutti i pubblici ufficiali partecipi al patto corruttivo, il privato corruttore, seguendo percorsi ben collaudati, provvede a soddisfare la richiesta di uno soltanto con la certezza per gli altri di essere a loro volta soddisfatti alla prima utile occasione, che si presenterà senz'altro essendo il Mipaaf dicastero che nonostante la crisi finanziaria dello Stato, riesce a reperire risorse per finanziare progetti di dubbia utilità per la Comunità ma di ingente impegno economico e di sicuro tornaconto per i funzionari corrotti".

Per le stesse ipotesi di reato sono indagate nel complesso 37 persone, tra cui 13 dirigenti e funzionari pubblici. "Questa vicenda dimostra che nell'amministrazione c'è della spesa pubblica inquinata dalla corruzione, dove progetti virtuosi vengono alterati o distorti per portare beneficio a pochi e non a tutti". Così ha detto il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi.

Il magistrato ha poi continuato: "Quello che è emerso dalle indagini è un vasto giro di privilegi e malaffare dove alla corruzione si sono unite rivelazioni di informazioni, potere di influenza, comportamenti ispirati a parzialità".

Oltre a Giuseppe Ambrosio in carcere è finita anche la moglie Stefania Ricciardi, dirigente dell'ufficio promozione e valorizzazione presso la direzione generale della qualità agroalimentare. Analoga misura cautelare è stata adottata nei confronti di Ludovico Gay, già direttore generale di 'Buonitalia Spa'; e di Alfredo Bernardini, dirigente della Confederazione italiana agricoltori; la lista è chiusa da Michele Mariani che è un impiegato del Mipaaf. Gli arresti domiciliari sono stati adottati invece per gli imprenditori Claudia Maria Golinelli, Luigi Cardona ed Oliviero Sordini. Ai domiciliari anche Riccardo Deserti, attuale direttore del consorzio del Parmigiano Reggiano e Luca Gaudiano funzionario del Mipaaf. Le contestazioni a Deserti riguardano fatti relativi a quando era in servizio al ministero, hanno spiegato gli investigatori della Guardia di finanza.

Commentando Le Stelle: La Malafede di Chi Accusa Grillo di essere Antidem...

Commentando Le Stelle: La Malafede di Chi Accusa Grillo di essere Antidem...: Beppe Grillo ha postato un video in cui, spazientito, invita tutti coloro che accusano lui di essere antidemocratico di lasciare il movi...

lunedì 10 dicembre 2012

Serravalle, assunzioni favori e sprechi: così Penati e Podestà l’hanno prosciugata - Il Fatto Quotidiano


MARIO MONTI - MARCO TRAVAGLIO

Quanti errori, professor Monti

di Marco Travaglio - l'Espresso
Ha sbagliato i conti sugli esodati. Si è lasciato intimidire dalle lobby. Ha promesso di mettere mano alla Rai poi si è tirato indietro. Ha imposto il ticket sanitario ai disoccupati poi l'ha tolto parlando di un refuso. Per non dire del gran casino sulle aliquote Imu. Era stato chiamato per riparare i danni dei politici, ma ora chi riparerà i suoi?
(02 maggio 2012)
Mario Monti Mario MontiI
mmaginiamo un governo politico, di destra o di centro o di sinistra, che l'8 gennaio promette di mettere mano alla Rai "entro poche settimane" e poi non fa nulla per tre mesi e mezzo, anche dopo che il 28 marzo è scaduto il Cda; si dice "disponibile a un decreto" per tagliare i fondi pubblici ai partiti e poi non muove un dito; annuncia che le province saranno abolite, poi si scopre che restano, ma i consiglieri non li eleggono più i cittadini, bensì li nominano i consiglieri comunali; alza l'età pensionabile a 68 anni mentre ogni anno decine di migliaia di lavoratori vengono rottamati a 50, e poi s'accorge che così centinaia di migliaia di lavoratori restano senza stipendio né pensione; annuncia che gli "esodati" sono 65 mila perché i soldi bastano solo per questi, salvo scoprire che sono 350 mila; ripristina la tassa sulla prima casa (Imu), esentando le fondazioni bancarie, ma non le case di vecchi e invalidi ricoverati in ospizio; divide l'Imu prima in due poi in tre rate e annuncia aliquote più alte ma senza fissarle, gettando i contribuenti nel caos e beccandosi l'accusa di incostituzionalità dai tecnici della Camera.

Ma non è finita: abolisce le imposte sulle borse di studio fino a 11.500 euro, ma non per i 25 mila medici specializzandi scippandogli il 20 per cento di quel poco che lo Stato concede loro per finire gli studi; abolisce dall'articolo 18 il reintegro giudiziario per i licenziati ingiustamente con la scusa dei motivi economici, poi annuncia che la riforma è immodificabile, infine fa retromarcia alla prima minaccia di sciopero; lancia il decreto liberalizzazioni e poi lo lascia svuotare in Parlamento dalle solite lobby, mentre la Ragioneria dello Stato segnala la mancanza di copertura finanziaria per alcune norme; dà parere favorevole a un emendamento Pd che cancella le commissioni bancarie, salvo poi accorgersene e cancellarlo con un altro decreto; lascia passare un altro emendamento Pd che tassa gli alcolici per assumere 10 mila precari della scuola, poi lo fa bocciare in extremis; annuncia la ritassazione dei capitali scudati, ma senza spiegare come si paga, così nessuno riesce a pagarla nemmeno se vuole; tassa le ville all'estero, ma si scorda quelle intestate a società, che sono la maggioranza, così non paga quasi nessuno; toglie ai disoccupati l'esenzione dal ticket sanitario e poi la ripristina scusandosi per il "refuso".

E ancora: vara il decreto "svuotacarceri" per sfollare le celle, col risultato che i detenuti aumentano (66.632 fine febbraio, 66.695 fine marzo); annuncia la tassa di 2 centesimi sugli sms per finanziare la Protezione civile, poi se la rimangia e aumenta le accise sulla benzina; annuncia due volte nella Delega fiscale un "fondo taglia-tasse" per abbassare le aliquote e abolire l'Irap coi proventi della lotta all'evasione, ma due volte lo cancella; depenalizza le condotte "ascrivibili all'elusione fiscale" con "abuso del diritto" che vedono imputati Dolce e Gabbana, indagati dirigenti di Unicredit e Barclays e multati dal fisco Intesa Sanpaolo per 270 milioni e Montepaschi per 260 (lodo salva-banche); inventa una tassa sulle barche di lusso, ma cambia tre volte le regole così pochi la pagano e quasi tutti portano gli yacht all'estero ("lodo Briatore"); nella riforma della Protezione civile scrive che "il soggetto incaricato dell'attività di previsione e prevenzione del rischio è responsabile solo in caso di dolo o colpa grave", rischiando di mandare in fumo il processo in corso a L'Aquila contro la Commissione grandi rischi per omicidio colposo e le indagini sulla mancata prevenzione nel sisma del 2009 (lodo salva-Bertolaso & C.); nel pacchetto anticorruzione Severino cambia il nome e riduce la pena (e la prescrizione: da 15 a 10 anni) alla concussione per induzione, reato contestato a Berlusconi nel processo Ruby (lodo salva-Silvio).

Ecco, in uno a caso di tutti questi casi, che si direbbe di questo governo politico? Che ci vogliono dei tecnici per ripararne tutti i guasti. Ma se questi guasti li fa il governo tecnico, chi li ripara?

MASSIMO D'ALEMA-CESARE GERONZI

Geronzi: D'Alema il mio sponsor

di Vittorio Malagutti
Né Andreotti né Berlusconi: è stato l'esponente del Pd il più fedele amico del controverso finanziere romano. Lo dice lo stesso ex presidente di Mediobanca nel libro-intervista 'Confiteor' di Massimo Mucchetti
(23 novembre 2012)
Lo sponsor politico più importante di Cesare Geronzi? Il leader di partito che non ha mai fatto mancare il suo appoggio alle iniziative del banchiere più influente e controverso della seconda Repubblica? Non è Giulio Andreotti, che pure fu decisivo per la nascita della Banca di Roma a guida geronziana. E neppure Silvio Berlusconi, da sempre indicato come il principale supporter del finanziere capitolino. No, l'amico vero, il politico negli anni fedele, si chiama Massimo D'Alema.

E' lo stesso Geronzi a ricostruire i suoi rapporti con l'ex presidente del Consiglio ed ex ministro degli esteri nel libro intervista di Massimo Mucchetti in vendita da mercoledì prossimo. "Confiteor", questo il titolo del lungo racconto del banchiere pubblicato da Feltrinelli. Un titolo che richiama la preghiera della confessione del rito cattolico.

Risposta dopo risposta il lettore viene accompagnato attraverso 25 anni di storia del nostro Paese. Dal crollo della prima Repubblica, che segue di poco l'ascesa di Geronzi al vertice della neonata Banca di Roma, frutto della fusione tra Cassa di Roma, Banco di Santo Spirito e Banco di Roma, fino al ribaltone della primavera 2011, con le dimissioni dell'ex banchiere dalla presidenza delle Assicurazioni Generali.

Frutto di oltre 100 ore di colloqui, suddivisi in 27 incontri tra giugno e settembre scorsi, il libro di Mucchetti (autore tra l'altro, del fortunato "Licenziare i padroni") non si esaurisce in una lunga sequenza di domande e risposte. Mucchetti, per quanto possibile, è andato a cercare i riscontri alle affermazioni di Geronzi, mettendole alla prova sulla base del proprio archivio e delle testimonianze di altri protagonisti.

E l' autore non ha neppure rinunciato ad applicare alla vicenda professionale del banchiere lo stesso metodo di valutazione in passato da lui già utilizzato con successo per i grandi capitalisti nostrani, dagli Agnelli a Marco Tronchetti Provera. Così, sorpresa delle sorprese, alla fine si scopre che Geronzi è riuscito a garantire un rendimento annuo del 18 per cento agli azionisti delle banche che ha guidato.

E' vero, il risultato è stato ottenuto tra il 1992 e il 2007, un quindicennio d'oro per la finanza seguito dal crac globale di cui ancora scontiamo le conseguenze.

A conti fatti, però, il banchiere politico per eccellenza secondo Mucchetti ha vinto la sfida sul mercato con altri colleghi celebri come Giovanni Bazoli di Intesa e Alessandro Profumo di Unicredit. Proprio quest'ultimo nel maggio 2007 si prese Capitalia sulla base di una valutazione di 21,8 miliardi per tutto l'istituto romano.

Cifre che adesso sembrano fuori della realtà. L'intera Unicredit arriva a stento ai 20 miliardi di capitalizzazione.

Nel libro il banchiere affronta il tema spinoso dei rapporti con Sergio Cragnotti e la sua Cirio e con la Parmalat di Calisto Tanzi. Legami pericolosi che gli sono finora costati condanne penali in primo grado a 4 anni (Cirio) e 5 anni (Ciappazzi-Parmalat).

Ma la parte forse più gustosa dell'intero libro promette di essere quella dedicata alla fase finale della carriera di Geronzi. Quella che lo ha portato prima al vertice di Mediobanca, sulla poltrona che fu di Enrico Cuccia, e poi al vertice delle Generali, le due poltrone più prestigiose della finanza nazionale.

E qui, grazie alle domande del suo intervistatore, Geronzi offre per la prima volta la sua versione sui fatti che lo hanno messo in rotta di collisione con l'amministratore delegato Alberto Nagel. A cominciare dal racconto della fatidica riunione del consiglio di amministrazione delle Generali, il 6 aprile dell'anno scorso, che si concluse con le dimissioni dell'ex banchiere.«Fu una congiura architettata da Nagel e da Lorenzo Pellicioli, il capo della De Agostini, di cui Diego Della Valle si fece strumento», questa la versione di Geronzi. Che liquida mister Tod's come un mandato che pensava di essere mandante.


DAVIDE BARILLARI - M5S CAPOLISTA NEL LAZIO ...

GRAZIE A TUTTI e a TUTTE ! la vittoria di oggi e' di tutto il moVimento 5 stelle Lazio... fra tante difficolta' e in tempi molto stretti siamo stati in grado di esprimere un'ottima squadra di portavoce molto attivi sul territorio e competenti in tutte le aree. Ora impegnamoci a scrivere il programma con l'aiuto di tutti i cittadini...ci aspettano sfide enormi e abbiamo gia' tantissime idee su come affrontarle :-)



DAL BLOG DI BEPPE GRILLO
Candidati portavoce M5S per le regionali nel Lazio
"Nel Lazio dei Fiorito, dei Maruccio, dei festini a base di ostriche e champagne, mentre la gente non arriva alla fine del mese, c'è un Movimento di persone perbene che ha deciso di riappropriarsi della sua Regione. Questi cittadini 5 Stelle si sono incontrati dal vivo ed in rete ed hanno costruito un percorso fatto di idee, proposte, coraggio e determinazione. I gruppi locali degli attivisti del Movimento 5 Stelle hanno individuato i loro portavoce consiglieri ed hanno votato in rete il loro portavoce candidato presidente Davide Barillari. Da oggi, quindi, inizia il percorso di presentazione della lista M5S anche nel Lazio. Ci hanno provato in tutti i modi a fermarci: inerzia voluta della Polverini, sentenze del TAR, ricorsi, sentenze del Consiglio di Stato, decreti, di nuovi ricorsi, commissari ad acta, di nuovo decreti. Ma noi ci siamo. Il 3 e 4 febbraio (o qualunque nuova data si inventeranno) il Movimento 5 Stelle Lazio ci sarà e votandolo le persone perbene del Lazio metteranno finalmente cittadini onesti dentro il Consiglio Regionale. Ci vediamo in Regione e per loro non sarà un piacere." I cittadini del Movimento 5 Stelle Lazio

ps: prossimo appuntamento per il Firma Week End il 15 e 16 dicembre: a breve la mappa dei banchetti
pps: nei prossimi giorni discuteremo insieme i punti del programma regionale. Stay tuned!

venerdì 7 dicembre 2012

AGNESE BORSELLINO...

Sicilia, Agnese Borsellino da Santoro: “Nessuna stima per l’ex ministro Mancino”

Scritto da Redazione Canicatti Web Notizie il 7 dicembre 2012, alle 07:30 FONTE QUI
In una lettera, in esclusiva  a Servizio Pubblico, il programma di Michele Santoro, Agnese Borsellino, la moglie del giudice ucciso nella strage di via D’Amelio, commenta – con la sua voce – gli ultimi avvenimenti relativi alla trattativa Stato-mafia.
“Non ho il titolo nè la competenza per commentare conflitti di attribuzioni sorti tra poteri dello Stato, ma sento di avere il diritto, forse anche il dovere di manifestare tutto il mio sdegno per un ex ministro, presidente della Camera e vice presidente del Csm, che a più riprese nel corso di indagini giudiziarie, che pure lo riguardavano, non ha avuto scrupoli nel telefonare alla più alta carica dello Stato, cui oggi io ribadisco tutta la mia stima, per mere beghe personali”.
“Non sorprende che l’attenzione dei media – aggiunge – si sia riversata sul Quirinale, ma il protagonista di questa triste storia è solo il signor Mancino, abile a distrarre l’attenzione dalla sua persona e spregiudicato nel coinvolgere la Presidenza della Repubblica in una vicenda giudiziaria, da cui la più alta carica dello Stato doveva essere tenuta estranea”.
“Oggi io, moglie di Paolo Borsellino, mi chiedo – conclude -: chi era e quale ruolo rivestiva l’allora ministro dell’Interno Nicola Mancino, quando il pomeriggio del primo luglio del ‘92 incontrò mio marito? Perchè Paolo rientrato la sera di quello stesso giorno da Roma, mi disse che aveva respirato aria di morte?”.

giovedì 6 dicembre 2012

LA LOTTA CONTRO I MULINI A VENTO...DI NORMA RANGERI

Carlo Cracco, lo chef con la modella nuda su GQ. Il Manifesto: "Vetero-machismo"

Fonte: blitz

Carlo Cracco sulla copertina GQ di dicembre[/caption]   ROMA - Carlo Cracco, 47 anni, chef di successo e superdivo da quando è approdato alla trasmissione MasterChef, in questi giorni è sulla bocca di tutti, ma non per i prelibati manicaretti che è in grado di cucinare ma per la copertina GQ di dicembre che lo ritrae in compagnia della nudissima e bellissima supermodel Jessica Dykstra che impugna fiera una gigantesca orata. "Un balzo indietro di trent'anni", è il commento di Norma Rangeri sul Manifesto. "Nel caso di GQ si torna indietro di qualche era culturale e si affonda nel vetero-machismo", scrive osservando che al giorno d'oggi persino le riviste patinate hanno fatto passi in avanti. Vedere nel 2012 una cover girl come una donna oggetto accostata a un uomo di successo per giunta, non è piaciuto a tutto un mondo di progressiste, femmniniste, moraliste ecc. Descrivendo la famigerata copertina dal titolo Sex, food & rock'n'roll, Norma Rangeri ha scritto:
Il sex, naturalmente, è rappresentato da una ragazza nuda, di profilo, vestita solo di un tacco vertiginoso, avvinghiata a un uomo. Lui è il food, un cuoco famoso, Carlo Cracco. Ci guarda con la faccia seria, nel suo elegante smoking con farfallino, come a dire "io sono l’uomo che non deve chiedere mai". La ragazza ha la bocca laccata di rosso, socchiusa, desiderante e, non bastasse l’allusione costruita dal patetico quadretto, con l’unica mano libera stringe un pesce. Enorme.
Ma Cracco si sfila dalle critiche: "Ma l’aveva letto l’articolo? Il tema è il food e la sua attrazione. Di conseguenza, anche il cuoco è oggetto del desiderio. Tutto qui". Lui, astro gastronomico e gran seduttore, trova incomprensibili queste critiche. "Non credo che la copertina, ironica e brillante, di GQ inneschi reazioni tanto esagerate. La copertina deve o non deve colpire il lettore?". E lei: "Ci avessero messo un’acciuga al posto di quel pesce gigante avrei, forse sì, trovato un briciolo di ironia..."
FONTE:
https://www.facebook.com/pages/INFORMAZIONE-LIBERA/71253357381
GAVA

ALI HA GLI OCCHI AZZURRI...FILM


ESUBERI...

In Italia siamo sempre pieni di esuberi...lo scambio di voto è sempre attivo...(...)

Gli esuberi del privato vengono licenziati immediatamente, oppure il datore di lavoro si sacrifica a sue spese...gli esuberi del pubblico impiego sono a spese di tutti.

Gli esuberi sono umani con ciccia  sangue e cuore...ma anche quelli del privato sono fatti di ciccia sangue e cuore, ma non gliene frega un cazzo a nessuno!

CORRUZIONE...

BEPPE GRILLO

La legge è uguale per gli altri

 
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ACQUA...ITALIA

Bortoni: nell'acqua replicheremo i successi dell'energia


Servono 65 m.di € in 30 anni: nuovo sistema tariffario e "water bond"FONTE QUI
L'Autorità per l'Energia punta a replicare nel settore dell'acqua i "successi italiani" conseguiti nell'energia, che nel corso di "15 anni di buona regolazione" hanno permesso un significativo miglioramento della qualità del servizio e importanti effetti per i consumatori e per lo sviluppo industriale di molte imprese nazionali. Lo ha detto oggi a Milano il presidente dell'Autorità, Guido Bortoni, aprendo la Conferenza Nazionale sulla Regolazione dei Servizi Idrici.
Bortoni ha assicurato che l'Autorità intende offrire anche nell'acqua "un vero e proprio servizio di regolazione" e ha ricordato le iniziative già avviate nel comparto (a cominciare dalle consultazioni sul sistema tariffario e la trasparenza dei documenti di fatturazione) e la riorganizzazione interna mirata ad assolvere le nuove funzioni (creazione di due Uffici speciali e di un'Unità con relativo personale).
L'azione dell'Autorità nel settore idrico tenderà a garantire il diritto all'acqua, lottare contro gli sprechi e l'inquinamento e sviluppare le infrastrutture attraverso una "regolazione innovativa attenta alla qualità del servizio e alla tutela sociale", ha sottolineato Bortoni. Nel nostro Paese, infatti, permangono "criticità evidenti": perdite di rete di oltre il 30% (le più elevate d'Europa), il 15% della popolazione privo di sistema fognario, depuratori insufficienti o addirittura inesistenti per un italiano su tre e discontinuità nell'erogazione. Tutto ciò con ripercussioni su ambiente e salute, senza contare i danni per agricoltura e turismo e il rischio di sanzioni comunitarie.
Per superare queste criticità, secondo i dati dei Piani di Ambito già approvati, sono indispensabili nei prossimi 30 anni oltre 65 miliardi di euro. In alcune fasi della filiera del settore, in particolare nella depurazione, "gli investimenti sono al contempo urgenti e strategici", ha detto il presidente dell'Autorità, secondo il quale occorre quindi procedere celermente con una regolazione incentrata sulla selettività: saranno prioritariamente promossi gli investimenti con rilevanti caratteristiche di criticità e indifferibilità, nonché quelli necessari ad affrontare emergenze climatiche.
La regolazione tariffaria sarà orientata a promuovere gli investimenti e a riconoscerne i costi, ma "solo dopo che le opere saranno state effettuate". Sarà inoltre importante dotare gli operatori di risorse finanziarie adeguate per alimentare gli investimenti attesi, "tenendo conto degli esiti referendari". Ma la regolazione tariffaria, da sola, non è uno strumento sufficiente alla realizzazione di adeguate infrastrutture. Servono perciò scelte strategiche che spettano al legislatore nazionale e locale, come la costituzione di fondi rotativi destinati o l'emissione di "water bond", ha concluso Bortoni.

RUSSIA...

Passport ANIE: Russia, export italiano destinato a crescere

Dall’Elettrotecnica ed Elettronica origina oltre l’8% dell’export italiano in Russia. Quota destinata a crescere, grazie ai piani di sviluppo previsti nel Paese nei settori energetico, ferroviario ed edile FONTE:QUI
Il mercato russo si conferma molto promettente per le aziende italiane e in grande crescita. Il nostro Paese figura al 7° posto nella classifica dei partner commerciali della Russia per quanto riguarda le aree di importazione e addirittura al 2° posto assoluto dietro l’Olanda tra le principali aree di esportazione della Russia.
Gli investimenti diretti esteri (IDE) netti italiani in Russia nel 2011 hanno raggiunto quota 800 milioni di euro. La principale destinazione degli investimenti italiani riguarda il settore energetico, ma si stanno rafforzando i settori ad alto contenuto tecnologico, le telecomunicazioni, il settore automobilistico, gli elettrodomestici, l’agroalimentare e le banche. Le imprese italiane attualmente presenti in Russia sono oltre 230.
Nel 2011 le esportazioni della Russia sono state pari a 370 miliardi di euro, con una crescita annua di 30 punti percentuali, di cui oltre l’80% destinate ai Paesi extra CSI. Con una crescita del 33,4% rispetto al 2010 le importazioni russe hanno raggiunto quota 219 miliardi di euro.
Nel 2011 le esportazioni italiane in Russia hanno superato la soglia dei 9 miliardi di euro, facendo registrare una crescita di oltre il 17% rispetto all’anno precedente. L’export italiano si focalizza nei settori della Meccanica strumentale, comparto che da solo rappresenta circa il 28% del totale esportato, del Tessile-Abbigliamento (21%) e proprio dell’Elettrotecnica ed Elettronica (oltre l’8%).
Nel 1° trimestre 2012, l’export italiano verso la Russia ha registrato unincremento del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il Saldo della bilancia commerciale rimane per il 2011 negativo per l’Italia, con un disavanzo di 8,7 miliardi di euro.
In particolare, a fine 2011 le esportazioni italiane di tecnologie elettrotecniche ed elettroniche verso la Russia ammontavano a 790,5 milioni di euro. Il saldo della bilancia commerciale Italia-Russia dell’Elettrotecnica ed Elettronica risulta attivo per 773 milioni di euro.                                                          
Nel dettaglio, i comparti dell’Elettrotecnica italiana che hanno generato più esportazioni verso la Russia nel 2011 sono stati gli Apparecchi Domestici e Professionali (229,5 milioni di euro) e le tecnologie per la Produzione, Trasmissione e Distribuzione energia (194,5 milioni di euro), l’Illuminazione (96 milioni di euro) e i Cavi (76,1 milioni di euro). Per quanto riguarda l’industriaElettronica, a risultare prevalenti nel 2011 sono state le vendite dall’Italia verso la Russia del comparto Automazione e misura (51,3 milioni di Euro).
Opportunità di sviluppo in Russia per le imprese italiane di Confindustria ANIE:
Molto promettente appare il settore elettrico in Russia, anche in virtù della già consolidata presenza della nostra principale utility di settore, l’Enel. Nel luglio 2011 sono diventate operative in Russia le 2 unità di produzione di energia elettrica che Enel, attraverso la controllata OGK-5, si è impegnata a potenziare e rinnovare sulla base delle direttive indicate dal Governo russo. Si tratta di nuove centrali elettriche a ciclo combinato alimentate a gas, ciascuna delle potenza di 410 Megawatt con un’efficienza energetica pari al 58%. L'investimento realizzato ammonta a oltre 760 milioni di euro.
Enel OGK-5 ha inoltre avviato la modernizzazione della Centrale diReftinskaya, localizzata negli Urali, che con i suoi 3.800 MW è la più grande centrale a carbone della Russia. In questo caso l'intervento previsto consiste in un aumento dell'efficienza con una massiccia riduzione delle emissioni di CO² di circa il 33% entro il 2020. La somma d'investimento nel progetto ammonta a circa 120 milioni di euro. Da rilevare che, nel piano industriale del Gruppo Enel OGK-5 annunciato per il quadriennio 2011-2015, gli investimenti complessivi fissati sono pari a circa 1 miliardo di euro.
Tra gli altri interventi in programma per Enel, quello attualmente di maggiore rilievo riguarda la partecipazione alla costruzione e gestione di una centrale nucleare a tecnologia russa di terza generazione localizzata a Kaliningrad, che costituirebbe la prima partnership pubblico-privata nel settore nucleare in Russia con l'obiettivo di esportare energia anche in direzione dell’Unione europea (Polonia e Germania). Sempre nel 2010 Enel ha siglato un accordo anche con Rushydro, il più grande produttore di energia idroelettrica russo per identificare opportunità di investimento congiunte in Russia e nella vendita di elettricità a clienti finali.
Nel segmento della distribuzione, Enel ha siglato alla fine del 2010 un protocollo d'intesa con la russa IDC Holding, la maggiore compagnia nazionale di distribuzione elettrica. Le parti hanno convenuto di sviluppare progetti congiunti per le tecnologie avanzate di reti di distribuzione intelligenti (smart grid), basato su tecnologie avanzate di misurazione (smart metering), attinte dalle esperienze positive maturate in Italia da Enel con i sistemi di gestione remota.
Un’importante opportunità di business per le aziende italiane potrà riguardare poi il settore del Trasporto Ferroviario. Infatti, proprio nel giugno 2012, leFerrovie di Stato della Russia (RZD) hanno lanciato un piano di sviluppo e ammodernamento della linea ferroviaria che prevede un investimento decennale pari a 169 miliardi di dollari, finanziato per un terzo dal Governo centrale.
Tra i progetti previsti vi è la realizzazione di una linea ad alta velocità che collegherà Mosca a San Pietroburgo e sarà operativa a partire dal 2018, in coincidenza con l’avvio dei Mondiali di calcio. La linea ferroviaria si estenderà su un tracciato di 658 km di nuovi binari e sarà appositamente realizzata per treni che viaggiano a 400 chilometri all'ora. L’investimento previsto è pari a circa 35 miliardi di dollari. Per le sole linee ad alta velocità, le Ferrovie Russe prevedono di investire nel periodo 2012-2020 circa 78 miliardi di dollari, per un totale di circa 4.300 km di nuove linee.
Infine, un settore destinato a offrire opportunità a breve termine alle imprese tecnologiche di Confindustria ANIE è quello delle costruzioni civili. Si prevede un notevole aumento dei volumi di costruzione a partire dall’inverno del 2012, che si tradurranno in uno sviluppo esplosivo del settore per il 2013. Nei prossimi 3 anni a Mosca dovrebbero essere costruiti più di 9 milioni di metri quadrati di abitazioni, 3 milioni dei quali saranno finanziati dal bilancio dell’amministrazione della metropoli.
 

Sabbie bituminose per oltre 175 miliardi di barili di petrolio, questo il tesoro del Canada

Spesso sottovalutato, il Canada possiede una delle maggiori riserve oil & gas al mondo.FONTE:QUI
Secondo l'ultima ricerca condotta da Global Data, lo Stato nord americano avrebbe riserve certe dipetrolio pari a oltre 175 miliardi di barili stimate alla fine del 2011, quasi tutte sotto forma di sabbie bituminose. Questa forma di materia, una volta scarsamente considerata, potrebbe essere ora moltopiù attraente visti gli alti prezzi del petrolio.
Per questo gli esperti di Global data prevedono che la produzione canadeseaumenterà nei prossimi anni grazie a innovazioni tecnologiche che permetteranno di estrarre la materia più facilmente e all'incremento della domanda globale. Il mercato canadese ha già dato segni di vivacità nel corso del 2012 quando la cinese CNOOC ha acquistato la compagnia di upstream nazionale Nexen per oltre 15 miliardi di dollari. Sul lato delle opere, inoltre, entro il 2018 sarà ulteriormente ampliato Syncrude, già il più grande progetto per l'estrazione del petrolio in Canada.
La produzione di bitume e greggio sintetico è passata da poco più di 408 milioni di barili del 2006, ai quasi 582 del 2011. Le stime sono di un ulteriore aumento, fino a 1.160 milioni di barili, al 2020.

lunedì 3 dicembre 2012

SIOUX...INDIANI D'AMERICA..

Usa, i Sioux si ricomprano la loro terra sacra sulle Black Hills

 
La zona delle Black Hills
La zona delle Black Hills
WASHINGTON - Dopo una raccolta fondi durata mesi, i Sioux si ricomprano la propria terra. Alcuni discendenti di tribù native americane sono riusciti a mettere insieme 9 milioni di dollari per comprare un appezzamento sulle Black Hills, regione del South Dakota considerata una terra sacra dai Sioux.
L’iniziativa è partita dalla Indian Land Tenure Foundation. La zona, chiamata in lingua idiana Paha Sapa, era di proprietà di una coppia di privati, Leonard e Margaret Reynolds, ma da anni era stata messa a disposizione della ‘Great Sioux Nation’, l’organizzazione della famosa tribù, per tenere i loro rituali annuali.
All’inizio dell’anno, la coppia aveva messo in vendita questa terra. La loro asta pubblica era però stata cancellata, dopo la sollevazione delle tribù indiane, che quindi si sono rimboccate le maniche e hanno fatto di tutto per riprendersi questa zona. Si tratta di un territorio che ha un valore storico tutto particolare per i nativi americani.
In questa zona sono state girate molte scene del film di Kevin Kostner, vincitore di 7 premi Oscar, ‘Dances with Wolves’, (Balla coi lupi, 1990). E non lontano da qui, a Little Big Horn, i soldati del settimo cavaleggeri del Tenente Colonnello Custer vennero trucidati dai guerrieri indiani.
Tutta l’area era abitata dai nativi sin dal 7000 prima di Cristo. I Lakota, una delle tribù che fanno parte dell’arcipelago dei Sioux, si stabilirono qui sin dal 1500 dopo Cristo. Nel 1868, al termine delle famose guerre tra le tribù indigene e i soldati americani, venne stabilito un trattato di pace, secondo cui quella terra sarebbe stata affidata agli indiani.
Pochi anni dopo, il Congresso violò quel trattato di pace, con una legge con cui si concedeva quella terra ai cercatori d’oro, accorsi in massa dopo la scoperta di molte pepite in quella parte del South Dakota.
Da quel tempo è cominciata una lunghissima vertenza legale e politica, culminata nel 1980 con una storica sentenza della Corte Suprema che stabilì una volta per tutte che quella terra era stata occupata illegalmente dall’uomo bianco. E a mo’ di risarcimento danni, i giudici stabilirono che lo Stato dovesse pagare la cifra di 100 milioni di dollari in favore dei Sioux.
Ma le tribù di Black Hills decisero di rifiutare quel denaro, dicendo che quella terra non poteva essere oggetto di una compravendita. Una polemica accesa, sino alla decisione di sabato 2 dicembre.
 FONTE:BLITZ

MASSIMO D'ALEMA...MALEDETTI MEDIA MI CERCATE SEMPRE...


MASSIMO D'ALEMA... SUBITO RISORTO...maledetti media  io cio' tanto da fare...capitato li per caso a festeggiare la vittoria di Bersani...coperto bene con anche la sciarpetta di lana...lui cia' tanto da fare...(...)


PS: i politici non conoscono disoccupazione...

domenica 2 dicembre 2012

PRIMARIE DEL PD...



LA SINISTRA HA PERSO CON RENZI...(...) D'ALEMA RINGRAZIA!

BEPPE GRILLO

Le votazioni per il Parlamento si terranno da lunedì 3/12/12 a giovedì 6/12/12 dalle 10.00 alle 17.00 di ogni giorno. Da lunedì sarà presente sul portale del MoVimento 5 Stelle e qui sul Blog il link che ti porterà all'area del voto. Per accedere all'area dovrai usare l'email e la password che utilizzi per accedere al portale del MoVimento 5 Stelle. Se non ricordi la password puoi crearne una nuova qui. (SUL BLOG DI BEPPE GRILLO)



Canada: il fidanzato le spara, salvata dal seno rifatto
La vita gliel'ha salvata il suo seno. O meglio le sue protesi al silicone, quelle che hanno attutito e respinto il proiettile che altrimenti, con tutta probabilità, la avrebbe uccisa. E' la storia di Eileen Likness, una donna canadese di Calgary, che ha testimoniato in tribunale contro l'uomo accusato di averle sparato, ovvero il suo ex fidanzato, Fernando Chora, di 61 anni. Il proiettile, sparato con un'arma a 9mm di calibro, ha prima raggiunto il braccio destro della donna, poi ha forato il seno destro e quindi il sinistro. E sono state proprio le protesi al silicone a rallentare e fermare la corsa del proiettile. A "rimetterci" ma è davvero il male minore, sono state proprio le protesi, entrambe distrutte dai proiettili. Eileen, però, racconta il Daily Mail, si è già operata e le ha sostitute. Facile immaginare che abbia preteso lo stesso modello. Alle prime deve la vita.
FONTE: BLITZ

GAD LERNER SCRIVE DI ALFIO MARCHINI...


Alfio Marchini? Ha troppi amici per piacermi, è er Montezemolo de Roma

domenica, 2 dicembre 2012

Detto in sintesi, il Montezemolo de noantri appare a me come l’ennesima anomalia di cui la politica italiana dovrebbe fare a meno. Le sue prime dichiarazioni da candidato confermano che, in romanesco, si ha a che fare con un formidabile paraculo. Fatemi il piacere: dichiarate i vostri interessi; eventualmente schieratevi a destra o a sinistra; lasciate perdere la demagogia dei movimenti civici cuciti su misura sulle vostre ambizioni personali.

ALFIO MARCHINI...


ALFIO MARCHINI SI CANDIDA A SINDACO DI ROMA

L’imprenditore edile romano Alfio Marchini ha annunciato oggi, nel corso della trasmissione In 1/2 ora, che si candiderà a sindaco di Roma alle elezioni previste per il prossimo anno. Secondo giornalisti e commentatori, la sua candidatura è appoggiata dalla famiglia Caltagirone, l’altra grande famiglia di imprenditori edili della capitale. Marchini intende creare una lista civica perché, ha detto: «L’offerta politica e partitica non soddisfa né le mie aspettative né quelle del 40-50% della gente».
Da quando, circa un mese fa, cominciarono ad uscire le prime indiscrezioni su una sua possibile candidatura, negli ambienti giornalistici si è discusso molto sulla possibilità che Marchini divenga il candidato del centrodestra o del centrosinistra. E per giustificare l’una o l’altra ipotesi è stata spesso citata l’estesa rete di amicizie e conoscenze che Marchini ha nella politica e nella finanza italiane.
Alfio Marchini ha 47 anni ed è sposato con tre figli. Sua moglie, Franca Ferruzzi, fa parte di una delle famiglie storiche del capitalismo italiano. Anche la famiglia Marchini ha una storia importante. Qualche anno fa il settimanale Il Mondo scriveva che, assieme ai Caltagirone, i Marchini da quarant’anni si spartiscono i grandi affari immobiliari della capitale. L’edilizia è la colonna portante dell’impero di famiglia, che viene controllato dalla Astrim, una holding, cioè una società creata per controllare altre società. Alfio è diventato amministratore delegato della Astrim nel 1990, quando aveva 25 anni. Ne ereditò la guida dopo la morte del nonno, soprannominato a Roma “Calce e Martello”, per via della sua vicinanza al partito comunista.
La famiglia Marchini è considerata tradizionalmente vicina al centrosinistra. Il nonno Alfio fu un partigiano comunista dei GAP – i Gruppi di Azione Partigiana che compivano attentati e azioni mirate nelle grandi città – e insieme al fratello Alvaro costruì e donò al Partito Comunista la sede di via delle Botteghe Oscure a Roma. Il Corriere della Sera descrisse il nonno come un “comunista romano”, cioè cattolico e vicino alla Chiesa. Anche il nipote Alfio, sempre secondo il Corriere, sarebbe vicino all’Opus Dei e amico di Rocco Buttiglione. Di sicuro c’è che una ventina di anni fa investì nel Sabato, il settimanale di CL chiuso nel 1993, e ne nominò direttore proprio Rocco Buttiglione.
I giornalisti però, lo descrivono vicino anche alla sinistra, come il nonno. In particolare, Alfio sarebbe un buon amico di Massimo D’Alema. Proprio in un palazzo di sua proprietà ha sede la fondazione Italianieuropei, presieduta da D’Alema, e di cui fino al 2008 Marchini era consigliere di amministrazione. Nel 1997, quando D’Alema era segretario del PDS, Marchini investì per breve tempo anche nel quotidiano del partito, l’Unità. Nel 1994 venne nominato consigliere d’amministrazione della RAI in quota Progressisti, cioè centrosinistra. Al governo allora c’era Silvio Berlusconi. Marchini si dimise poco tempo dopo per un disaccordo sulle nomine e sulla strategia aziendale.
Anche sul versante della finanza le sue amicizie e i suoi contatti sono numerosi. Marchini è stato per qualche tempo membro del CdA di Banca di Roma – poi Capitalia e oggi parte di Unicredit – dove venne chiamato da Cesare Geronzi, uno dei più importanti personaggi della finanza italiana. Una quota della holding Astrim è posseduta dalla Mittel, una società presieduta da Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa San Paolo – e altro personaggio molto importante della cosiddetta “finanza cattolica”.
Ma secondo molti giornalisti e commentatori, l’amicizia più importante per la sua corsa a sindaco di Roma sarebbe quella con l’immobiliarista esponente dell’altra dinastia di palazzinari romani, Francesco Gaetano Caltagirone. I due hanno partecipato assieme ad alcune operazioni finanziarie in Spagna e sono soci dentro Acea, l’azienda che gestisce il servizio idrico di buona parte del Lazio, ma sono anche personalmente amici. Caltagirone è il padre di Azzurra Caltagirone, moglie di Pierferdinando Casini.
Nelle indiscrezioni che lo vedono sponsorizzato da Caltagirone, Marchini potrebbe diventare il candidato di un’alleanza PD-UdC. Altre indiscrezioni, non confermate, descrivono Caltagirone in cattivi rapporti con la dirigenza del PD laziale. Marchini quindi sarebbe il candidato di un’alleanza tra PdL e UdC, appoggiata da Comunione e Liberazione e fortemente voluta dall’attuale sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
FONTE: IL POST

sabato 1 dicembre 2012

BARBARA D'URSO...

Barbara D'Urso sguazza e gongola sul dolore della gente con quintali di pubblicita'...e lo dice pure!



Immagino le riunioni per ficcare la pubblicita:

bene, questa la mettiamo mentre la madre della figlia uccisa magari piange e si dispera...anzi piu' piange e meglio è...

quest'altra la facciamo passare mentre il fratello  dell'indagato per la morte della moglie e della suocera trovate sepolte  in cantina nella villetta dove abitava anche il suocero...bene bene facciamo passare la pubblicita' tre volte a raffica,  mentre il poveraccio sta  collegato in mezzo alla strada...

la D'Urso passa dal riso al pianto...dal dolore al gossip...dalle storie piu' banali e idiote della figlia di Celentano,  dalla ex moglie di Corona che si porta pure la madre...e tante altre storielle cretine di personaggi  vari che abbondano in cerca di gloria, bambini vestiti a festa che scorazzano nello studio mentre la D'Urso chiede alla mamme: "chi è il fidanzato di turno?"

RAI - LE REGOLE...

LA TRASMISSIONE FATTA DA SKY SULLE PRIMARIE CON BERSANI E RENZI...NON E' STATA INTERROTTA DALLA PUBBLICITA' ...QUELLA PER IL BALLOTTAGGIO FATTA DALLA RAI - SERVIZIO PUBBLICO - E' STATA INTERROTTA DALLA PUBBLICITA'.

MIUR...

Ricerca, una rete di parentele e amicizie là dove si stanziano i fondi del ministero

Un dossier anonimo descrive la fitta ragnatela di rapporti intorno al dirigente Antonio Agostini, fino a pochi mesi fa responsabile delle decisioni sui progetti scientifici da finanziare. Ma il dicastero retto da Francesco Profumo blinda gli archivi che permetterebbero di verificare le accuse

Ricerca, una rete di parentele e amicizie là dove si stanziano i fondi del ministero

Amici, soci e parenti nella direzione generale alla ricerca del Miur, il ministero dell’Università, che assegna i fondi alla ricerca. Nella “casa di vetro” del ministro Profumo non si entra causa “ispezione” in corso. Ma anche stando alla finestra s’intravede almeno un brandello di quella rete di parentele, amicizie e legami ai vertici della Direzione Generale accennati nel dossier anonimo recapitato alla redazione del Fatto. Che siano relazioni “pericolose” è da vedere, sicuramente non sono le sole. Ma certo non diradano i dubbi su possibili “facilitatori” e  conflitti di interesse nel sistema d’assegnazione dei fondi destinati a risollevare le sorti della ricerca italiana.
Per scovarle tocca districarsi tra rapporti, incroci societari e amicizie che ruotano intorno ad Antonio Agostini, 48 anni, originario di Marina di Gioiosa Ionica. Oggi è il segretario generale all’ambiente, fino a febbraio era l’uomo in comando alla Direzione Generale per la ricerca. Una vita nei Servizi, una carriera da grand commis nell’Agenzia spaziale italiana, stretti legami con l’industria aerospaziale e degli armamenti, tutti beneficiari di una buona fetta dei finanziamenti. Fu la Gelmini, a metà del 2009, a chiamarlo al ministero come direttore generale dei fondi Pon per la ricerca e lo sviluppo. Durante il suo mandato dovrà mandare in porto bandi per 2,5 miliardi di euro.
Un gran lavoro, e infatti Agostini in pochi mesi si circonda di esperti e personale vario strettamente legati a lui. Nell’ufficio chiave che si occupa delle verifiche di primo livello per la valutazione dei progetti (Uocil) sembra finito un pezzo di Locride. A partire da Carla Pelaggi, professoressa dell’istituto alberghiero di Locri, segretaria di assoluta fiducia di Agostini, tanto da seguirlo al ministero dell’Ambiente. Un doppio incarico, che le vale 35mila euro oltre lo stipendio. Accanto a lei trova posto anche Maria Paola Guidace, la cui famiglia è ben conosciuta da Agostini. Il fratello Pasquale Guidace, invece, è nell’area di assistenza (At Pon) incaricata di predisporre le procedure di selezione dei progetti, verificarne la conformità e fornire supporto tecnico, amministrativo e giuridico. Di loro Agostini dice “ne conosco la famiglia, abbiamo una comune origine territoriale, ma tecnicamente e giuridicamente non posso definirli cugini”.
Comunque sia il caso ha voluto che la delicata procedura di selezione degli esperti cadesse su Antonella Avellis, compagna di scuola della segretaria di Agostini. Di più. Accanto alla Pelaggi, dentro lo stesso Uocil, ufficio dei controlli, trova posto anche Pasquale Giovinazzo, sempre di Locri. Non sarà mica parente? No, in questo caso è il socio di Maurizio Milicia, noto commercialista di Locri, nonché marito della segretaria di Agostini, Carla Pelaggi. Una figura di collegamento, come vedremo, tra l’interno del Miur che eroga i fondi e l’esterno delle imprese che concorrono e vincono.
Giovinazzo e Milicia commerciano sale all’ingrosso tramite la Dalia Srl. Ma il sale della vita, a quanto pare, resta la ricerca, un mondo dal quale ottengono lavoro e grandi soddisfazioni, grazie al ticket con Agostini: su designazione del Miur, Milicia riceve infatti il prestigioso incarico di revisore dei conti dell’Agenzia spaziale, del Cnr e dell’Università della Calabria. Lui ne minimizza la portata “che vuole, sono cose da poche migliaia di euro, da 4 a 16mila euro l’anno lordi”. E ha ragione Milicia, il  loro valore non è economico ma strategico perché chi li detiene può esercitare un ruolo di peso nei centri nevralgici del finanziamento alla Calabria, regione finora destinataria di  2,4 miliardi tra ricerca e sviluppo.
Non è tutto, però. Milicia sa bene come funzionano i meccanismi interni alla macchina-assegna-fondi grazie ai legami con il DG della ricerca Agostini. Forse ha anche qualche dritta utile per non sbagliare, visto che proprio nell’ufficio preposto a validare i progetti siedano la moglie e il socio d’affari. Ma sa anche come funzionano le cose a valle, perché è sindaco effettivo di società private che i fondi li ricevono. Ad esempio è presente negli organi societari di una controllata del gruppo Infomobility.it Spa di Franco Iachini, altra vecchia conoscenza di Agostini (per sua stessa ammissione) dai tempi dell’arma. L’azienda in questione, la E-guide, è stata infatti ammessa ai finanziamenti Miur per 3,8 milioni di euro nel 2003 (nel 2010 ha ottenuto l’ultima tranche di pagamento e Milicia ne è sindaco effettivo dal 2008 e fino a due mesi fa).
A sua volta Infomobility.it tra il 2010 e il 2011 ha ottenuto due linee di finanziamento per quasi due milioni di euro. Progetti che, secondo le procedure, dovevano sempre passare nell’Uocil, l’ufficio dove siedono il socio e la moglie di Milicia. Quanto pesino questi e altri legami raccontati nel dossier arrivato al Fatto quotidiano è difficile dirlo, bisognerebbe controllare ogni progetto passato da questa e altre “filiere”, aprendo gli archivi del Miur. Per ora blindati.
di Thomas Mackinson e Andrea Palladino